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Sognando Chagall

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Visite: 157
Dimensione: 20.5 KB28 nov 2014 17:11
GRAFFITI POP - A SAN FRANCISCO LA RETROSPETTIVA DI KEITH HARING, TRA OMINI COLORATI CHE DENUNCIANO DANZANDO, MURALES FALLICI, AUTORITRATTI E OMAGGI AGLI AMICI WARHOL E BASQUIAT
Da vent’anni la “west coast” non gli dedicava una grande mostra. Il suo stile è celebrato per la sua radicale semplicità, sebbene i suoi messaggi siano ben più complessi. Le sue opere ci sono familiari perché lui le sparse dappertutto, per renderle accessibili a tutti...
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Da vent’anni la “west coast” statunitense non vedeva una grande mostra di Keith Haring, quindi l’iniziativa del “Young Museum” di San Francisco, intitolata “Keith Haring: The Political Line, fino al 16 febbraio 2015, è davvero benvenuta.






La street art di Haring era ispirata dall’attivismo sociale e dalla sua forte identità. Negli anni ’80 si dichiarò apertamente gay e morì di AIDS nel 1990, a soli 31 anni. Lavorò molto a New York ma aveva un legame particolare con la città di San Francisco, culla della liberazione sessuale. In mostra ci sono 130 opere, tra pitture, sculture e graffiti, tutte che esplorano la sua risposta al nucleare, alla disuguaglianza razziale, agli eccessi del capitalismo, al degrado ambientale. Altre si occupano di temi più personali.



Le sue opere sono parte della cultura visuale della Bay Area. Fece murales per il club

“DV8” e per il “South of Market Childcare Center“, la sua scultura “Three Dancing Figures” (1989) si staglia sul “Moscone Convention Center” e il trittico “The Life of Christ” è installato presso la “AIDS Chapel” della “Grace Cathedral”.






I suoi temi erano serissimi, ma le sue colorate figure in movimento, che correvano e danzavano, infondevano una sensazione di leggerezza. La prima cosa che i visitatori vedranno è una fluorescente Statua della Libertà in vetroresina, seguono pezzi sessuali come il gigantesco fallo di “The Great White Way”, i più comici come “Andy Mouse”, mezzo Topolino e mezzo Andy Warhol, suo caro amico, e l’omaggio a Basquiat “A Pile of Crowns for Jean-Michel Basquiat”. All’uscita c’è “The Last Rainforest”, fatto nel 1989, poco prima che morisse.



Haring appare spesso nella mostra, tra autoritratti e vibranti polaroid con gli amici, incluse




Grace Jones e Madonna. Il suo stile è celebrato per la sua radicale semplicità, sebbene i suoi messaggi siano ben più complessi. Le sue opere ci sono familiari perché lui le sparse dappertutto, per renderle accessibili a tutti.

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Aggiornato il 29/11/2014 alle 12:46 da Minerva

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Commenti

  1. L'avatar di free
    grrrrrrrrrrrrr
    dove siete tu e la Sbri??