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Tutto d'un fiato.

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La vita trascorre velocemente, mentre stai ad osservarla osservi paesaggi sbiaditi di ricordi che appartengono. Ed è li che mia madre entra nei miei pensieri. Una caduta, il naso scorticato dagli occhiali, il labbro superiore graffiato e la bocca dolorante. La guardo e mi accorgo di ciò che so, che conosco, mia madre non è più giovane, mia madre colei che non è stata presente nella mia vita per come una madre avrebbe voluto per un figlio amato, non è più giovane. Quel colore rosso nel suo viso sembra macchiarla, sembra dirmi tua madre, quella pelle quegli occhi quei lineamenti così conosciuti sono essenza e linee del tuo cuore uguale al suo. Gli appartengo, sono suo anche adesso come quando la notte mettevo le mie mani nel suo seno e mi stringevo a lei, ricordi lucidi di poche situazioni che avevo dormendo accanto a lei.
Non c'è mai fine all'amore, come non c'è mai fine al dolore ed ai pensieri. Girano vorticosi in questi giorni, dove io vorrei prenderla alzarla al cielo e dirle ti amo mamma, grazie mamma. Si, non è difficile dirle ti amo, dirle grazie, lo faccio anche attraverso una carezza a quella pelle ancora così liscia dentro le sue rughe. Ma sono arrabbiato col mondo in questo momento,la vita di mia madre non è stata dura, è stata peggio. E non voglio lei soffra ancora.
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