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Sognando Chagall

cessione zone sensibilità pittoriche

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oggi sono stata per la seconda volta a ducale per la mostra di yves klein[ATTACH=CONFIG]5294[/ATTACH]
del quale ho parlato già in precedenza che ha raggiunto il 4° dan di judo in giappone ed ha unito questa filosofia a varie performances , al teatro e alla pittura.
Una parte della sua creaatività è arrivata a vendere spazi vuoti in cambio di oro puro (roba che farebbe imbestialire il nostro sterminatore....magari poi posterò nelle proposte culturali:D)
Voleva che gli acquirenti sperimentassero [I]Il Vuoto[/I]: l'unico modo di pagare questa esperienza era, secondo lui, solo il materiale più puro, l'[URL="http://www.tradimento.net/wiki/Oro"]oro[/URL]. Per poi riequilibrare l'"ordine naturale" da lui sbilanciato con la vendita del "vuoto", Klein gettò l'oro così ottenuto nella [URL="http://www.tradimento.net/wiki/Senna"]Senna[/URL].I lavori di Klein giravano intorno ad un concetto influenzato dallo [URL="http://www.tradimento.net/wiki/Zen"]Zen[/URL], che definiva come "le Vide", il Vuoto. Il Vuoto per Klein è uno stato simile al [URL="http://www.tradimento.net/wiki/Nirvana_(religione)"]nirvana[/URL], senza influenze materiali, un'area dove entrare in contatto con la propria sensibilità, per vedere la [URL="http://www.tradimento.net/wiki/Realt%C3%A0"]realtà[/URL] oltre la [URL="http://www.tradimento.net/wiki/Rappresentazione"]rappresentazione[/URL]. Klein usò per presentare queste filosofie forme di espressione universalmente riconosciute come arte - dipinti, un libro, una composizione musicale - ma metteva il suo atto creativo nello strappare alla forma artistica l'intero contenuto che ne era tipico: i dipinti non avevano immagini, i libri erano senza parole, la musica era una sola nota senza composizioni. L'obiettivo di Klein era creare "Zone di Sensibilità Pittorica Immateriale". Invece di rappresentare oggetti in modo soggettivo o artistico, Klein voleva che fossero rappresentati dall'immagine della loro assenza
I lavori di Klein si riferiscono ad un contesto teoretico/artistico e ad uno filosofico/metafisico: l'opera d'arte consisteva nel combinarli entrambi. Klein mirava a far provare al pubblico la sensazione di far [I]percepire[/I] e [I]capire[/I] un'idea astratta.
A proposito delle "Zone di Sensibilità Pittorica Immateriale", Klein aveva ideato una transazione ideale tra alcuni acquirenti e le aree intrise di sensibilità pittorica: una parte dell'oro avanzato dalla vendita e non disperso nella Senna fu inserito nel suo famoso [I]Ex voto[/I], donato a Santa Rita da Cascia nel febbraio 1961 e venuto alla luce solo nel 1979, grazie all'intuito dello scultore [URL="http://www.tradimento.net/wiki/Armando_Marrocco"]Armando Marrocco[/URL] che a quel tempo lavorava alle vetrate del Santuario ed aveva richiesto alle suore del monastero dell'oro in foglie. Le suore ignoravano la natura di quello strano contenitore. Marrocco convocò prontamente a Cascia l'amico [URL="http://www.tradimento.net/wiki/Pierre_Restany"]Pierre Restany[/URL] che riconobbe ufficialmente l'opera di Klein, conferendole grande valore spirituale, oltreché artistico[SUP][URL="http://www.tradimento.net/#cite_note-3"][4][/URL][/SUP].
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[TD][B][SIZE=5]«[/SIZE][/B] Il pittore deve creare costantemente un solo unico capolavoro, sé stesso. [B][SIZE=5]»[/SIZE][/B]
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[TD]([SIZE=2]Yves Klein[/SIZE])
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