• Il peso del tradimento

    Prima di tradire il partner bisogna pensarci bene, e non solo per una questione di morale o fedeltà. Sembra infatti che il tradimento faccia salire vertiginosamente l'ago della bilancia, e non solo per chi tradisce, ma anche per chi è tradito. Addio quindi al sesso rischioso e clandestino che, proprio perché rubato, si pensava aumentasse il metabolismo, funzionando come dieta dimagrante e bruciacalorie. In realtà succede proprio il contrario. Secondo uno studio realizzato dalla psicologa Dominique Schleret su un campione di più di 500 persone, di età compresa tra i 20 e i 45 anni, quando c'è di mezzo un adulterio è inevitabile: si mettono su chili. E non fa differenza se si è traditori o traditi: la pancia non risparmia nessuno.


    L'aumento dei rotolini, sul totale degli intervistati, arriva al 16%. I traditori aprono il frigo in continuazione, perché afflitti dai sensi di colpa. Annegano i pensieri punitivi verso loro stessi nel gorgonzola al mascarpone, nei dolci alla panna, negli insaccati, nel cioccolato. Andando nel dettaglio, i fedifraghi e le traditrici si sentono colpevoli perché con "l'altro/l'altra" fanno acrobazie sessuali mai viste, sia dal punto di vista quantità che per qualità. Mentre con il coniuge, ormai da tempo, la noia regnava sovrana. Come se non bastasse la ciccia portata dal senso di colpa, aggiunge lo studio della Schleret, il tradimento provoca uno stato di ansia (nel 35% dei casi); ancora, tra gli effetti collaterali più antipatici del tradimento si segnalano un forte senso di stress (24%), notti insonni (16%), disturbi psicosomatici che imbruttiscono (il 7% lamenta dermatiti e forfora) oltre a nervosismo e fragilità emotiva (4%).

    La dottoressa Schleret ha messo sotto la sua lente di ingrandimento anche i traditi, e sembra che i "mollati" si rifacciano in beauty farm. Su un campione di 600 persone, di età compresa tra i 20 e i 50 anni. Anziché andare subito a caccia, la maggior parte degli italiani e delle italiane traditi pensano a rimettersi in forma. Come? Con un bel taglio nuovo dal parrucchiere (che tra l'altro funziona anche da simil-psicologo, come dice il 23% dei delusi in amore), con una seduta dall'estetista e con quattro chiacchiere, saltando e correndo, col proprio personal trainer. Gli amici non sembrano più così fidati: solo il 13% ha voglia di sfogarsi con loro. Forse a sorpresa, invece, un 7% decide ancora di raccontare i propri problemi al parroco. Diversa è la reazione fisica e psicologica all'abbandono: il 35% delle donne va a fare shopping e il 31% si getta in una clinica estetica per recuperare autostima. Invece l'uomo si sfoga con lo sport: il 42% addirittura si dedica a sport estremi.

    Le donne tradite sembrano quelle che ne risentono di più, almeno fisicamente. L'ultimo sondaggio Eurispes rivela che il 38% delle donne intervistate su "Stile di vita degli italiani" afferma di ingrassare in media 2 chili al mese, per la noia di un rapporto routinario. Nel 24% dei casi è la solitudine coniugale che porta un aumento di peso, una solitudine che spinge a sempre più frequenti e abbondanti cene tra amiche. Il 16% delle donne invece guasta la linea per lo stress. Il 12% delle donne, inoltre, afferma di cedere ai peccati di gola per colmare le insicurezze.

    Ma perché si tradisce? Qui viene il bello. Perché se per l'uomo vale il detto "il maschio è cacciatore", per la donna varrebbe quello "tradire? Ce l'ha nel sangue". Secondo una nuova ricerca inglese, la tendenza in alcune donne a essere infedeli sarebbe ereditaria, e circa un quarto delle donne britanniche avrebbe una caratteristica genetica che le porta a tradire. Lo studio, effettuato da un'équipe medica del Guy's and St.Thomas Hospital di Londra coordinata da Tim Spector, e pubblicato dal Sunday Times, è stato condotto su 5000 gemelle e 5000 donne non parenti tra loro. Prima sono state intervistate le 5000 donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni: il 23% di loro ha confessato di aver tradito il proprio partner almeno una volta. Poi, sono state analizzate 5000 gemelle, ed è stato scoperto che se una delle due era stata infedele la possibilità che anche l'altra lo fosse stata era del 55%, una percentuale molto più alta rispetto a quella delle "non gemelle". Da ciò la deduzione del professor Spector: ci sarebbe un forte legame tra l'ereditarietà genetica di una donna e la possibilità che questa sia infedele.

    Allora, riassumendo: meglio non essere traditi, essere figli unici e restare fedeli. Ma forse, stando a quello che affermano quattro università britanniche, sarebbe meglio addirittura non sposarsi: chi resta single è più intelligente. La ricerca, condotta appunto da quattro università inglesi (Aberdeen, Bristol, Edimburgo, Glasgow) e resa nota dal "Sunday Times", ha preso in esame 900 persone tra uomini e donne tra i 10 e i 40 anni. La conclusione é stata a sorpresa: il Q.I. più alto appartiene ai single, soprattutto donne. "Sono moltissime -dice il dottor Paul Brown, psicologo dell'università di Nottingham- le donne alla soglia dei 40 anni, che hanno scelto la carriera, o gli studi universitari, sostituendoli al matrimonio". Diverso è il profilo degli uomini dotati di Q.I. alto. Nonostante l'acuta intelligenza si sposano, eccome. E sembra che orientino, spesso, la scelta su una partner meno brillante di loro.