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Diario di un Sex Addicted

La Firma

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Piove. Per fortuna che non mi sono vestito elegante oggi.
E’ venerdi ed ho voglia di libertà e quindi adeguo l’abbigliamento al mio stato d’animo.

Un jeans nero. Una camicia nera. Avessi anche un colletto bianco potrei essere scambiato per un prete.
Ma non mi interessa l’apparire. Non oggi almeno.
Telefono ad Anna. Le pratiche del contratto sono alla Maxwell & Co. ma non ho voglia di sbrigare queste faccende all’interno dell’ufficio, così la invito a fare colazione insieme.

- Tranquilla Giulia, non mischierò la mia vita privata con quella professionale -


Appena mi vede Anna sorride, mi viene incontro e mi abbraccia.

“Oggi non lavori?” mi chiede.

<A dire il vero si, ma non ho incontri importanti, ho rimandato qualche appuntamento per avere un po’ di tempo per me e rilassarmi un po’ >

“ ah. Fai benissimo. Te lo volevo dire sai, l’altra volta in riunione, che eri stanco e che forse avresti dovuto prenderti un giorno di ferie e staccare la spina. “


Ordiniamo un caffè e un’aranciata. E continuiamo a parlare delle cose che amo di più.

Parliamo del più e del meno e il tempo passa e il contratto di locazione da firmare diventa sempre di più un aspetto secondario del nostro incontro.



Anna è una ragazza gentile, fin troppo riservata. Mi parla di se, di quando si è trasferita nella città per cercare lavoro.

Mi racconta che un paio di anni fa Giulia, ha notato il suo curriculum tra tanti e l’ha chiamata per conoscerla e da allora ha iniziato a lavorare per la Maxwell & Co con responsabilità sempre più grandi.

Giulia sta ad Anna come io sto ad Alessandra.
Siamo dei formatori prima ancora che dei capi.
Sinceramente sono rimasto stupito dalla bontà d’animo di Giulia.

Solitamente non assume direttamente le persone, invece per Anna ha fatto un eccezione.

Forse anche lei, come me, ha bisogno di ritagliarsi degli spazi dove essere diversa, magari più buona. Per sentirsi più umana.

Chissà…
Firmo il contratto di locazione senza nemmeno guardarlo. Va bene così, non ho intenzione di trattare sul prezzo e poi l’appartamento l’avevo già visto.


“Domenica finisco il trasloco. Lunedi’ però ci vediamo così ti do la caparra e la quota di affito per questo mese va bene?”
<Perfetto. Allora ci vediamo lunedì>
“Si, pensavo di invitarti a cena, ti va?”
<mmm lo sai che accetto volentieri>
“allora va bene, però questa volta il vino lo porti tu Anna”
Anna sorride. Mi piacciono le sue labbra. Sembrano disegnate.
<Intesi > mi dice, poi guarda l’orologio e scatta in piedi.
<Sono passate due ore!! Devo tornare in ufficio>
L’accompagno fino all’ingresso della Maxwell & Co.
Piove ma ho voglia di camminare.
Chiamo Lorenzo.
<Pronto?>
“Lorenzo. Ciao, senti quel nostro incontro… facciamolo sabato va bene? “
< Va benissimo, non preoccuparti. Passi tu da me? >
“Passo io da te…dopo cena ok?”
<No, vieni pure prima. Ceniamo insieme a casa mia. Cucino io. >
“ah…ok allora porto il vino”
<Allora intesi, ma non darmi buca anche stavolta altrimenti non ci rivediamo più>
“che cosa?”
<Sto scherzando… a domani. >
E così, anche questa volta mi sono lasciato tutto alle spalle per restare da solo.
Ultimamente mi piace la solitudine, mi rende tranquillo.
Mi avvio verso la piazza centrale e mi perdo tra la folla con gli ombrelli…

Aggiornato il 20/04/2012 alle 15:34 da scrittore

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