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Diario di un Sex Addicted

dell'amore ed altri legami...

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Mattina. Sento il profumo di caffè. A parte i tre giorni passati a Milano ormai svegliarsi e fare colazione con Anna è diventata un'abitudine.
Mi sveglio terrorizzato dal quella parola. "Abitudine" ma non ci voglio far caso. Faccio finta di non averla mai pensata e, indossato l'accappatoio, mi incammino verso la cucina seguendo l'odore.
Sono le otto, ma ho già una sorpresa ad attendermi.
Le sorprese non si nascondono mai dietro l'angolo. Anche se vorrebbero.
Sono un po' come quei bambini che giocano a nascondersi sotto una sedia o dietro una tenda, facendo finta di essere invisibili ma ridendo contemporaneamente, perchè coscienti di essere visti.
Così trovai Anna, sdraiata sul tavolo, accanto al caffè. si stava toccando ad occhi chiusi.
E proprio come certi bambini, anche lei si aspettava da un momento all'altro di essere vista, di essere presa per poi sorridere del gioco divertente che si era inventata.
<Lo sai che ti penso da tre giorni ? > La sua voce è spezzata dal piacere.
Una donna che si tocca per te è un regalo. Una benedizione, una delle cose più eccitanti che possa capitare a un uomo.
Puoi scopare da Dio. Puoi essere l'uomo più virile del mondo eppure non avrai mai la certezza di essere tu il vero protagonista dei suoi desideri se non nel momento in cui la sorprendi a pensare a te.
Le andai vicino e la baciai, infilandole una mano nella sottoveste mentre l'altra si sostituiva alla sua mano prendendone il controllo.

< con quante donne sei stato a letto in questi giorni ? Dimmelo...ho voglia di saperlo > mi disse ansimando, con la voce interrotta dai sospiri.
"Con nessuna."
<Allora prendimi, sarai affamato!>
"Anna. Ma cosa diavolo ti salta in mente? Te l'ho già detto io non sono quel tipo di ..."
La sua mano a zittire le mie labbra. Le presi le dita in bocca, erano ancora bagnate di lei.
<Bugiardo, lo so che qualcuna c'è stata...>

Mi interruppi li.
A metà. Era la seconda volta di due giorni che finivo qualcosa di tremendamente eccitante prima ancora di averlo iniziato.
"Anche se fosse non sono cose che ti riguardano."
Lo sguardo di Anna, dapprima incredulo, si tramutò in uno sguardo di rabbia.
<Guarda che stavo solo giocando>
" Continua pure da sola. A me non va di giocare, non con te. "
< MA PERCHE'? > gridò e fu allora che iniziai a fare quello che so fare meglio.
Mi buttai, senza precauzioni, fino in fondo.
La spinsi di nuovo sul tavolo, la tirai a me urlando più forte di lei.
"Perchè? Perchè sei una mia cliente ed io il tuo fornitore. Perchè non si mischiano gli affetti col lavoro, perchè se mischiamo gli affetti col lavoro finisce che perdiamo entrambi, perchè il tuo capo se venisse anche solo a sapere che mi prepari il caffè tutte le mattine ti sbatterebbe fuori a calci dalla sua azienda o peggio, ti butterebbe in qualche ufficio sperduto da qualche parte del mondo a sbrigare pratiche del cazzo che nessuno vorrebbe fare...e se vuoi continuo... continuo a dirti tutti i motivi per cui non dovrei scoparti qui. ORA! "

No non riuscii a venire, mi tirai indietro prima, mi rivestii prima...avrei voluto uscire senza dirle più nulla. Senza voltarmi. Ma non ci riuscii. La vidi ancora in lacrime nuda su quel tavolo.
"Vestiti, devi andare a lavoro tra poco" le dissi.
<FANCULO IL LAVORO. FANCULO TE. FANCULO TUTTI >
"Fa come ti pare. Io vado. "
Nemmeno il tempo di finire quella frase quando sento la voce di Anna, tornata improvvisamente calma anche se singhiozzante, dirmi quello che mai avrei pensato di sentirmi dire in una situazione del genere...

<Tanto lo so che ti comporti così come me perchè ci tieni... me l'hai detto anche prima, mentre mi scopavi... che non mi vuoi... solo perchè hai paura che il mio capo mi sbatti chissà dove...>

Le sorprese non sono mai banali, anche se in un primo momento possono sembrarlo.
Sono come certi nodi che, a vederli, giureresti di poter sciogliere in un attimo ma che, nel momento in cui ci provi ti torna estremamente difficile fare.
Ed è questa difficoltà a sorprenderti. Al punto che quasi diventa una sfida sciogliere quel nodo, e allora ti ci impegni, non ci dormi la notte, pensi ai mille modi per farlo tornare ad essere ciò che era in origine. Una semplice corda.
Ma non ci riesci e così, al culmine della tua rabbia fai l'unica cosa che ti sembra sensato fare.
Nel mio caso l'unica cosa che mi venne in mente fu di voltarmi e chiudermi la porta ed Anna alle spalle, per tornare a pensaci più tardi...magari domani.

Ecco, più o meno è così che nasce la dipendenza.
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Commenti

  1. L'avatar di Simy
    ti posso dare un consiglio??? fai capire ad Anna che la deve smettere....se è questo che vuoi! perchè a me da tanto l'idea che questa non te la levi più di torno.....
  2. L'avatar di scrittore
    Citazione Originariamente Scritto da Simy
    ti posso dare un consiglio??? fai capire ad Anna che la deve smettere....se è questo che vuoi! perchè a me da tanto l'idea che questa non te la levi più di torno.....
    li problema è proprio farle capire che deve smetterla...non ci riescono gli assegni e nemmeno l'incazzatura...sto vagliando altre soluzioni
  3. L'avatar di Simy
    [QUOTE=scrittore;bt1905]li problema è proprio farle capire che deve smetterla...non ci riescono gli assegni e nemmeno l'incazzatura...sto vagliando altre soluzioni[/QUOTE]

    magari se smetti di scopartela?
  4. L'avatar di scrittore
    Citazione Originariamente Scritto da Simy
    magari se smetti di scopartela?
    semplice a dirsi...difficile a farsi...come certi nodi :-)
  5. L'avatar di Simy
    [QUOTE=scrittore;bt1909]semplice a dirsi...difficile a farsi...come certi nodi :-)[/QUOTE]

    e allora poi non ti lamentare; lei ha capito che riesce a farti cedere!
  6. L'avatar di Nausicaa
    Ok, finalmente mi hai convinto... Anna è decisa a lasciarsi fare di tutto, e interpreterà ogni tuo gesto in modo che si accordi con la sua idea di te e di quello che ci può essere tra di voi...