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Diario di un Sex Addicted

Reinventarsi

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Sono le 16:30 di una giornata passata ad annullare appuntamenti, spostare riunioni, rimandare i problemi.
Tutto per colpa di Giulia e dei suoi ricatti.
No.
Tutto per colpa mia e le mie assurde pretese di farcela a gestire rapporti lavorativi e affettivi come fossero una cosa sola.

In realtà ci ha guadagnato Alessandra.
Ho passato gran parte del tempo con lei cercando di farle capire quando e come organizzare e riorganizzare tutti gli appuntamenti previsti per oggi.
Alla fine le ho dato un incarico abbastanza importante. Rifare tutta l’agenda di appuntamenti della prossima settimana.

“ Mi raccomando, non ci voglio rimettere mani se possibile”.
<Non si preoccupi, ci penserò io >

Leggo di nuovo nei suoi occhi quella disponibilità senza limiti, tipica di chi punta a fare bella figura per essere riconfermato o per avere un premio.
Una cosa che odio.

“Alessandra, perdonami ma ci tengo a dirti un altro paio di cose”
< Mi dica. >
“ punto primo. Diamoci del tu. Io ho 37 anni e tu ad occhio e croce 28. Non siamo vecchi e, almeno io, non ho bisogno della formalità per dimostrare che so fare bene qualcosa.
Punto secondo. Voglio tranquillizzarti sulla tua posizione. A meno che tu non faccia una cazzata grande come una casa, ho tutta l’intenzione di riconfermare il tuo contratto. Perché non ha senso per me formarti per poi mandarti via con un bagaglio di esperienza sicuramente rivendibile da qualche altra parte.
Punto terzo. Ora che ti ho detto cosa penso di te, non fare l’errore di adagiarti e di prendere sotto gamba gli incarichi che ti darò da ora in poi.
Ti ho tolto la preoccupazione del contratto. Mi aspetto da te però lo stesso impegno.
Mi aspetto che tu ti diverta! Chiaro ?”

Alessandra. Capelli lunghi corvini. Occhi neri e uno sguardo che potrebbe farti impazzire con una sola occhiata se solo sapesse come fare.

Sorride. Quei sorrisi di chi aveva un peso troppo grande sulla schiena e che improvvisamente gli viene tolto dicendo. “tranquillo…è finito, ora è tutto più semplice”.
Quasi gli trema la voce quando mi ringrazia.

<Sono contenta…certo ho paura di sbagliare, non conosco ancora le procedure però…grazie. >
“ Fa parte del gioco. Sbaglierai ed io ti rifarò nuova. Ma farai anche tante altre cose, e le farai bene. E io non mancherò di farti i miei complimenti ogni volta che te lo meriterai.
Ora vai a casa dai… Ci vediamo Domani”.

E così ho fatto felice almeno qualcuno oggi, almeno mi sento un po’ meno stronzo.
Un telefono che suona. E’ il mio e come sempre non lo trovo se non dopo aver cercato ovunque nella stanza.
E’ Lorenzo. Vuole sapere se ho ancora voglia di festeggiare.

“No. Lorenzo di festeggiare no. Ma a dire il vero avrei proprio voglia di parlare con qualcuno…facciamo domani sera?”
Domani sera.

Si. Ho bisogno di un alleato. Di qualcuno che mi aiuti a contrastare i ricatti di Giulia non solo col sesso, ma anche con qualcosa di più concreto.
Si. Devo darmi da fare. Certi tipi di rapporti non durano per sempre.
E se perdo la fiducia di Giulia. Perdo anche la società di Giulia.

Una partnership con Lorenzo e la Arkham ad esempio. Potrebbe fare al caso mio.

Aggiornato il 19/04/2012 alle 17:49 da scrittore

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