• Come capire se è interessato

    Ciao!

    Quand'è di una donna il perdere la costumatezza per una voglia flottante, poi basta un fognaio, un cozzone qualunque per acquistarla a crai.
    E l'amore, che è la sostanza del provvisoriamente eterno, divien la voglia di Pasife e del torello che corre a lei senza gravedine, e la successione scade nel macchinale.
    Hai intessuto la costumanza d'una schiatta umile dalla quale fosti generata per giustificare, pecorando, la ricerca della pecunia e della pecorazione che t'ha sceneggiato un'istintuosa quanto strisciante rivalsa da attuare a mezzo d'un crotaleggiare che t'illascivisce e ti sbraga.
    Egli è codesta una cosa bellissima!
    Tal quale una controdanza attorno al focolare le cui lingue rosse consumino le brune assi delle tue madie, vai snobbando la comune costumanza e getti alle ortiche la morale, le promesse e la disciplina di fede per insinuarti, come biscia scutellaria, nelle cupidità più brillanti ed asimmetriche che l'intrallazzamento appena accennato con chi tanto gentil e tanto onesto pare ti ha sottoposto.
    Ed in te si vede il vigore e la barbara purezza che cantarono i bardi ciechi nelle notti d'inverno per intrattenere i bambini moccolosi e gli armenti villosi!
    Oh, il tubero che fiorisce nelle terre sottratte al mare dal lavoro degli uomini che indossano gli zoccoli!
    La sua morte è la misera ricapitolazione, come in una bulbomanzia epifanica, del tuo futuro, del futuro di lui che agogni, e del futuro stesso del genere umano, ahimè!
    Come certi ladri di tombe che diventano mummie a loro volta, tu, e lui più di te, e la mamma di lui in misura trascurabile, state allattandovi al colostro della vita, in una strana concatenazione di osmosi e deflagrazione che vi condurrà alla destinazione ultima ed inderogabile!
    Nulla, veramente, v'è di equivocoso nel secernere un tomo, uscito dai torchi della lascivia, per comunicare, come una spruzzata di ghiandole di moffetta nelle narici di un bufalo od una lanterna rossa issata sull'uscio di una baracca della periferia di Shanghai, la tua disponibilità alla fregola!
    Considera che ora stai elaborando il lutto per la morte dei tulipani, uccisi dalla stessa carne che tu vorresti deponesse la sua semenza in te, stai perciò elaborando il lutto con una sorta di rivalsa da un complesso di edipo che ti sembra di percepire tra il tuo bramato e sua madre.
    E, come La Fedra di Racine, mandi a morte chiunque non possa essere tuo.
    Poveri tulipani!
    Morti per mocciconeria d'una moccolaia!
    La quale non è ovviamente l'altrui madre, ma tu stessa!
    E la madre sta al bulbo come tu stai all'uomo.
    Ma la sorte è sempre seconda ed il vento sempre in poppa per chi, di muliebre forma, si immola sull'altare della maschile lussuria, giacchè tale sacrificio è sempre gradito agli dei barbuti.
    Basta che respiri.
    E sia gratis.

    Ciao!
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