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Sognando Chagall

leonardo ...sfigato?

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MACCHE' PICTOR OPTIMUS. LEONARDO AI SUOI TEMPI ERA UNO SFIGATO! PITTORE INAFFIDABILE CHE GUADAGNAVA 33 SCUDI AL MESE CONTRO I 12MILA DI RAFFAELLO E SPARIVA PER MESI DAL CANTIERE DEL CENACOLO. TUTTO IN UN LIBRO
«Non era considerato un grande pittore. Ci sono rimasti tanti quadri suoi non finiti, o rifiutati; spesso viene sostituito da altri nelle commissioni; quando scrive un curriculum vitae, elenca la pittura all’ultimo posto; e se Lorenzo il Magnifico manda dei pittori da papa Sisto V Peretti, perché lavorino nella Sistina, lui non è tra i prescelti» Costantino D'Orazio autore di "Leonardo Segreto"






«Forse, Leonardo non ha mai posseduto il sacro fuoco della pittura; gli interessava altro; magari cercava di acquisire il controllo sulla natura. Ci sono tantissimi indizi che ce lo dicono; quasi che, per l’autore della Gioconda, la pittura fosse una pratica in qualche modo residuale», dice Costantino D’Orazio. E’ un giovane studioso d’arte che però vanta già rubriche alla radio e in tv; ha raccontato i luoghi strani d’Italia e Roma e i segreti di Caravaggio (Sperling & Kupfer, 256 pagine, 18 euro) «Leonardo segreto, i misteri nascosti nei suoi dipinti».





D’Orazio, ma perché mai Leonardo non si sentiva un grande pittore?

«Perché non lo era. Ci sono rimasti tanti quadri suoi non finiti, o rifiutati; spesso viene sostituito da altri nelle commissioni; quando scrive un curriculum vitae, elenca la pittura all’ultimo posto; e se Lorenzo il Magnifico manda dei pittori da papa Sisto V Peretti, perché lavorino nella Sistina, lui non è tra i prescelti».



Andiamo con ordine: i dipinti rifiutati, o non finiti?

«Il San Girolamo, che è ai Musei vaticani, o l’Adorazione dei Magi, che è agli Uffizi: mai consegnati. Forse perché l’iconografia è troppo avanti per i tempi. Il Girolamo di Leonardo è disperato come poi lo dipingerà Caravaggio: si è già colpito con la pietra; la tiene in mano, e il petto è nero. Nell’Adorazione, pone al centro la Madonna e Gesù: fino ad allora, e si vedano Gentile da Fabriano, Benozzo Gozzoli a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, o Domenico Veneziano, li si poneva di lato: perché fosse possibile avere lo spazio per dipingere il corteo dei Magi. Insomma, la sua iconografia sconcerta e, come nella cappella di San Bernardo a Palazzo Vecchio, o alla chiesa di San Donato a Scopeto, è sostituito con Filippo Lippi».






Perché il magnifico Lorenzo manda a Roma altri e non lui?

«Forse perché non faceva parte del circolo dei suoi più fedeli, dei suoi interlocutori abituali. Leonardo era un figlio illegittimo; non aveva studiato il latino; non entra nella sua cerchia. Così, manda Perugino, Botticelli, i due Ghirlandaio, Pinturicchio. E c’è anche un altro caso in cui Leonardo viene soppiantato da altri».



Cioè?

«Nel 1476, Congiura dei Pazzi. Nell’angolo di un foglio, Leonardo disegna un congiurato, Bernardo Baroncelli, appena impiccato. Andrea del Castagno dipinge la scena su un muro; e Leonardo si appunta i colori e il tipo di stoffa: come se volesse eternarlo; ma lo farà invece Sandro Botticelli».



Però a Milano lascia alcuni grandi capolavori.


IL LIBRO

«Ci arriva portando come regalo una lira d’argento. Ne fa anche un disegno; la suona e vince un concorso, poi, chissà che fine fa: forse sarà stata fusa. Ma appena otto anni dopo, ottiene la prima commissione da pittore: al Castello Sforzesco, nei camerini, con artisti così poco rilevanti da essere rimasti ignoti. Soltanto dopo verranno la Sala delle Asse, la Belle Ferronière, la Dama con l’ermellino, il Cenacolo. Però,quando arriva, scrive al duca di Milano; siccome la lettera non era una per se stesso, egli, che era mancino e per questo scriveva all’incontrario, non si pensi a chissà quali misteri, la scrive da destra. Chissà se mai invia questo curriculum vitae. Sono 11 punti: ciò che sa fare e vorrebbe poter fare. La pittura è l’ultima voce. E lasciamo perdere i guasti dei suoi affreschi, dal Cenacolo, alla Battaglia di Anghiari, finiti assai malamente».



E se non dipinge, a Milano che cosa fa?

«Accumula disegni militari; provaa a eseguire la gigantesca statua di Francesco Sforza, però non la finisce».



E’ pur sempre l’autore della Gioconda, no?

«Recentemente, il Louvre ne ha eseguito la radiografia; non è molto conosciuta: la Gioconda ha il volto scavato, manca del sorriso che l’ha resa celebre. Leonardo se la porta dietro, e ci lavora infinite volte. Insomma, secondo me, dipingeva per necessità. Era più attratto dalla natura, dal modo di controllarne i fenomeni. Anche al Cenacolo, una settimana lavorava come un matto, poi, ce lo dice Matteo Bandello, per vari giorni non si faceva nemmeno vedere».





E la parentesi romana?

«Chiamato da Giuliano de Medici per non far nulla. Studio al Belvedere, si dedicava piuttosto all’anatomia. Era pagato assai poco: 33 scudi al mese, quando Raffaello, in tre anni e per affrescare le Stanze, ne aveva ricevuti 12 mila dal papa. Usava una banca di Firenze, all’Ospedale di Santa Maria nuova; compie un grosso versamento solo quando lavora per la corte milanese: è l’unico. La sua è una vita che va smitizzata. Il solo a apprezzarlo è Francesco I di Francia. Ma, povero Leonardo, il destino poi lo ricompenserà».

Fabio Isman
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Commenti

  1. L'avatar di Fantastica
    però che brutto il verbo "smitizzare"! Demitizzare, via...
  2. L'avatar di Innominata
    Citazione Originariamente Scritto da Fantastica
    però che brutto il verbo "smitizzare"! Demitizzare, via...
    Leonardo ha iniziato e non finito non solo i quadri, ma tantissime cose. Anzi, sembra quasi una regola. Ma tutte quelle cose erano inedite, ancora totalmente impensate, uniche nella loro origine e originalità. E non c'era la tecnica: Leonardo aveva solo il suo cervello, che doveva arrendersi a ciò che per la tecnica di allora era intransitabile. Non era un pittore, non era uno scultore, non era un ingegnere, non era un architetto, non era uno scienziato o un matematico, era un genio. Asservito allo studio del dettaglio, in maniera geniale ma parziale. Descritto come apparentemente anaffettivo, tranquillo fino al numbing, sessualmente indifferenziato, abitudinario fino all'inverosimile (abitudini strane....) , con gusti alimentari idiosincratici, nonché oltre che mancino ossessionato e compiaciuto nel vedere e raffigurare le cose alla rovescia, preda di interessi pervasivi che poi venivano smantellati (forse anche perché la tecnica di allora infliggeva inesorabili mortificazioni). Alcuni hanno ravvisato in questo suo modus diversi tratti HFA ( autismo ad alto funzionamento ). Di sicuro il suo cervello era sostanzialmente diverso da quello di Raffaello o Michelangelo. Io ho avuto una vera fissa per lui per parecchi anni
  3. L'avatar di Fantastica
    [QUOTE=Innominata;bt10232]Leonardo ha iniziato e non finito non solo i quadri, ma tantissime cose. Anzi, sembra quasi una regola. Ma tutte quelle cose erano inedite, ancora totalmente impensate, uniche nella loro origine e originalità. E non c'era la tecnica: Leonardo aveva solo il suo cervello, che doveva arrendersi a ciò che per la tecnica di allora era intransitabile. Non era un pittore, non era uno scultore, non era un ingegnere, non era un architetto, non era uno scienziato o un matematico, era un genio. Asservito allo studio del dettaglio, in maniera geniale ma parziale. Descritto come apparentemente anaffettivo, tranquillo fino al numbing, sessualmente indifferenziato, abitudinario fino all'inverosimile (abitudini strane....) , con gusti alimentari idiosincratici, nonché oltre che mancino ossessionato e compiaciuto nel vedere e raffigurare le cose alla rovescia, preda di interessi pervasivi che poi venivano smantellati (forse anche perché la tecnica di allora infliggeva inesorabili mortificazioni). Alcuni hanno ravvisato in questo suo modus diversi tratti HFA ( autismo ad alto funzionamento ). Di sicuro il suo cervello era sostanzialmente diverso da quello di Raffaello o Michelangelo. Io ho avuto una vera fissa per lui per parecchi anni[/QUOTE]

    Certe fisse sono encomiabili :)
    Questi saggisti odierni scrivono banalità con titoli accattivanti giusto per i polli, a ben vedere.
  4. L'avatar di Minerva
    Citazione Originariamente Scritto da Innominata
    Leonardo ha iniziato e non finito non solo i quadri, ma tantissime cose. Anzi, sembra quasi una regola. Ma tutte quelle cose erano inedite, ancora totalmente impensate, uniche nella loro origine e originalità. E non c'era la tecnica: Leonardo aveva solo il suo cervello, che doveva arrendersi a ciò che per la tecnica di allora era intransitabile. Non era un pittore, non era uno scultore, non era un ingegnere, non era un architetto, non era uno scienziato o un matematico, era un genio. Asservito allo studio del dettaglio, in maniera geniale ma parziale. Descritto come apparentemente anaffettivo, tranquillo fino al numbing, sessualmente indifferenziato, abitudinario fino all'inverosimile (abitudini strane....) , con gusti alimentari idiosincratici, nonché oltre che mancino ossessionato e compiaciuto nel vedere e raffigurare le cose alla rovescia, preda di interessi pervasivi che poi venivano smantellati (forse anche perché la tecnica di allora infliggeva inesorabili mortificazioni). Alcuni hanno ravvisato in questo suo modus diversi tratti HFA ( autismo ad alto funzionamento ). Di sicuro il suo cervello era sostanzialmente diverso da quello di Raffaello o Michelangelo. Io ho avuto una vera fissa per lui per parecchi anni
    eccome, il genio.
    è divertente come ogni tanto ci sia qualcuno che per attirare un po' di attenzione punti tanto in alto .
    è successo un sacco di volte anche con caravaggio