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Diario di un Sex Addicted

Chiarimenti estremi

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Mattina.
La sveglia suona ed io la prendo e la fracasso sul muro.
Anna si sveglia di colpo, i suoi occhi persi nel buio della stanza cercano un contatto diverso, trovano i miei occhi, occhi in ansia.
Poi torna la pace, un attimo e la sua testa torna a riposare sul mio petto.
<Cosa c'è?> mi dice. Ma io non ho voglia di parlare di me e delle mie crisi che da un po' di giorni non mi danno tregua.
Così mi alzo e vado in cucina a prepararmi il caffè.
Diavolo, quante cose sono cambiate dall'ultima volta che mi sono messo qui a raccontare di Anna su questo diario.
Oggi è lei che mi raggiunge in cucina, si siede sullo sgabello e mi guarda rigirandosi la tazza di caffè fumante tra le dita.
"E' passato un po' di tempo dall'ultima volta che ti ho pagato l'affitto".
Le dico mentre cerco il libretto di assegni e una penna.
<Lo sai che parli di soldi e di assegni sempre e solo dopo che siamo stati a letto insieme? >.
"Cosa vuoi dire?"
<Voglio dire che mi sento trattata da puttana, e non mi piace. >
"invece a me sembra che in quest'ultimo periodo ti stia trattando diversamente da come credi tu."
< E come mi staresti trattando?>
" Ma guardaci! Andiamo a cena insieme, dormiamo insieme, ti presento a persone che fanno parte del mio mondo...poi un giorno mi sveglio, vedo che bevi il caffè che ti ho preparato io e capisco che non è così che dovrebbe andare. Che non dovresti essere la mia ragazza ma solo la proprietaria di casa, quella a cui devo l'affitto a fine mese, quella che non dovrei frequentare per non compromettere i nostri rapporti di lavoro".
Mi aspettavo una delle sue reazioni.
Mi aspettavo che si sarebbe arrabbiata, o che si sarebbe messa a piangere.
Invece no.
Si alza, mi viene incontro.
Sento il suo abbraccio, la sua mano che prende dalla mia l'assegno e lo posa sul tavolo.
Infine ascolto quello che non avrei mai voluto sentire.
<Tu hai dei problemi. Lo so che ce li hai. Ma se continui ad allontanare le persone dalla tua vita pensando di fare la cosa giusta ti sbagli.
Ti sbagli perchè se quelle persone che cerchi di allontanare ti vogliono bene, non si allontaneranno. Torneranno sempre da te prima o poi. >
"Dunque?"
<Dunque, io non me ne vado. Resto qui, mi prendo un giorno di ferie se necessario, ma resto qui con te e ti seguierò fino a quando non ti decidi a raccontarmi dove cazzo sei stato e che problemi hai.>

Arriva un momento in cui ti accorgi che i puntini sono uniti.
Uniti cosi tanto che non è più cosi semplice dividerli per continuare a navigare a vista.
Arriva un giorno in cui hai una sola direzione, una sola scelta e devi affidarti a quella scelta. Necessariamente.

Cosi decisi di raccontarle di Lorenzo, di Loretta, del contratto che lega la mia società alla Arkam....tutto.

Aggiornato il 19/06/2012 alle 15:30 da scrittore

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