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Diario di un Sex Addicted

Instabili Silenzi

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La porta era di legno scuro, graffiata vicino alla serratura, ed era rimasta tale come la prima volta che varcai la soglia del B&B di Anna.
Non suonai, misi la chiave dentro la serratura che entrò subito e girò benissimo, come avesse riconosciuto la mano del suo padrone.

Entrai adagio, timoroso di poter rompere qualcosa.
Mi fermai al centro della stanza e mi guardai intorno. Tutto sembrava uguale, come l'avevo lasciato. Feci due passi e sfiorai il bordo del tavolo della cucina.
Lo stesso tavolo dove la presi quella volta...
La vernice era scrostata ad indicare il tempo trascorso e forse il molto uso a cui era stata sottoposto.
Eppure è ancora qui, il suo odore, l'ha conservato...

Andai verso la camera da letto. Sulla scrivania c'era una camicia azzurra da donna, una fotografia e un appunto bagnato da qualche lacrima.
"Non cercarmi".
Presi la camicia e l'avvicinai al viso chiudendo gli occhi, per sentire il suo profumo. Era sempre lo stesso: spezie e mare, salsedine e l'odore del vento nei capelli. Il suo vero profumo, quello che aveva raccontato solo a me, quello che non mostrava agli altri, il profumo della sua anima. Quello che a me manca e che cerco da sempre.

Mi sfilai la maglietta e indossai quella camicia.
Gettai i pantaloni sul letto, a piedi nudi mi misi seduto su quella scrivania. Sfiorai con le dita le sue penne colorate, l'appunto sbiadito dalle lacrime, il computer, tutte le cose che aveva toccato, come per ritrovare il tocco delle sue mani.

Poi presi la foto: era Anna al mare, Misi la foto sopra una pila di fogli pieni di schizzi colorati e mi appoggiai alla spalliera.
Poi chiusi gli occhi e tentai di ascoltare cosa avevo dentro.
Ero molto stanco, tutto quel girare, quel cercare, sfiorare anime e lasciare frammenti della propria in mani incaute.
Quanti anni così? Tre, trenta?
Tante conoscenze, e ancora non sapevo per cosa mi sono affannato tutto quel tempo. Quando Anna aprì la porta, mi girai di scatto e la guardai.

"... sei tornata..." le dissi, nonostante fossi io quello intenzionato a sparire.

<Non sono mai andata via.>

Poi Anna esalò il fiato, come l'avesse trattenuto per le ultime tre settimane, e si chiuse la porta alle spalle....



Aggiornato il 04/06/2012 alle 18:37 da scrittore

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