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L'angolo delle cattive ragazze, dei cattivi consigli e del broccolo

A come amore (Riccardo)

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Avevo 18 anni. Stavo finendo la quinta liceo.
Libero sempre nei pensieri. Anche se lo vedevo ormai raramente e i nostri rapporti erano limitati ad un ciao distratto quando proprio gli sbattevo addosso.
Studiavo. Avevo preso la patente. Avevo cominciato a frequentare le discoteche gay. E anche quelle etero.
Ma.
Ero vergine.
Una cosa imbarazzante.
I ragazzi stavano cominciando a notarmi. Non certo per le mie curve ma per il modo un pò fuori dagli schemi di confrontarmi con il mondo.
Ero più aggressiva. Rissosa. Un mezzo maschio con l'involucro di un angioletto.
Ma il sesso...niente. Manco un mezzo ormone agonizzante.
Nemmeno con Libero. Il massimo del sogno erotico con lui era un petting che si sarebbe potuto tranquillamente vedere in Candy Candy.
Avevo avuto un paio di fidanzatini ma al di la di qualche bacio e palpeggio innocente. Il vuoto.

Poi qualcosa cambiò. Non sentivo comunque tutto sto ormone, ma c'era unragazzo che...
Alessandro. Uno dei gettonati dei tempi.
Pensai fosse quello gusto. Perchè era grande. Perchè aveva una certa esperienza e quindi...avrebbe saputo cosa fare.

Casualmente una sera mi trovai ad una festa dove c'era anche Alessandro.
Due sere dopo uscivamo per una cena e un cinema.
Un mese dopo, mentre eravamo in un pub gli ho detto -Ok Ale. Quando ce ne liberiamo?
E lui -Di cosa?-
-Della mia verginità.-

La prima volta non mi entusiasmò.
La seconda nemmeno.
Quel coso in mezzo alle gambe non mi procurava nessun tipo di reazione se non curiosità.
Dopo quattro mesi di sesso cominciai a chiedermi se ero frigida.
Dove cazzo erano le campane? I fiumi di umori, la passione selvaggia, il...
Niente.
Il deserto dei tartari.
Lui ferito nell'orgoglio.
-Sei tu- diceva.
Come io?
Porcamiseria! Io sono a kilometri zero!

Cominciai a fingere gemiti.
E intanto mi chiedevo se ero io davvero.

Sei mesi dopo conobbi suo fratello.
E fu magia (nera) immediata.
Ricordo esattamente lo sguardo che ci lanciammo. E non so ancora oggi come nessuno si fosse accorto nella stanza di quello che era esploso.
Stavo come i matti.
Non era come per Libero. Le farfalle, gli elfi, le fate dei boschi...
No.
Qui sentivo le farfalle da un altra parte. Che stava molto più in giù dello stomaco.
Sentivo caldo.
Sentivo la pelle sempre un po' troppo sensibile.
Sentivo tutto il mondo.

Riccardo era fidanzato da alcuni anni ed era il fratello minore.
Intanto con Ale...Il sesso non funzionava. Era un rompicoglioni geloso che tentava di dirigermi la vita in ogni modo, ma...non lo lasciavo.
Alla fine non era amore ma era la mia prima storia seria e lui continuava a ripetermi che ero io, che avevo un carattere spinoso, che...
Con Riccardo intanto nessun contatto, se non quelli canonici.
Ma quando eravamo nella stessa stanza...
Era il fratello di Ale però...cazzo. No. No.
Un incesto quasi.

Una sera rimasi in panne con la macchina.
Chiamai Alessandro. Non poteva ma mi avrebbe mandato Riccardo. Dove sei esattamente?
E...dove sono...sto andando a casa...in mezzo al bosco in sostanza...campagna totale...

Riccardo mi accompagnò a casa.
In macchina non parlammo quasi.
L'aria era pesantissima. Imbarazzata. Io non riuscivo a stare ferma sul sedile. Una donna cavalletta.
Appena arrivammo schizzai giù senza quasi salutarlo.
Stavo provando in pochi mesi tutte le paturnie ormonali adolescenziali che non avevo provato prima.
Per il fratello del mio fidanzato. Fidanzato con cui avevo scopato per la prima volta.
Che per me non era un valore aggiunto la verginità ma per Ale...sembrava il miracolo di san Antonio.
Un imene benedetto in sostanza.

Pochi giorni dopo, al solito bar dove io e Ale, all'uscita da scuola (mia)ci vedevamo per un caffè...
Era seduto con un suo amico e stavano parlando.
Sentì solo questa frase – E beh...sei fortunato ad averla trovata vergine. Te la cresci come vuoi.-
Rimasi un attimo sconcertata.
Te la cresci come vuoi?
Lasciai Alessandro in 10 minuti.
E ovviamente niente più contatti con il mio sogno erotico. Riccardo.Il fratello.
Ma...la città è piccola. I posti sempre quelli...e se vuoi incontrare qualcuno per caso non è difficile.
E una volta per caso.
E un altra volta per caso.
E la terza volta a decidere di andare a bere qualcosa. Non in città. Fuori.
-E'un problema Tebe?-
-No figurati..- e mi sentivo davvero in balia delle onde.

Il sesso l'ho scoperto con lui. Un lui che non si imbarazzava quando scrutavo il suo obelisco dell'amore (che risate...) provando consistenza e resistenza, toccandolo come se fosse un pongo.
Non si è nemmeno incazzato quando a momenti per un soffocotto lo mando in ospedale. Non ho mai visto così tanto sangue.
-Devi imparare Tebe tranquilla..aaaaggghhhhhh che maleeeeeee-
Un sesso goliardico. Divertente. Nessun tabù. Nessun velo.
Dopo un mese che ci frequentavamo di nascosto lui lasciò la fidanzata storica e cominciammo a parlare di farci vedere in giro. Come una coppia.
Non ero convinta. Era complicato. Stavo bene con lui ma avvertivo quella storia come una storia un po' malata.
E c'era anche Ale che non si arrendeva.
Me lo ritrovavo ovunque. Una persecuzione quasi.
Non avrebbe perdonato il fratello.

I mesi di nascondone diventarono sei.
E poi un anno. Sempre di nascosto.
Ad un certo punto. Ultimatum.
-Basta nasconderci Tebe. Non abbiamo ucciso nessuno e siamo l'unica coppia al mondo a doverci nascondere pur non essendo amanti. Domani sera all' imsonnia. E ti giuro che a costo di trascinarti per i capelli ci verrai.-

L'Imsonnia.
Provai a convincerlo che non ne valeva la pena. Che avrebbe passato un inferno in casa e che non avevo assolutamente bisogno di ufficializzare la nostra coppia perchè...Cazzo Ale. Ho vent'anni! Non sarò sicuramente la donna della tua vita perchè devi montare su tutto sto casino?
Niente.
Andò avanti come un carro armato. Dicendomi pure che non gli interessava se non sarebbe stato per tutta la vita, ma era giusto che gli altri sapessero.
Per lui. Per me.
Non dovevamo vergognarci.

Uscimmo.
Ci videro tutti. Ma proprio tutti.
Alessandro smise di salutarmi.
La famiglia si irrigidì e Tebe fu bandita dalla loro casa, con il marchio della lettera scarlatta.
Lui fu circondato dal gelo.

Festeggiammo il secondo anno felici come due pasque.
Il sesso era bello. E si. Era proprio bello.
Volevo farlo ovunque. Sembravo una ninfomane.
Mi regalò il primo paio di palline cinesi e le guardai chiedendomi a cosa servissero.
Poi cominciai a sentirmi inquieta.
Ero andata a vivere da sola. L'università. Il lavoro...
Lui capì. Mi lasciò andare.

Fu doloroso lasciarlo.
E ogni volta che mi chiedono il nome del primo ragazzo con cui ho fatto l'amore rispondo Riccardo.
Non Alessandro.

Sono passati secoli.
Eppure ancora oggi ci vediamo almeno due volte all'anno, a cena, quando io passo dalle sue parti o lui dalle mie.
Ha continuato ad essere una presenza nella mia vita, con cui tutti i miei fidanzati si sono dovuti confrontare.
E anche le sue fidanzate.

Ho rivisto Alessandro per caso un paio di anni fa.
Ci siamo incrociati, gli ho sorriso -Ale, ma saranno 10 anni!-
Mi ha guardata come se avesse visto un fantasma. Si è irrigidito a legno in tempo zero.
E io, che non mollo - Dai, andiamo a prendere un caffè. Riccardo mi ha detto che hai il secondo figlio! Una bimba!-
E lui- Con te non attraverso nemmeno la strada-

Aggiornato il 22/03/2012 alle 19:42 da Tebe

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Tebe sweet heart

Commenti

  1. L'avatar di Eliade
    Azz...tipo tosto questo Ale...
    Deve essere rimasto proprio scottato, anche nell'orgoglio, oppure...
    Anche col fratello non attraversa la strada?
  2. L'avatar di Tebe
    Citazione Originariamente Scritto da Eliade
    Azz...tipo tosto questo Ale...
    Deve essere rimasto proprio scottato, anche nell'orgoglio, oppure...
    Anche col fratello non attraversa la strada?
    Mi ha freddata. Ho percepito proprio il rancore.
    Con il fratello i rapporti sono...cortesi da qualche anno. Che danno....
  3. L'avatar di Eliade
    Citazione Originariamente Scritto da Tebe
    Mi ha freddata. Ho percepito proprio il rancore.
    Con il fratello i rapporti sono...cortesi da qualche anno. Che danno....
    Se hai percepito il rancore allora è diverso, da racconto non avevo proprio capito.
    Eh, colpa del fratello...ha trasgredito una regola fondamentale...

    Però è una bella cosa che tu abbia un bel ricordo di lui...