• Cautela comunque

    Grazie a internet è possibile acquistare tutto quello che serve per un'azione di spionaggio privata o industriale. Tuttavia, tra il possesso e l'utilizzo di queste attrezzature c'è di mezzo il "mare" previsto dalla legge. Molti siti che mettono in vendita prodotti del genere segnalano abbastanza dettagliatamente quali sono i limiti previsti dalla normativa italiana. Cerchiamo di fare chiarezza.


    L'uso di microspie, telecamere, macchine fotografiche nascoste implica una stretta relazione con i principi sanciti dalla Costituzione e con le determinazioni fissate dalle leggi 98/1974 "Riservatezza della vita privata e intercettazioni della comunicazione" e 675/96 "Trattamento dei dati personali e diritto alla privacy".

    Chi decide, ad esempio, di spiare la moglie a sua insaputa oppure un'azienda concorrente può incorrere nei reati previsti dal codice penale riguardanti "Interferenze illecite nella vita privata", "Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche", "Installazione di apparecchiature atte ad intercettare o impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche". Chi viene ritenuto colpevole può rischiare dai 6 mesi ai 4 anni di carcere.

    «Bisogna tenere presente - spiega il dirigente della polizia Postale e delle comunicazioni di Roma, Claudio Caroselli - che questi strumenti possono essere impiegati dalle forze dell'ordine nei compiti di polizia giudiziaria solo previa autorizzazione della magistratura e durante le fasi di indagine per l'acquisizione di prove. Ci sono forti restrizioni, quindi, per gli organi inquirenti: figuriamoci per i privati cittadini. Si rischiano gravi incriminazioni».

    Allora qual è il consiglio? «Non utilizzare queste apparecchiature - continua Caroselli. Noi non possiamo impedirne l'acquisto, però bisogna stare molto attenti all'utilizzo. Paradossalmente le intercettazioni da parte di privati o aziende sarebbero ammesse solo con persone consenzienti e consapevoli».

    Insomma, nessun problema a spiare qualcuno che sa di essere spiato. Ma allora a cosa servirebbe? Da James Bond si passerebbe a Barbara D'Urso e il suo "Grande fratello".

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