• La scappatella? E' anti-stress

    Solo tre coppie su dieci sarebbero fedeli, secondo le ultime statistiche. Siamo un popolo di fedifraghi e l'adulterio appare ormai come una pratica igienica, spogliata di ogni senso di colpa. Tradiscono più gli adulti dei giovani, più gli uomini delle donne, più i cittadini delle metropoli che gli abitanti dei piccoli centri. La stagione più favorevole è l'estate, ed è una miccia che spesso si accende in ufficio.

    Secondo l'associazione Matrimonialisti Italiani il 60 per cento dei tradimenti coniugali avviene sul luogo i lavoro. L'età più a rischio, soprattutto per gli uomini, è compresa fra i 40 e i 50 anni, e in circa il sette per cento dei processi di separazioni e divorzio sono segnalate infedeltà di tipo omosessuale. Vi è poi la nuovissima tendenza del cosiddetto adulterio virtuale, quello che si consuma via internet.

    Un'abitudine accettata. In Italia l'adulterio non è più la ragione principale per cui ci si lascia. Lo spiega il presidente dell'associazione Matrimonialisti, Gian Ettore Gassani: "Nel nostro Paese l'infedeltà non è più vista in modo tragico, tanto che è soltanto al secondo posto, con il 40 per cento, tra le ragioni alla base delle fratture coniugali". E al primo posto? Le incompatibilità caratteriali.

    Galeotto fu il panino, o l'insalata. Gli italiani tradiscono soprattutto in pausa pranzo. Almeno un adulterio su tre, infatti, viene consumato fra mezzogiorno e mezzo e le due e mezzo del pomeriggio. È quanto emerge da una ricerca della rivista Riza Psicosomatica, condotta su circa mille italiani, uomini e donne, fra i 20 e i 60 anni. Se tradire fa ancora paura, solo uno su dieci si sente in colpa ed è pentito di quello che ha fatto, e quasi otto su dieci si dicono ben contenti della loro condizione di adulteri.

    Lontani i tempi in cui l'adulterio era un reato: ma solo per la donna, la più odiosa delle discriminazioni. Solo la donna rischiava il carcere, se il marito la querelava. Fino a un anno di reclusione, secondo quanto stabiliva il codice penale. Poi, quarant'anni fa proprio di questi tempi, il 19 dicembre del fatidico 1968, la Corte Costituzionale dichiarò illegittimi il primo e il secondo comma dell'articolo 559 ritenendoli discriminatori, lesivi della Costituzione che prescrive invece "l'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi". E tutto - o meglio, molto - cambiò.

    Il nuovo adulterio ai tempi di Facebook è quello che potremmo definire light. "Sono tradimenti mordi e fuggi, leggeri, poco impegnativi. C'è una presa d'atto che tanto nel matrimonio tutti tradiscono tutti. E così ci si imbarca in piccole storie collaterali vissute per autogratificarsi, che in genere non mettono in discussione e in vera crisi la famiglia", osserva Maria Rita Parsi, psicoterapeuta e sessuologa, coautrice di un libro in tema dal titolo "Promiscuità". Nella coppia il cosiddetto tradimento light viene praticato come "una sorta di antidepressivo rispetto alla fatica del vivere insieme. Si va verso la banalizzazione e verso l'inconsistenza. Fragili matrimoni con fragili fughe d'amore, spesso facilitate dalle nuove tecnologie".

    Sono 800 mila gli italiani che passano almeno quattro ore al giorno davanti al computer, in chat. Un universo parallelo, che può regalare tentazioni irresistibili, a uomini e donne, età circa 35 anni, cultura medio-alta, in buona parte coniugati. Se navigare in rete troppo a lungo comincia a essere inserito anche in Italia tra i motivi di separazione, viene dalla Gran Bretagna la notizia della prima infedeltà virtuale per la quale è stato chiesto il divorzio: lui, David Pollard, aveva una relazione su Second Life, il più incorporeo dei tradimenti.

    Quanto alla vita reale, la rete pullula di guide pratiche all'adulterio, di decaloghi "per non farsi beccare", trucchi, sotterfugi, suggerimenti, occhio agli sms e alle email, siti (per esempio tradimento. net) e social networks dove intrecciare nuove avventure con garanzia di riservatezza, con la possibilità di selezionare il profilo del partner e di scegliere persino la durata del legame. Aumentano esponenzialmente le storie di sesso fra persone che si sono conosciute online, e si moltiplicano anche i siti che vendono alibi per adulteri.

    Oggi l'infedeltà sembra essere diventata uno stile di vita, quasi una moda, un'opzione di massa e sempre più sessuologi disquisiscono di "adulterio terapeutico che fa bene all'armonia della coppia". Da scandalo a motivo di vanto, una trasgressione veniale, sdoganata, derubricata. Quasi un diritto, un'opportunità per esprimersi, in certi casi per risarcirsi, basta scorrere le varie poste del cuore.

    Sembra impossibile quello che successe alla Dama Bianca, la donna di Fausto Coppi, nel 1955. Denunciata per adulterio dal marito, fu processata e condannata a un mese di carcere e al soggiorno obbligato. Preistoria, la preistoria del codice Rocco. Oggi, mezzo secolo dopo, c'è una sorta di anestesia generalizzata. Il dato reso noto dal direttore dell'Istituto Mendel, il genetista Bruno Dallapiccola, secondo cui in alcune regioni italiane (per esempio il Lazio e la Lombardia) il dieci per cento dei bambini non è figlio del padre ufficiale, è caduto nell'indifferenza.

    La depenalizzazione del reato di adulterio ha lasciato un vuoto giuridico che, sottolinea l'avvocato matrimonialista Annamaria Bernardini de Pace, "avrebbe dovuto essere colmato, ma il legislatore lasciò cadere la cosa. L'articolo 29 della Costituzione dice che lo Stato garantisce l'unità della famiglia, ma nei fatti oggi non abbiamo più nessun tipo di sanzione, e nessun tipo di regola, e a causa di questo vuoto spesso a rimetterci sono ancora una volta le donne, la parte più debole. In fondo quando si ci sposa si firma un contratto in esclusiva. Normalmente quando si deroga a un contratto in esclusiva si deve pagare una penale, si deve risarcire il danno, tranne che nel matrimonio. Oggi il tradimento è stato banalizzato tanto che al massimo si parla di scappatella. C'è grande indulgenza, anzi simpatia se non complicità, verso chi tradisce, soprattutto verso gli uomini". È la doppia moralità, dura a morire.

    Crisi e recessione non sembrano influire nel ritmo dei tradimenti. Una pratica sempre più capillare. "Se fosse ancora un reato, tutta l'Italia sarebbe in carcere - commenta l'avvocato Bernardini de Pace - Nessuno più si sente in colpa se tradisce, gesto ancora più grave e lesivo della dignità da quando esiste il divorzio".


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