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Sdraiamoci su un tappeto di assoluti

Orgoglio

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Ah, tu pensavi che anch’io fossi una
che si possa dimenticare
e che si butti, pregando e piangendo,
sotto gli zoccoli di un baio.

O prenda a chiedere alle maghe
radichette nell’acqua incantata,
e ti invii il regalo terribile
di un fazzoletto odoroso e fatale.

Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti
o sguardi l’anima dannata,
ma ti giuro sul paradiso,
sull’icona miracolosa
e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:
mai più tornerò da te.
*

Anna Achmatova, 1921
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Commenti

  1. L'avatar di Monsieur Madeleine
    Mah, sono perplesso (no, ok, sono MM, ma con qualcosa che mi perplime).

    Queste poesie mi paiono più che altro monologhi teatrali.

    Ok, lo so, non capisco una cippa di poesia, ma comunque la mia sensazione è questa, e spero davvero che la cosa sia dovuta alla povertà della traduzione.
  2. L'avatar di Leda
    Nel caso della Achmatova non credo che il problema stia nella traduzione. La teatralità che sottolinei è esattamente quello che me la fa amare. Le sue poesie sono monologhi teatrali interiori, perchè quello è il suo sentire. E lo si ritrova in ogni suo lavoro o quasi. Ormai riconosco la sua mano anche in poesie che non conosco, quando le incontro. Leggo poche righe e dico tra me e me: "Questa dev'essere l'Achmatova!"
    Poi, ovviamente, è una sensibilità che può piacere o no. Se ti fa vibrare qualcosa che appartiene anche a te dentro, probabilmente ti piace, come accade a me; altrimenti la senti molto distante
  3. L'avatar di Monsieur Madeleine
    Oddio, non ultimo va considerato che questa mi scrive nell'anno in cui è nato mio padre..........

    Se non si considerasse il contesto temporale, Dante sarebbe illeggibile :D
  4. L'avatar di Leda
    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Madeleine
    Oddio, non ultimo va considerato che questa mi scrive nell'anno in cui è nato mio padre..........

    Se non si considerasse il contesto temporale, Dante sarebbe illeggibile
    Infatti, non per nulla ho inserito anche la data