• Segreti di coppia

    Una tv locale mi ha invitato a un talk show per dispensare qualche consiglio sui matrimoni di qualità. Non ho accettato, perché non credo si possano dare consigli su un tema del genere. Cosa sarebbe questo matrimonio di qualità? Di qualità possono essere degli stivali, se fatti di buona pelle, ma non riesco a immaginare un'unione che possa avere il titolo di matrimonio di qualità.



    Per prima cosa, il matrimonio è di per sé un problema, perché è fatto da due persone che per molti aspetti sono simili, ma per molti altri sono diverse. Per quanto le affinità ci possano inebriare all'inizio, poi possono finire per disilluderci. Le difficoltà però non derivano solo dalle questioni irrisolte che ogni coniuge riversa nel matrimonio, ma anche dal fatto che con il tempo i coniugi sviluppano dei problemi in comune – come quelli sessuali – oppure si capiscono sempre meno, che poi è lo stesso.

    Tra i problemi coniugali ci sono anche quelli appena percepibili ma comunque molto pericolosi, come il senso di noia, che i partner giustificano con la stanchezza e il troppo lavoro. Sono problemi che tendono a essere sottovalutati per molto tempo. Anche se nessuno dei due è disposto ad ammetterlo, in alcuni matrimoni l'amore si trasforma gradualmente nel suo lato oscuro: l'odio.

    La maggior parte di noi vive credendo che le crisi coniugali capitino solo alle altre coppie. È più pratico pensarla così, perché ci stressiamo meno e possiamo organizzarci meglio la vita. La crisi ci frena e ci toglie tempo, e questo dopo una certa età non possiamo più permettercelo. In molti matrimoni si comincia a pensare alla crisi solo quando emergono alcuni seri sintomi della rottura, come l'adulterio. E alcuni non ci pensano neanche allora, perché – com'è noto – l'adulterio si tende a tenerlo segreto.

    La prima causa della fine dei matrimoni croati è il tradimento (seguito dalla violenza domestica), perché un coniuge non riesce a sopportare di essere stato preso in giro e umiliato. Chissà quante persone sono riuscite a incastrare l'adulterio nella loro routine quotidiana e a vivere una doppia vita. Di questo gruppo fanno parte le coppie che non parlano dell'adulterio, anche se uno dei due sa perfettamente di essere stato tradito.

    È infatti una cosa quasi impossibile da mascherare, perché nel matrimonio non ci sono centinaia di persone, ma solo due. Alcune donne affrontano il tradimento del marito come una specie di perturbazione climatica, sicure che dopo quel ciclone tutto tornerà a posto. Ci sono casi in cui il marito torna dalla moglie dopo averla tradita per dieci o quindici anni e lei lo accoglie.

    So di una relazione extraconiugale durata dieci anni e finita – anzi, sparita – nel momento in cui la moglie ne ha parlato al marito. Questa soluzione è molto traumatica per l'amante, abituato al suo matrimonio parallelo. Gli adulteri che durano a lungo non sono altro che matrimoni paralleli, con i loro problemi e i loro ritmi. Sballottato tra la moglie e l'amante, il maschio può certamente sentirsi sfinito, soprattutto perché non ha più tempo per sé. L'adulterio non significa per forza che un coniuge sia un farfallone: potrebbe essere solo che non sopporta più una relazione in cui sente soffocare quella vitalità che all'inizio l'aveva spinto nel rapporto.

    Il matrimonio, con i suoi orari quotidiani e le liste di cose da fare, è il nemico mortale di quell'amore romantico che l'ha ispirato: è pericoloso, è l'occasione per scoprire in prima persona come le cose perdano smalto e i sentimenti sbiadiscano con il tempo. Per questo è meglio sposarsi da giovani, perché quando cominciamo a pensare troppo, è ovvio che non avremo più fretta di farlo. Come ha scritto Umberto Eco, per molte domande complicate non esistono risposte semplici, e questo vale in modo particolare per il matrimonio.

    Riassumendo, quindi: proprio come una tempesta ormonale, una gravidanza non desiderata o un innamoramento ci spingono a sposare qualcuno, non è detto che per motivi altrettanto incontrollabili la persona che abbiamo accanto non cominci a starci sui nervi. Ci sposiamo pieni di buoni propositi, ma alcuni matrimoni chiedono troppi sforzi rispetto alla loro durata e alla loro qualità.

    All'apparenza alcuni matrimoni sembrano solidi mentre dentro sono marci; altri invece sembrano sull'orlo del baratro, ma su quell'orlo ci restano per sempre. Il matrimonio ha senso solo se i partner riescono a mantenere un affetto reciproco negli anni, e tutte le altre ragioni – matrimoniali, razionali, irrazionali – sono completamente insignificanti. Credo che molti matrimoni resistano per nostalgia, perché si guardano le vecchie foto, si ripensa ai ricordi e cose del genere. Ma neanche questa è la felicità.

    Alcuni matrimoni è meglio amputarli che tenerli vivi per forza: spesso si tratta di unioni già morte clinicamente. La definizione di un matrimonio di qualità, quindi? Quello in cui non ti basta sentire la voce dell'altro per metterti di cattivo umore.