• Il tradimento degli intellettuali ieri era un vizio oggi una virt

    L'anno in cui esce in Francia Il tradimento dei chierici di Julien Benda (ora in una nuova edizione Einaudi), in Germania compare Essere e Tempo di Martin Heidegger. il 1927. Tranne la data, fra i due libri non ci sono somiglianze. Heidegger ripensa radicalmente la metafisica, Benda mette sotto accusa il ruolo e la figura dell'intellettuale: ovvero quel "chierico" (l'espressione non concede nulla all'istanza religiosa) che, in nome di interessi di parte, avrebbe tradito la sua missione universale.

    I valori che un tempo l'intellettuale aveva difeso erano l'astrattezza, il disinteresse, la razionalit. Ora invece si lascia coinvolgere dalla tumultuosit delle passioni politiche, scopre il pensiero dinamico e la forza dell'impegno. Da un lato la staticit, dall'altro la mobilitazione. Ironia della sorte, si pu vedere in Essere e Tempo un esempio di quello che Benda intende per autenticit del chierico. Ma proprio Heidegger - con la sua adesione al nazismo - tradir in seguito quella missione del dotto cui sembrava volersi interamente votare. Gli anni del pamphlet di Benda sono gli stessi in cui si affermano i totalitarismi. Sono numerosi gli intellettuali che mettono le proprie idee al servizio del potere. Benda si spinge al punto da considerare un tradimento perfino l'impegno politico e morale contro il potere. Ha in mente, gi il 1945, Sartre e la sua teoria dell'engagement. Ma oggi che la figura dell'intellettuale tende ad assumere forme impensabili in passato che ne del tradimento? Pi che un vizio deplorevole da condannare sembra l'occasione per chi, come Achille Bonito Oliva (ne L'ideologia del traditore) ne ha fatto una categoria pi che dello spirito, dello spettacolo.


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