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.....la teoria del piacere.....

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L'etica di Epicuro è volta alla ricerca della felicità, che consiste nel piacere :il piacere è il principio e il fine della vita beata. Afferma Epicuro il piacere è il criterio di scelta mediante il quale valutiamo ogni bene.
La ricerca del piacere è intesa da Epicuro come ordine che coincide nel nome della natura.
Infatti, non è possibile vivere nel piacere senza vivere anche in modo saggio, chi non vive in modo saggio non può avere nemmeno una vita piacevole' afferma Epicuro tale morale è fatta di poche regole essenziali.
Si distingue il piacere in due tipi: piacere stabile, che consiste nella privazione del dolore e piacere in movimento, che consiste nella gioia e nella letizia.
La felicità risiede nel piacere stabile, cioè nel non soffrire e nel non agitarsi (atarassia: assenza di turbamento e aponia assenza di dolore).
Il culmine del piacere è la pura e semplice distruzione del dolore, caratterizzando in tal modo il piacere, e dunque la felicità, in senso negativo.
Questo aspetto negativo del piacere impone la scelta e la limitazione dei bisogni , individuando tre tipi fondamentali di bisogni:
- bisogni naturali e necessari: sono quelli che se non vengono soddisfatti portano alla morte (la fame,la sete..)
- bisogni naturali e non necessari: sono quelli che costituiscono una variante superflua dei bisogni naturali (mangiare troppo)
- bisogni non naturali e non necessari: sono i bisogni vani, quelli legati a desideri artificiali, come la gloria, la potenza..).
Quindi la teoria del piacere viene collegata alla teoria dei bisogni.
PIACERE STABILE: ATARASSIA
PIACERE IN MOVIMENTO: APONIA
BISOGNI: NATURALI O NON NATURALI
L'epicureismo è stato aspramente combattuto dal pensiero cristiano medievale, per il suo materialismo metafisico, per la tesi etica secondo la quale il movente e il fine della condotta umana risiedono nel piacere.
La riabilitazione di Epicuro ha avuto inizio solo con gli umanisti del rinascimento italiano, inoltre si riscontrano influenze epicuree nel seicento con Thomas Hobbes e nel settecento si è presentato spesso come una delle alternative fondamentali per l'interpretazione e la fondazione della vita etica, in particolare l'utilitarismo, corrente di filosofia morale che ha individuato lo scopo delle azioni umane nell'utilità privata e pubblica.
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