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Diario di un Sex Addicted

Passato il santo....

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...passata la festa, o almeno così pare.
Dopo la riunione alla Maxwell & Co. non è successo più nulla che meriti di essere anche solo vagamente citato.
Complici le vacanze di pasqua di mezzo, complice il fatto che a me piace parlare di lavoro e non di vita privata, senza dubbio, ma eccomi nuovamente qui.
Col calendario delle mie attività a destra e questa pagina bianca a sinistra, perso nella mia solita indecisione tra il raccontare e il vivere.
Scelgo di raccontare, di parlarvi un po' di me, della mia nuova camicia col colletto alla coreana che mi offre l'opportunità di non indossare la cravatta, dei miei occhiali rettangolari dall'asticella nera e delle mie filosofie personali.
Quelle che in fondo abbiamo un po' tutti e che ci guidano nelle attività di ogni giorno.
Conosco una nuova ragazza, una neoassunta, un completo grigio taglia 42 che nasconde un corpo da ballerina di classica.
Il viso, angelico (tanto per non deviare dal tema) se non fosse per quella cascata di capelli neri corvini che la rende un po' dark...o gotica...insomma fate voi.
" Andiamo a prenderci un caffè? " le dico in sordina.
Lei accetta, tutta entusiasta, felice di lavorare per noi, nel tempo in cui trovare lavoro è raro come imbattersi in un rapporto senza complicazioni ( tutti i rapporti generano complicazioni, questo va detto per chi si illude ancora).

"Vieni, ti insegno qualcosa su questa azienda..." le dico sorridente mentre la invito ad oltrepassare la soglia dell'ascensore e contemporaneamente abbasso lo sguardo per guardarle il sedere.

"mica male la ragazzina..."

Aggiornato il 13/04/2012 alle 10:46 da scrittore

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