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L'angolo delle cattive ragazze, dei cattivi consigli e del broccolo

all ombra di Allah

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Alla fine della fiera ci siamo un po' isolati.
Troppi turisti. Troppe luci. Troppo finto. Troppo tutto.
Abbiamo preso stradine poco illuminate, seguiti da gatti speronciti e sporchi, egiziani in tuniche panna o vestiti con la loro moda anni 80 che ci lanciavano occhiate, e avvolti da odori speziati di carne alla brace, che solo la paura di malattie mortali ci ha impedito di assaggiare.
Siamo poi approdati davanti ad una moschea in costruzione, con un minareto meraviglioso che si stagliava accuminato nel buio della notte.
Abbiamo ammirato le forme sinuose delle cupole, gli archi, le volute...
Ci siamo baciati all'ombra della casa di Allah è lo abbiamo sentito ridacchiare benevolo.
Poi siamo tornati nel marasma.
Abbiamo comprato The e spezie, abbiamo preso un caffè e curiosità per negozi e tornati in camera...
Mattia é sclerato.
Me lo aspettavo. In questa vacanza abbiamo scoperto che la sottoscritta piace di brutto agli egiziani, soprattutto quelli sotto i trenta anni.
Ma una cosa imbarazzante a volte. Eppure il resort era pieno di figa, non solo russa, con almeno la metà dei miei anni.
Niente. Sembravo trasudare feromoni a tutto spiano.
Uno degli chef che non serviva, ogni volta che mi vedeva al ristorante, saltava il bancone, mi toglieva il piatto dalle mani e decideva il mio menù guardandomi trasognato con il sorriso da ebete.
Un cameriere delle colazioni idem.Negozianti. Il tipo degli asciugamani in piscina.
Addirittura la nostra guida, che oggettivamente era un gran bel figo trentenne.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso é stato il caffè.
Entriamo perché vediamo l insegna con scritto Lavazza e sotto.
Espresso.
Non pretendiamo certo un caffè italiano, ma bere qualcosa di diverso che non sia nescafé, ci stuzzica.
Dicevo.
Entriamo.
Ci viene subito incontro un cameriere che ci indica dove sedere.
Immediatamente nella sedia vicino a Mattia, si siede un gatto.
Una gatta per la precisione. É bianca e grigia. Sporca da far paura.
Pianta i suoi occhi gialli e obliqui in quelli scuri di Mattia e io assisto, di nuovo, al miracolo dei gatti.
Beh...in fondo siamo nella penisola del Sinai, qui i miracoli accadono, anche se spero di non vedere rotolare per le vie di Sharm un cespuglio infuocato che parla...
Mattia e la gatta "parlano", proprio come il famoso cespuglio. Parlano su un piano metafisico.
Nessuno dei due fa nulla. Si guardano e basta, poi...
Poi vedo la micia inarcare la schiena e protendersi leggermente verso Mattia.
Le fusa cominciano a far vibrare l'aria, lui allunga un braccio fino ad incontrare con le dita la testa pelosa.
E per qualche minuto esistono solo loro, con lei che gli arpiona la mano con la zampa quando lui si allontana.
Lei che lo chiama, con un miagolio stridulo reso gracchiante dalle fusa imponenti.
E sempre Lei, che ad un certo punto si é messa a pagnotta in braccio a lui, e ha chiuso gli occhi.
Addormentandosi.
Ordiniamo due caffè al cameriere, non capisce che lo voglio con il latte, allora mi alzo e vado al bancone dove un egiziano elegante e dall'aria da capo scrive sul suo cellulare.
Alza la testa e.
Si illumina come se davanti avesse un apparizione.
Gli sorrido.
Lui scatta in piedi, petto in fuori e sguardo languido.
Gli chiedo se il caffè può macchiarmelo, nel mio inglese da sopravvivenza e lui risponde con italiano accettabile che sarà un onore farlo.

Morale.
Non mi mollava.
Mi ha invitata in ogni dove, finché l' ho mollato io brutalmente quattro a zero al bancone.

Dopo la scenata Napulé, in cui l ho fatto sfogare con aria remissiva e topola mentre mi dava della signorina poco seria, gli ho tirato giù i pantaloni e fatto un soffocotto con risucchio, e poi l' ho scopato, chiamandolo Moustafah.
E pace fu.

Il giorno dopo, mercoledì..op devo smettere di nuovo.
Alla prossima.
Come al solito scrittura di getto.
Non rileggo.
Auguri e fottetevi
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Commenti

  1. L'avatar di ologramma
    vedo che è movimentata la tua vita