Visualizza Feed RSS

Sognando Chagall

se lui fosse qui potrei anche dire che è colpa sua

Valuta Questa Inserzione
son sparite le lucciole!


Secondo gli ultimi studi di Roberta Lapucci, Caravaggio, che con i suoi accorgimenti aveva reso il suo studio una vera e propria camera ottica, affinò in seguito le tecniche per catturare la luce grazie all’uso di polvere di lucciole.
Più precisamente, secondo la teoria di Roberta Lapucci, il maestro avrebbe utilizzato un composto di biacca e distillato di lucciole che, producendo un effetto fluorescente, gli consentiva di tracciare le linee di base del dipinto anche a luce spenta, evitando cosi l’effetto puzzle dovuto alle multi proiezioni richieste dai continui mutamenti di luminosità nello studio, e ottenendo al contrario l’effetto di una riproduzione monocroma.
L’uso di distillato di lucciole, ottenuto da lucciole seccate e distillate, sarebbe stato confermato dalla scoperta della presenza di materiali fotosensibili nei suoi quadri, tra cui arsenico, magnesio e iodio.
Una curiosità: la polvere ricavabile dai coleotteri luminosi distillati e lasciati seccare era già nota a Giovan Battista della Porta, che ne parlò nel suo trattato Naturalis Magiae, scritto nel 1558.

Aggiornato il 23/02/2012 alle 17:02 da Minerva

Tag: Nessuno Aggiungi/Modifica Tag
Categorie
Non Categorizzato

Commenti