• Fammi pure le corna, ... ma fuori dalla porta

    Scappatelle concesse, ma senza rapporti completi. Flirt tollerati solo se uno dei due è via per lavoro. E poi libri, siti, raduni per imparare l'arte dei triangoli amorosi senza sfasciare il matrimonio.



    Essendo questa un'epoca di sesso virtuale, c'è anche un sito web: www.50milerule.com. Ovvero, il criterio delle 50 miglia: sesso extraconiugale a volontà, ma solo fuori porta. La sua fondatrice, Judith Brandt, è anche l'autrice del libro omonimo, che è una vera e propria guida alle scappatelle senza conseguenze. «Ho deciso di scriverlo durante una relazione con un uomo sposato, che mi ha spiegato che lo faceva solo quando la moglie era distante almeno un'ora di macchina» spiega Judith Brandt da Los Angeles.

    Anche quando ti fai trascinare dalla passione, quindi, mai perdere la testa. Ma la regola delle 50 miglia è solo uno dei sistemi che le coppie americane stanno sperimentando per evadere dalla monotonia della coppia senza distruggerla.

    Il New York ha definito il fenomeno «matrimonio con benefit» e gli ha recentemente dedicato la copertina.

    Ci sono quelli che seguono la regola «solo sopra la cintura», ovvero libertà assoluta ma senza rapporti completi. C'è la «celebrity trading card», ovvero il permesso scritto di avere strada libera se mai dovesse succedere di incontrare i propri idoli. Ne parlano Rachel, Monica e Ross in un episodio di Friends (viene da chiedersi se Jennifer Aniston avesse previsto l'incontro di Brad Pitt con Angelina Jolie). La regola preferita è «don't ask don't tell», dove ognuno è libero di vedere altre persone solo e rigorosamente se non lo dice all'altro.

    «Il tradimento non è certo una novità, ma il fatto che le coppie si siedano a tavolino per dettarne le norme lo è di certo» spiega Stephanie Coontz, professore di storia all' Evergreen State College di Olympia e autrice del libro Marriage: a history. Ecco che l'ultima generazione di sposi si trova a fare i conti con una realtà ricca di occasioni che non necessariamente vogliono perdute e a scegliere come gestirle. Nel paese dove è nato l'accordo prematrimoniale siamo quindi all'accordo pretradimento.

    Siege e Katie hanno coltivato un rapporto a distanza per anni, in cui le scappatelle sembravano dettate dalla impossibilità di stare insieme. «Poi lei si è trasferita a New York, e ci siamo resi conto che la realtà era che siamo incapaci di essere monogami». Hanno allora deciso di negoziare insieme cosa fosse ammissibile e cosa fosse fuori questione nelle avventure cui avevano scelto di non rinunciare. Assolutamente no alla notte passata fuori casa, se si segue la «regola del vampiro».

    Mai fingersi single per evitare di creare reazioni da Attrazione fatale che potrebbero distruggere la serenità coniugale. Siege ha persino un blog su Nerve.com dove descrive le sue relazioni extraconiugali.

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    «Quel che fa funzionare la nostra relazione è che siamo una squadra, in tutto e per tutto» sostengono all'unisono, proprio come una coppia sposata felicemente da anni. Nel mondo gay questo tipo di relazione funziona da sempre. William sta con Dan da più di 5 anni e considera la loro una coppia tradizionale e chiusa.

    «Il che non esclude passioni con ragazzi stranieri mentre Dan è fuori città».
    Per tutti la regola è quella della «monogamia dei fluidi corporali»: profilattico in tutti i rapporti con estranei.

    I più radicali sono i poliamorosi, che rifiutano la monogamia a favore di relazioni con più di una persona al tempo stesso. La Poliamory society è l'associazione che li raccoglie e conta oltre 800 membri, che si riuniscono una volta all'anno al Central Park durante la Poly pride parade. Ne fanno parte John e Nan Wise, sposati da 24 anni: hanno festeggiato l'anniversario di matrimonio con il fidanzato di lei e quella di lui.

    «È un fenomeno che riprende le comuni degli anni Sessanta» spiega Barbara Foster, esperta di movimenti sociali e professoressa dell'Hunter College a New York.
    «È una filosofia che attira sempre più giovani e intellettuali». Le motivazioni per tradire descritte in The 50-mile rule sono tante, ma secondo l'autrice il tradimento di successo è solo quello che non viene scoperto.

    «Fatelo senza senso di colpa, ma non parlatene mai con il partner» conclude Judith Brandt «perché se è vero che non siamo nati monogami non lo siamo nemmeno per condividere moglie o marito».