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choosy a chi?

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"Choosy" a chi? La rete contro Fornero

di Francesca Sironi
Il ministro dice che i giovani dovrebbero adattarsi per entrare nel mercato del lavoro. E la rete risponde con un blog collettivo. Ecco parole e immagini di chi, spesso con laurea e specializzazione, pur di lavorare ha accettato di tutto. Dimostrando che il problema non è essere schizzinosi, ma non essere sfruttati
(23 ottobre 2012) "Chooosy" è la parola del momento. "Schizzinosi", come secondo il ministro del Lavoro Elsa Fornero non dovrebbero essere i giovani quando si tratta di entrare nel mercato del lavoro. Lei usa parole forbite, la rete le risponde con l'ironia della realtà. Che a volte tanto ironica non è. Nasce così il tumblr temporaneo http://choosysaraitu.tumblr.com/ dedicato a raccogliere l'indignazione di quanti tanto "choosy" non si sentono, anzi, se proprio si devono definire in qualche modo preferiscono la parola "sfruttati".

«Il mio primo "lavoro" non credo sia stato troppo choosy. Infatti era uno stage da 200 euro al mese, orario full-time, al secondo anno di università. Poi non ho potuto pagarmi il terzo ed ultimo, così ho dovuto rinunciare alla laurea ed ora faccio la commessa in nero. Quando ero più piccola sognavo di diventare ambasciatrice. Choosy a chi???» risponde una ragazza. Per fare l'ambasciatrice una sua coetanea ha scelto di emigrare. In Africa: «Cara Fornero, sono diplomata in arte, ho 20 anni, per permettermi gli studi lavoro in nero. Sono talmente choosy che emigro in Africa per studiare diplomazia perché in Africa ci sono molte più possibilità di lavoro e studio che in Italia». E non importa quali siano i titoli che si hanno alle spalle.

Avere una laurea, oggi, rende molto meno choosy che non averla: «Cara Fornero, sono laureato in chimica (tesi discussa in lingua inglese) e lavoro, a tempo determinato, in un'azienda meccanica. Sposto secchi pieni di viti e bulloni dalla macchina che li produce ai contenitori in cui vengono stoccati. Nei fine settimana faccio il dog-sitter» racconta un ragazzo.

Storie di studenti che si barcamenano come possono nelle esigenze quotidiane, studenti diversi evidentemente da quelli di cui parlava il ministro all'Assolombarda: «Caro (?) Ministro, studio biologia, faccio il servizio civile, lavoro al ristorante nel week-end, faccio il baby-sitter quando posso, mi avete anche aumentato le tasse perché sono un fannullone. Il mondo del lavoro lo guardo dall'interno, però in basso» le scrive un ragazzo, postando il suo biglietto "dal basso" sul sito che sta raccogliendo i messaggi dei neo lavoratori precari d'Italia. La conclusione, forse, è quella che scrive Claudia, nero su bianco, con la sua faccia dietro un pezzo di carta: «Cara Fornero, sono laureata in relazioni internazionali, ho studiato anche all'estero, parlo 3 lingue ho già fatto 4 stage/tirocini/collaborazioni .... Non sono choosy perché non c'è lavoro!».
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