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Diario di un Sex Addicted

Predatori e prede ( si accettano suggerimenti )

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Avevo voglia di raccontarvi di Lorenzo.
Avevo voglia di scrivere di lui e di tutto l’aiuto che mi ha dato questo fine settimana.
Di come abbiamo passato il sabato sera insieme e di come, tra una risata e una imprecazione, siamo riusciti in poche ore a traslocare tutte le mie cose (poche in verità) nel nuovo appartamento.
Avevo voglia di parlarvi di una amicizia ritrovata e della mia prima notte nella nuova casa, invece vi parlo di caffè.

Si, odore di caffè. Quello che sento provenire dalla cucina del nuovo appartamento questa mattina appena mi sveglio.
Svegliarsi con l’odore di caffè non è di per se una cosa spiacevole anzi. Quello che mi lascia perplesso è che non dovrebbe esserci.
Così mi alzo, mi metto l’accappatoio e seguo l’odore.
Quello che vedo mi lascia senza parole.
Una ragazza, capelli a caschetto e un grembiule bianco sopra un vestito nero. Non posso crederci.

“Anna!! “
<Buongiorno! Vuoi del caffè caldo? I biscotti sono sul tavolo. >
“ Anna ma che diavolo stai facendo? Ma perché sei qui? Non dovevamo vederci questa sera? “
< Ma come non lo sai? Ti sto preparando la colazione! Non l’hai letto il contratto? >
“Il contratto? Ma quale contratto? Anna ci siamo visti perché avevo bisogno di un appartamento e tu me l’hai affittato! Cosa c'entra la colazione? “
< Un B&B caro! Per la precisione hai firmato un contratto di locazione ad uso turistico dove ci si impegna al versamento di una quota mensile a fronte del soggiorno. E il soggiorno prevede un cambio di lenzuola settimanale e la prima colazione tutti i giorni. >

- La questione non è tanto quella di uscirne con meno cicatrici possibili, quanto quella di capire in che razza di casino sei entrato! -

Il contratto. Non l’ho letto, ho firmato senza leggerlo. Che idiota sono stato!
Anna sorride, si siede davanti a me accavallando le gambe, il suo vestito si tira leggermente su lasciando intravedere la linea dei suoi collant.
Io non dico niente, resto in piedi con addosso solo un accappatoio. Se non si stesse parlando della mia vita considererei la scena perfino comica!

“Dunque, fammi capire bene.Stai dicendo che io e te faremo colazione insieme tutte le mattine, e almeno una volta a settimana mi cambierai le lenzuola ?”

<Pensavo ogni sabato se per te va bene. >
“Anna, non sono sicuro che questo appartamento faccia al caso mio.”
Si avvicina, sento il suo braccio attorno al collo. La sua voce vicino all’orecchio che mi sussurra.

<Stai tranquillo. Avevo immaginato che non avessi letto nulla. Facciamo così, pensaci. Questa sera ci vediamo a cena no? Se deciderai di non restare più qui va bene lo stesso.
Mi pagherai solo il primo mese o fino a quando non troverai un nuovo appartamento. >

La guardo, le prendo il viso, le mie mani l’accarezzano fino a sparire nei suoi capelli a caschetto.
La tentazione di baciarla è troppo forte. La tentazione di prenderla sul tavolo di quella cucina è troppo forte.
La tentazione di buttarmi dentro questa storia assurda. E’ troppo forte.
“ E così mi hai fregato eh?”
Glielo dico mentre la prendo. Ripeto quella frase ad ogni spinta, dopo ogni bacio, dopo ogni suo gemito.

L’amore arrabbiato.
Quello che fai per sfogarti, perché hai finito le parole, perché non sai più cosa dire.
Nemmeno con Giulia mi sono spinto cosi a fondo. Nemmeno con lei.

- “stai tranquilla Giulia… non mischierò affari e vita privata, non con te.” -

Anna si tira su le mutandine e le calze, si aggiusta il vestito e sorride.

< Ora devo andare, altrimenti faccio tardi…Ci vediamo stasera. >

Nemmeno le rispondo. Mi siedo su una sedia e bevo il suo caffè mentre la vedo andare via.
E’ buono.

Aggiornato il 23/04/2012 alle 12:36 da scrittore

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Commenti

  1. L'avatar di scrittore
    nemmeno un consiglio?
    Qualcuno disse che si racconta solo quando " gli va bene "...
    nel mio caso mi sento un tantino "fregato"...
    dunque che fareste voi?
    Lasciereste casa oppure vi buttereste in questa..... pseudo storia?