Visualizza Feed RSS

Tuba's Blog

Diari di Viaggio Habanero - Giorno 1

Valutazione: 3 voti, 1.00 media.
[LEFT][COLOR=#000000][FONT=lucida grande][SIZE=2]Giorno -1 - 5 Ago 2009[/SIZE][/FONT][/COLOR]
[COLOR=#000000][FONT=lucida grande][SIZE=2]
[/SIZE][/FONT][/COLOR]
[COLOR=#000000][FONT=lucida grande][SIZE=2]Finalmente è arrivato il giorno, Si parte. La valigia è pronta, al lavoro ho salutato tutti, e vado alla stazione centrale a prendere G, che insieme a M, che sono io, e PG, che è l'altro partente, si appresta a sbarcare all'Havana.[/SIZE][/FONT][/COLOR]
[COLOR=#000000][FONT=lucida grande][SIZE=2]PG, alcuni di voi già lo conoscono, G è un altro teramano, su cui vale la pena spendere qualche parola, anche se alla fine forse ne basta una sola: Matto come un cavallo. Sul treno che lo portava da Teramo a Milano, accortosi che il tipo del bar, al posto delle birre, che erano calde, nel frigo ci teneva l'acqua, lo obbliga a metterci, appunto, le birre: "Che sei matto, birra calda e acqua fredda, ma che scerziamo, leva l'acqua e mettici le birre" Arriva a Milano Centrale già a livello e se ci aggiungiamo l'euforia per l'imminente partenza si capisce come l'atmosfera sia abbastanza elettrica [/SIZE][/FONT][/COLOR]
[COLOR=#000000][FONT=lucida grande][SIZE=2]Credo che il barista del treno stia ancora curandosi l'esaurimento nervoso.[/SIZE][/FONT][/COLOR]
[COLOR=#000000][FONT=lucida grande][SIZE=2]Una volta formato il trio, si decide di andare a mangiare, optiamo per un locale che forse ci proibirà l'accesso da qui per i prossimi venti anni (per i dettagli potete pure chiedere ad Allmar ). Concludo dicendo che all'una di notte, portando G a spalla riusciamo a tornare a casa: fra tre ore si parte.[/SIZE][/FONT][/COLOR]
[COLOR=#000000][FONT=lucida grande][SIZE=2]
[/SIZE][/FONT][/COLOR]
[COLOR=#000000][FONT=lucida grande][SIZE=2]Giorno 1 - 6 Ago 2009[/SIZE][/FONT][/COLOR]
[COLOR=#000000][FONT=lucida grande][SIZE=2]
[/SIZE][/FONT][/COLOR]
[COLOR=#000000][FONT=lucida grande][SIZE=2]La sveglia suona alle 4:30, doccia veloce, caffè (triplo per G che anche se a forza riesce a scendere dal letto) e partenza per Malpensa. 85 Euri di Taxi, tariffa fissa Milanese (poi qualcuno mi spiega come cacchio si fa a costruire un aeroporto a 70 Km di distanza). La fila del check-in è a dir poco chilometrica, ma ci fornisce qualche indicazione di quello che presumibilmente ci aspetterà all'Havana: poco avanti a noi, in fila ci sono tre ragazze che definire belle è poco, peccato si portino dietro una marea di valigie con conseguente eccedenza peso e quindi blocco della fila. Alla fine, dopo due ore (si due ore) di fila al check-in, arriviamo nell'area Duty Free: nuova colazione al bar, puntatina di PG al bagno (il rapporto di PG con i bagni pubblici di qualsiasi nazione questi siano è impressionante, riesce a farla ovunque, mentre per me e per G qualche problema c'è, e questo creerà qualche dissidio nel resto della vacanza, che in seguito dettaglierò meglio), acquisto di consueta stecca di sigarette, e via all'imbarco. Gli aerei continuano a costruirli sempre più piccoli: l'idea di dovermi fare 9 ore di volo in quel sedile che sembra progettato sulle dimensioni di Pikachu, il pokemon più piccolo, mi fa venire i brividi. E qui comincia l'odissea con Blu Panorama. Se in futuro vi venisse in mente di partire con questa compagnia, ladciate perdere, sono dei terroristi travestiti da equipaggio d'aeroplano. Il comandante ci accoglie e ci fornisce le informazioni sul volo: non riusciamo a distinguere il nome, dagli altoparlanti esce qualcosa come "Salve sono il comandante trikke ballakke". Come è stato soprannominato dai suddetti il comandante secondo voi ?. Il primo scalo è previsto a Holguin dopo circa 9 ore di volo, durante le quali riesco a dormire e mi vedo finalmente "Mamma mia" con Meryl Streep. Nel frattempo G si abbocca due Tavor e crolla subito dopo il decollo mentre PG si legge una delle 8mila guide su Cuba che si è portato dietro. L'atterraggio a Holguin sembra fatto dai fratelli del diabolico cupè del Wacky Race (ve lo riocrdate il cartone animato), quelli che procedono balzellon balzelloni. Trikke ballakke atterra prima sul carello di sinistra, poi su quello di destra, insomma un atterraggio tutt'altro che morbido. La sosta prevista è di appena 40 minuti: il tempo di fare rifornimento di carburante, far sbarcere coloro la cui destinazione era appunto Holguin e poi ripartiremo. Dai finestrini il primo assaggio di paesaggio tropicale: a pochi metri dalla pista, una vegetazione dai colori incredibili e palme ovunque. Peccato sarà il nostro panorama per almeno due ore. Non risuciamo a capire perchè non si riparte. Trikke Ballakke tace. Gli assistenti glissano su ogni domanda. Ad un certo punto la prima comunicaziione: sembra che ci siano problemi con il visto con tre passeggeri sbarcati, almeno così comunica Trikke Ballake. Alla fine comunque si riparte. Il volo da Holguin all'Havana dovrebbe essere di un'ora. Infatti dopo appena 45 minutii di volo, Trikke Ballakke annuncia che inizia la discesa all'aeroporto Josè Martì dell'Havana dove prevede di atterrare entro 15 minuti. Peccato che questa minkia di discesa duri qualcosa come 40 minuti buoni, e quando, fra una virata e l'altra Trikke Ballakke annuncia: "Stiamo atterrando all'eroporto di Varadero" ci guradiamo preoccupati. Anche questo atterraggio è balzellon balzelloni, forse ancora più duro del precedente. All'applauso di rito, G, che nel frattempo ha smaltito l'effetto del Tavor, urla: "Ma che cavolo vi applaudite che questo l'aereo non lo sa' portare". Mezzo aereo compreso qualche assistente di volo scoppia a ridere. Una volta fermi Trikke Ballakke si degna di comunicarci i motivi dell'atterraggio a Varadero anzichè all'Havana: le condizioni atmosferiche sull'aeroporto dell'Havana non consentivano l'atterraggio e quindi dobbiamo aspettare parcheggiati sperando che le condizioni cambino. I viaggiatori che avevano come meta defiinitva Varadero, premono per scendere, ma naturalmente non li fanno sbarcare. Passa un'ora e ancora niente, gli assistenti di volo, visibilmente stremati cercano di sedare il crescente nervosismo dei passeggeri con bevande gratis; G si abbocca un altro Tavor, PG legge il dizionario delle frasi utili in spagnolo, io mi rompo i cocomeri. Dopo circa un'ora e mezza finalmente si riparte. Neanche 30 minuti di volo e atterriamo all'Aeroporto Internazionale dell'Havana Josè Marti.

[/SIZE][/FONT][/COLOR][/LEFT]
[COLOR=#000000][FONT=lucida grande][LEFT][SIZE=2]
[/SIZE]
[SIZE=2]-- Continua --[/SIZE][/LEFT]
[/FONT][/COLOR]
Tag: Nessuno Aggiungi/Modifica Tag
Categorie
Non Categorizzato

Commenti