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Sognando Chagall

la particella di dio (da macchianera)

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In verità l’aveva trovata Hegel e l’aveva vista là dove l’Assoluto (tutto ciò che fu, che è e che sarà) si trasformava da pura forma e Idea in Natura reale , concreta e materiale, esplodendo all’interno della tensione tra memoria, cioè conservazione e alienazione o divenire altro.

Il pensiero puro della filosofia riuscì così a descrivere con il suo linguaggio i meccanismi del big bang attraverso i princìpi di interiorizzazione e di esteriorizzazione e le forze di conservazione e di dispersione che nel loro insieme e rapporto si traducono. Proprio, in memoria e alienazione.

Pensiamo, allora, ad un Assoluto pre-ordinato e formale che si trasforma in un Assoluto post-disordinato ma che, passo dopo passo, cioè triade dopo triade, riafferma e ricostituisce ordine e sviluppo, fino alla comparsa delle forme viventi, dello Spirito, dell’uomo e della sua storia.
Oggi c’è chi dice che prima del big bang ci fosse stato il caos e chi lo sa chi ha ragione.

Schelling scriveva di “unità indifferenziata di Natura e Spirito” ed Hegel ci rideva sopra dicendo che non se ne capiva niente di quell’unità e che era come “una notte in cui tutte le vacche erano nere”.

Schelling, attratto dalle teorie sul magnetismo, descrisse lo sviluppo dell’Assoluto attraverso i meccanismi della “polarità” e del “potenziamento” e lesse il tutto come un mega organismo vivente e respirante dentro il quale viviamo e respiriamo tutti noi, dentro il quale amiamo e riproduciamo la vita ed il respiro sentendoci in ciò liberi e padroni del mondo mentre, secondo lui, inconsapevoli replicanti di una rappresentazione senza fine.

Elio Camilleri
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