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Labyrinth

Savoir Vivre

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Chissenefrega se ho già postato altrove queste perle di saggezza .
Nel mio Blog non possono mancare, quindi, beccatevele tutte

ari

:: Dal Manuale di Saper Vivere di Donna Letizia ::



FIDANZAMENTO
Se, passati i ventitré o i venticinque anni, la ragazza che fino a ieri era un fiore incomincia improvvisamente ad appassire, si fa acida e nervosa, la madre accorta non tarda a "capire".
Capisce cioè che quello che angustia la poverina è il fatto di non aver ancora trovato marito, e che è giunto il momento, per lei, di intervenire. Con estrema discrezione comincerà a darsi da fare: riaggancerà i rapporti con la signora X, che forse non le è simpatica ma ha tre figli in gamba, tutti scapoli. Solleciterà il consiglio e l´aiuto dell´immancabile amica che «conosce tutti». Spronerà il marito a invitare a teatro il giovane ingegner Rossi che è povero, ma ha una zia ricchissima e zitella, o l´avvocato Bianchi che non è più di primo pelo, ma ha una vasta clientela e un appartamento arredato...


VILLEGGIATURA
Giustamente persuasa che da una vacanza estiva possa fiorire l´agognato fidanzamento della figlia, la madre previdente prima di decidere la villeggiatura sottopone la sua ragazza a un lucido, spassionato esame. Ha le gambe stortine? Alta un metro e sessanta pesa ottanta chili? Montagna e gonne a campana. Ha le gambe affusolate e un busto da statua? Spiaggia e bikini. Ma anche su questo punto la madre accorta ha idee precise. Il reggiseno del "due pezzi" non avrà le proporzioni di un paio di occhiali da sole, e le mutandine non saranno così piccole da potersi confondere con quelle di un neonato. La signorina protesta? Le verrà ricordato che l´immodestia, se attrae i mosconi, mette in fuga i partiti seri.


SEPARAZIONE
La separazione e l´annullamento, sinonimi di fallimento, non vanno partecipati, come non si partecipa una bancarotta o l´epilogo disastroso di un affare. Del resto, le notizie di questo genere volano rapidamente e, in quei periodi di crisi, è consigliabile tenersi appartati, parlare il meno possibile e soprattutto non lasciarsi andare a sfoghi rancorosi contro l´altra parte, sfoghi che tutti, naturalmente, son pronti ad accogliere avidamente e con apparente simpatia, per poi trarne conclusioni raramente benevole.


RACCOMANDAZIONI
La signora che desidera un posto per il nipote, non approfitti di un cocktail o di una serata brillante per parlarne con l´influente commendatore che le è stato proprio allora presentato. Tutt´al più si limiti, in quell´occasione, a chiedergli se può riceverla in ufficio uno dei giorni seguenti. Quando sarà nel suo studio, sia breve, precisa e seria. Ottenuto il favore, ringrazi con una lettera. Alcuni giorni dopo, se crede, lo inviti a pranzo. Il nipote andrà in persona a ringraziare. Se la visita al commendatore non ha dato i risultati sperati, la vera signora si riterrà comunque sua debitrice (è stata cortesemente ricevuta e ascoltata), l´invito a pranzo avrà luogo lo stesso, e la sua cordialità non apparirà offuscata.


ADOLESCENTI
Molte mamme si proclamano con un misto di compiacenza e civetteria «le migliori amiche» delle loro figliole, concludendo immancabilmente: «Non abbiamo segreti, ci raccontiamo tutto!». I rapporti tra madre e figlia che «si raccontano tutto» covano quasi sempre epiloghi burrascosi. Alla prima divergenza di una certa importanza, la mamma cerca invano di risalire in fretta gli scalini dell´autorità: la figlia le risponde da pari a pari, magari rinfacciandole le sue confidenze, come farebbe appunto con un´amica che volesse improvvisamente imporle la propria volontà. L´assoluta confidenza «reciproca» è ragionevole e naturale solo quando la figlia, ormai sposata, ha assunto la responsabilità della propria vita.


AUTOMOBILI
Il vero signore non si lascia stordire dal possesso di una macchina. Non scambia un´utilitaria per un´Alfa da corsa, assordando con lo scappamento aperto i passanti e terrorizzandoli con sterzate stridenti come ha visto nei film polizieschi. E la signora non strombetta irritata se un pedone esita nell´attraversare: se lei ha fretta, lui ne ha forse altrettanta, senza avere il vantaggio di un mezzo veloce. Se a smontare la sua impazienza non vale la buona educazione, valga almeno una certa prudenza: gettando in faccia al pedone un adirato: «Cretino», rischia di provocare un «Ma stia zitta tardona!» o qualche altro complimento del genere, particolarmente scottante se accanto a lei siede un ammiratore.

Aggiornato il 01/07/2012 alle 13:14 da aristocat

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Commenti

  1. L'avatar di Leda
    Ne farò tesoro.