• Adulterio nell’età moderna

    All’inizio dell’età moderna l’adulterio è più che mai vendicato col sangue. Al tempo stesso è profondamente entrato nel costume. Il marito diventa il cornuto, sulla cui odiosità o ridicolezza si rovescia la colpevolezza della moglie, e l’adulterio, dopo esser stato esaltato, praticato come beffa, e variamente motivato, si ridurrà in ambienti dominati più dalla licenza che dalla passione a moda o a esercizio del libertino.


    Come i disordini amorosi dei grandi, che per tutto il Rinascimento e la Riforma cattolica appaiono circondati da un’atmosfera di sangue, continuano ciò nondimeno a prosperare, così l’illecito dell’adulterio, pur punibile per legge, sboccherà nei secoli successivi, soprattutto come privilegio aristocratico, nella più assoluta licenza.

    Una licenza che nel mondo degradato della Mandragora di Macchiavelli dove l’adultera è colei che accetta la volontà del cielo, trova in anticipo una formula comica e tragica. Dice Madonna Lucrezia senza paradosso:
    • Poi che l’astuzia tua, la sciocchezza del mio marito, la semplicità di mia madre e la tristizia del mio confessore mi hanno condotto a fare quello che mai per me medesima avrei fatto, io voglio indicare che è venga da una celeste disposizione che abbi voluto così, e non sono sufficiente a ricusare quel che 'l cielo vuole che io accetti' (La Mandragola - atto V). Ma se il cielo vuole che Madonna Lucrezia faccia quello che per se medesima mai avrebbe fatto, non così lo Stato moderno, che esige un ordine morale.


    In Italia l’adulterio era punito con gravi ammende, e, rispetto al Medioevo, tali pene s’inaspriscono ulteriormente nel XVI secolo. I fiorentini che lo commettono rischiavano l’esilio. Nel 1750, a Piacenza, l’adultera, denudata dalla cintola in giù, veniva frustata con robuste verghe; venticinque anni dopo, a Bologna, il Cardinale Salvati si accontentava di infliggerle tre tratti di corda, ma la pena di morte era la sorte promessa, a Cesena alla donna che tradiva il marito sotto il tetto coniugale, a Modena la si tosava a zero.
    J.Solè – Storia dell’amore e del sesso nell’età moderna – it. Bari 1979.

    La legislazione italiana in materia sessuale era improntata a un’antichissima tendenza alla repressione.

    Ma anche nei grandi stati europei non mancavano le misure repressive con l’esplosione romantica dell’amore-passione, l’adulterio non ha più bisogno di sapienti manovre per conservare il fascino conferitogli dalla virtù: il suo fascino viene alimentato dalla morale dei sentimenti contrapposta alla morale borghese.