• Cassazione: moglie non si spia, neanche per raccogliere prove tradimento

    Ex marito e detective denunciati nella causa di separazione. L'imprenditore commerciale Gianni De Toni intercettò l'ex moglie Paola Manea nella sua auto con apparati audiovisivi o la fece spiare legalmente da un detective privato? Attorno a questo delicato interrogativo, che solo in apparenza può sembrare simile, ruota una indagine della procura di Vicenza che sta per giungere al capolinea.

    Com'è noto, spiare è lecito, purché i pedinamenti siano eseguiti senza invadere la privacy, mentre intercettare nell'ambito della sfera privata quando si è tra le pareti domestiche o nella propria automobile è vietato.

    Sotto inchiesta è finito il benestante De Toni, titolare di una nota società che vende strumenti musicali, assieme allo 007 privato Alessandro Valerio, titolare dell'agenzia Andromeda. L'ipotesi? Avere installato apparecchiature per captare informazioni tese a violare la privacy. A innescare le querelle una contrastata separazione giudiziale durante la quale l'abile uomo d'affari di 52 anni per far addebitare la colpa del naufragio sentimentale all'ex compagna, ha consegnato in tribunale del materiale audiovisivo che risulterebbe essere stato girato all'interno dell'Audi A6 della donna.

    Di fronte alla produzione dei documenti al cospetto del giudice civile, la signora Paola si è arrabbiata ed ha reagito legalmente. Tramite il proprio legale Maria Antonietta Fochesato ha presentato una piccata segnalazione alla magistratura con la quale chiede di perseguire i due uomini. In essa sostiene che soltanto da una ripresa interna alla vettura si poteva ricavare il filmato affidato alle mani del giudice. I fatti risalirebbero all'estate 2004 allorché De Toni incaricò Valerio di pedinare la moglie.

    La coppia era già sul piede di guerra e l'uomo voleva raccogliere materiale che provasse la sua tesi, per mettere la donna con le spalle al muro e risparmiare su alimenti e buonuscita. Per fare questo, ha denunciato il presunto comportamento dell'ex marito che a suo dire avrebbe incaricato l'investigatore di sistemare all'interno della sua auto microtelecamera e microspie.

    E' possibile? Il sostituto procuratore Alessandro Severi ancora tempo fa - dopo avere affidato l'indagine alla polizia del tribunale - ha inviato un'informazione di garanzia sia a De Toni sia a Valerio, i quali hanno affidato la loro difesa rispettivamente agli avvocati Gianbattista Rando e Lucio Zarantonello. Il contenuto degli interrogatori che successivamente sono stati fatti sono coperti dal riserbo. Non si va lontano dal vero, comunque, se si afferma che entrambi i diretti interessati hanno respinto le accuse.

    Lo 007 privato avrebbe spiegato di avere lavorato secondo un incarico professionale preciso e di essersi limitato a eseguire i controlli che gli sono consentiti dal codice. Anche De Toni ha fornito una giustificazione respingendo i sospetti dell'ex compagna. Il fascicolo è adesso sul tavolo del pm Severi, il quale deve decidere se inviare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a uno o ad entrambi gli indagati, oppure se chiedere l'archiviazione di entrambe le posizioni perché dall'attività investigativa non è emerso nulla di illecito.