• Il 10% dei bambini italiani non Ŕ figlio del papÓ presunto

    PapÓ segreto per un bimbo italiano su dieci che, magari senza saperlo, Ŕ figlio di un uomo diverso dal presunto padre. A censire questo esercito di illegittimi spesso inconsapevoli Ŕ Bruno Dallapiccola, genetista dell'universitÓ. La Sapienza di Roma e direttore dell'Istituto Mendel, che dedica al tema un capitolo della seconda edizione di Genetica Medica essenziale.



    "Dalle nostre stime", dice l'esperto, "emerge, infatti, che in Italia fino al 10% dei bebŔ nati ogni anno ha un papÓ differente da quello presunto. Un dato frutto di osservazioni e ricerche nazionali, confermato anche a livello europeo. E che storicamente ha visto picchi pari al 20% nel nostro Paese. In particolare, nel pieno della grande migrazione da Sud a Nord in alcune regioni meridionali", prosegue Dallapiccola, "sono state registrate punte eclatanti di nascite illegittime, legate ad aspetti sociali rilevanti. Dobbiamo pensare a donne lasciate sole per anni, a difficoltÓ economiche, a famiglie divise".

    "Oggi, invece", aggiunge, "le mille occasioni di incontro, il fatto che molto spesso i componenti di una coppia si trovino a lavorare in cittÓ diverse e la facilitÓ nei rapporti sociali giocano a favore del fenomeno. Cosý se in alcune regioni l'incidenza di bebŔ con padri segreti Ŕ pari al 5%, in altre come Lombardia e Lazio si arriva facilmente al 10% e pi¨".

    "Una risposta ai sospetti arriva dai test di paternitÓ", sottolinea il genetista, "in forte crescita nel nostro Paese". Il Dna non mente e, in caso, pu˛ confermare i sospetti. "Secondo la mia personale esperienza", dice Dallapiccola, "a chiederli sono due-tre volte di pi¨ gli uomini. Anche se non mancano donne che hanno avuto rapporti ravvicinati con pi¨ partner e dunque vogliono essere certe della paternitÓ del figlio". Il genetista, comunque, Ŕ contrario ad esaudire la richiesta di conoscere il papÓ del bebŔ quando quest'ultimo Ŕ ancora in utero. "Anche le Linee guida di genetica recentemente approvate raccomandano di non eseguire questo esame in simili circostanze". Ma chi si reca nei centri specializzati per chiedere un test di paternitÓ? "Nel caso in cui non sia la mamma a farlo", precisa Dallapiccola, "si tratta di tre tipologie diverse: a volte Ŕ il padre presunto, che ha avuto dei sospetti e pu˛ prelevare senza difficoltÓ campioni biologici all'insaputa della compagna". Un sistema che Dallapiccola condanna.

    "C'Ŕ poi l'uomo che, in accordo con la mamma del bambino, avanza la richiesta di accertarne la paternitÓ. Ma la domanda pu˛ arrivare anche in via ufficiale attraverso i legali della famiglia". Il risultato finale Ŕ sicuro. Ma nonostante la grande crescita del ricorso ai test, il numero degli esami eseguiti ogni anno in Italia non Ŕ certo paragonabile a quello dei bebŔ figli - secondo le stime - di papÓ segreti. "In alcuni casi", conclude, "questi bambini finiscono per non scoprire mai di avere un padre biologico diverso".