• Come ti tradisco on line

    Un esercito, una marea di uomini e donne. Età media 35 anni, con cultura medio-superiore. E coniugati. Questo è il ritratto del chatter italiano tipo, colui (o colei) che trascorre almeno quattro ore al giorno davanti ad un personal computer 'chattando'. Che vuol dire parlare, in genere di tutto: della vita, dei grandi sistemi, delle piccole beghe quotidiane, della noia e della solitudine. E, spesso, delle incomprensioni di coppia. Il piccolo dissapore tra moglie e marito è frequente. Ma riversato in chat rischia di diventare una miccia a lenta combustione. Così accade spesso che si cominci a tradire chattando. Prima lasciandosi andare a confidenze, poi pian piano cadendo nella rete del fascino di un altro/altra che ascolta. Un fenomeno in crescita, il tradimento on line, cui psicologi e sociologi dedicano da tempo la loro attenzione.


    Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, da anni impegnato nello studio della Rete e dei suoi effetti (sua la prefazione di "Presi nella Rete" di Kimberley Young, uno dei primi studi sul web, datato 2000) ha pubblicato da poco con la psicologa Valeria Carpino Tradimento on line, agile e comprensibile indagine sui fedifraghi internettiani della Franco Angeli/Le Comete.

    L'interrogativo nasce spontaneo: quando si sta in chat per ore, fin dove è gioco e passatempo, e quando inizia il tradimento?
    "Si dibatte molto sulla correttezza di considerare come adulterio l'incontro on line tra persone che nella vita reale già vivono un rapporto di coppia con un partner. Molti considerano questo agire un'esperienza della fantasia, una semplice navigazione immaginarie, un puro desiderio di raccontarsi. Come a dire che c'è chi si distrae leggendo un libro, chi chiacchierando in rete".

    Forse il buon uso del tempo libero, però, dipende dal contenuto, sia del libro che della chiacchierata.
    "Gli incontri virtuali tra persone impegnate affettivamente nella vita off line, rappresentano una nuova modalità di dialogo. E non soltanto vissuta per svago, ma dettata in alcune situazioni da un profondo senso di disagio. La navigazione in rete può servire per salutare un amico, ma può anche diventare talmente prolungata da nuocere alla vita personale, all'attività lavorativa, o ai rapporti familiari."

    Non si rischia, in questo modo, di demonizzare la rete? Di addossarle responsabilità che non ha?
    "La rete ha i suoi meriti. Per chi è single e timido, il video è vissuto come liberatorio perché consente di esprimere pensieri, sensazioni profonde ed emozioni senza l'impaccio di una corporeità limitante ed ingombrante. E' comunque un modo semplice per conoscere nuove persone. Il che non è male. E non c'è, checchè se ne dica, una così netta distinzione tra reale e virtuale, perché comunque al di là dello schermo c'è sempre una persona, con una vita emotiva, sociale, culturale, lavorativa."

    E allora dov'è il pericolo e dove avviene il tradimento?
    "E' necessario riflettere sulla scissione netta tra mente e corpo, scissione che inevitabilmente vive chi naviga spesso in rete. E anche sul numero crescente di persone che si vedono sottratto il partner da un amante virtuale, ben più pericoloso e insidioso di un amante reale, perché l'unione non è fisica, ma basata su scambi profondi di sensazioni, emozioni, intimità. Aspetti di coppia che forse con il partner si sono persi o, per assurdo, non si sono mai raggiunti."

    Siamo tutti un po' esposti al pericolo chat, allora...
    "Purtroppo nella vita off line la vicinanza fisica non significa sempre dialogo e comprensione. Si è talmente assorbiti dal divenire della vita che non si ha voglia di trovare il tempo per aprire la nostra anima all'altro che ci vive accanto. Così si rischia di crescere in modo diverso, si perde il desiderio di fare cose insieme, si finisce per vivere in modo apatico e stanco. Qui si insinua il pericolo dell'altro on line. Che sembra sempre più affascinante perché non corporeo."

    Questo corpo, che spesso dovrebbe affascinare l'altro, dovrebbe "toccarlo" e sedurlo, alla fine diventa un nemico.
    "De-personalizzarsi permette all'individuo di uscire dalle proprie emozioni, spesso paralizzanti, e di guardarsi da fuori (perché da dentro farebbe troppo male). La chat, con il suo anonimato e il suo senza corpo, permette all'individuo di essere nel mondo solo con la fantasia e le parole. Quello dell'identità, al di là del tradimento, è il problema di ogni generazione: è il culto dell'apparire, dell'esaltazione del corpo (quello che vorremmo noi). In chat si può essere chiunque e il suo contrario, non si sentono i giudizi degli altri, non c'è morale (se non la netiquette prevista), non ci sono silenzi, e non c'è lo spettro più terribile: la solitudine."

    Chi tradisce on line, senza la rete avrebbe comunque tradito?
    "Lo psicologo Hyman della New Mexico University afferma che le coppie spaccate per colpa degli incontri in rete, avevano gravi problemi che sarebbero ugualmente emersi. In ogni caso il fenomeno è così in aumento, da far nascere gruppi di consulenza on line per consolare le persone a cui internet ha rubato il partner. E navigare in rete troppo a lungo comincia ad essere inserito tra le cause di divorzio."