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L'angolo delle cattive ragazze, dei cattivi consigli e del broccolo

The show must go on

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Di nuovo incubi. Che poi non sono incubi. Sono nebbia. Sono colori scuri. Sono risvegli da cento volte a notte in un bagno di sudore, come le caldane da menopausa.
Rimanere lì a fissare il vuoto, e riaddormentarmi senza nemmeno accorgermene, per poi di nuovo ripetere tutto.
Incubi. Risveglio. Sudore.
Vedere la luce del mattino come una liberazione. Rotolare giù dal letto più stanca della sera prima, ma almeno.
Luce. E nessuno in casa.
Caffè. Coccole ai gatti. E-cig.
Il commercialista con cui trillo come se fossi miss vitalità in persona. Le amministrazioni con cui ringhio come se fossi rambo.
la nuova cosa di cui domani sò una risposta.

Aprire la posta e vedere una mail di Pupillo. E una di Man.
la prima topolosa, da Pupi proprio, avvolgente. Carina. Empatica.
La mail di Man
Ciao Principessa, come stai? Avrei bisogno di un tuo consulto piante. Ti aspetto oggi

Rispondere solo a Pupillo. Altro caffè. Altre lacrime.
Un automa fottuto e poi.
Il cellulare che squilla. E vedere il numero di casa di mia madre.
E pensare. No. Vaffanculo. Sei viva stronza. Fottiti. Vai via.
Non rispondere.
Dimenticare che esiste. Non la voglio. Deve stare lontano. Ora più che mai.
Rispondere a Man in modalità trilli solo sulle piante.
Lui che insiste.
Pupillo che risponde che Man gli chiede come sto. Che gli fa il terzo grado.
E tutto diventa chiaro.
Pupi come tramite. Per sapere quello che a lui non dico.

uscire di casa dopo ore a ciondolare tra piante. Gatti. Plop plop.
Respirare dire
The show must go on, in un mantra infinito. Sempre quello
The show must go on. The show must go on. The show must go on

Andare a fare la spesa e rimanere anestetizzata davanti ad un broccolo paura mentre sceglievo la carne.
Guardavo il tipo tra uno spinacino di manzo e uno stinco di maiale e chiedermi. Ma perchè. Che cazzo vuoi.

E andare da Man. Che mi sembra così. Lontano.
-Come stai. parlami.-
-No.-
-Posso aiutarti.-
-No. Dimmi delle piante.-
Discorsi inutili. In un atmosfera ovattata.
-E tu come stai Man?-
-Come al solito.-
Interrotti da Gelmy, sbattuta fuori in malo modo -Sono occupato non vede?-
-Ma Man, c'è il dottor...
-NON ME NE FREGA UN CAZZO!-
Continuare a parlare di piante, con lui...furia trattenuta.
Distanze siderali. Lontani come mai siamo stati.
-Pupillo mi fa incazzare ultimamente...- e dirmi cose su di lui che.
-Non provarci Man. Non farlo. Non devi parlarmi male di lui, anche se capisco che da suo capo vedi le cose in modo diverso.-
Guardarmi con occhi sottili. Accendersi una sigaretta e fare il giro della scrivania. Venirmi vicino. Aprire un armadio e tirare fuori un libro d'arte. Porgermelo.
-per te, che li ami.-
E trattenere le lacrime, perchè no. Con lui no.
Ho preso la giacca- Vado.-
Prendermi per una manica, Abbracciarmi. Darmi un bacio lungo sulla fronte. E sentirmi il gelo dentro mentre lui -Tebe. Mai potrei farti del male. Mai. Parlami.-
-No.-
Uscire.
Via.
Lontano.
Spazio.

Ancora oggi. Stasera. Stanotte.
E poi. Da domani mattina.
Tebe Rambo. A prescindere.



The show must go on
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