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Sognando Chagall

il duro lavoro del pornostar

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“Nel sesso “normale” fra due persone, tutto il bello sta nel godere dei corpi in maniera reciproca. Nei film porno, tutto è concentrato nella necessità di essere a favore di camera, per poter offrire la miglior immagine dei tuoi genitali”. Sono almeno cinque, e tutte “indiscutibili”, le ragioni elencate da Lance Hart, pornostar, che, da sole, bastano a far crollare il mito di una “professione” da super fortunati: quelli che sono pagati per fare sesso, in tutti i modi e in tutte le forme.

Lance, che si definisce “modello e produttore di pornografia fetish”, spiega il suo desiderio di raccontare il “dietro le quinte” delle sue produzioni con una frase che è chiarissima nella sua semplicità: “faccio roba strana online e non vedo perchè non debba scriverne”. Così il suo blog diventa un vademecum per tutti coloro che vogliano saperne di più su quel mondo o che, addirittura, stiano meditando di entrarne a far parte. Usando un linguaggio che poco lascia all’immaginazione, Lance spiega che, per ottenere un buon film porno, agli attori viene richiesto di girare scene di sesso mantenendo “angolazioni” che “nessun umano sceglierebbe” durante un rapporto. E per le donne è anche peggio visto che quelle “angolazioni” le subiscono, spesso sfidando la natura che, ignara di Youtube, non è adeguatamente strutturata. Insomma, sembra di sentire la pena di queste “interpretazioni” piuttosto che intravvederne il piacere.

Il resto, poi, se possibile, è anche peggio. Se si gira una scena di sesso orale, infatti, c’è da farsi venire un attacco isterico. Per quanto le appassionate di “Sex and the City”, possano aver già appreso dal loro guru sessuale, Samantha, durante una scena “cult” della serie, che una prestazione sessuale orale, in inglese viene definita “lavoro” (blow job) non a caso, dal momento che richiede una gran fatica, il resoconto del giovane Hart lascia, non usando doppi sensi, assolutamente senza fiato. “Noi giriamo un film ed è una regola universale che nulla che valga la pena di essere visto, possa essere girato velocemente. Per questo, capita che le attrici si stanchino e gli attori comincino ad avvertire una certa “pressione” che mette a serio rischio l’integrità dei loro “strumenti” di lavoro. Essere pagati per girare una scena di sesso orale, insomma, equivale a lasciarsi “masticare” per circa un’ora fingendo di divertirsi.

Il racconto dell’affaticato attore, poi, raggiunge dei momenti di assoluta ilarità come quando ci rivela un altro retroscena che, probabilmente, rischia di rompere la magia dei siti porno, producendo un “effetto risata”
incontrollabile. Per rendere più “scorrevoli” le scene, infatti, vengono usate quantità inimmaginabili di lubrificanti che, nella foga delle riprese, e anche grazie alla loro durata, si allargano su tutti gli angoli del set e su tutte le parti del corpo.

Lance, che spesso usa la sua casa reale come set per le sue produzioni, è, fra le altre cose un appassionato di gatti, caratteristica che annota addirittura nel suo profilo twitter. “I lubrificanti sparsi sul pavimento di legno - racconta - diventano come una pericolosa pista di ghiaccio. I miei gatti scivolano volando da un lato all’altro della casa”. E giusto per non toglierci completamente la suspense del racconto, chiosa dicendo “o, perlomeno, io spero che si tratti di lubrificanti”.

Nel suo blog, Lance, affronta anche temi più “politici” come il doppio standard che viene usato per uomini e donne nell’industria del porno. “Se un uomo gira anche scene di sesso gay viene guardato male da molti suoi colleghi mentre per una donna è normalissimo girare scene con uomini e con donne senza essere giudicata “strana” per questo”. Per una volta, insomma, una discriminazione di genere al contrario. Forse. O forse no, visto che questo doppio metro di giudizio deriva comunque dalla visione machista che domina nel mondo del porno.

C’è poi la questione dei preservativi che, secondo una legge approvata in California, sono obbligatori sui set. “Ovviamente - ammette Lance - se chiedi a qualcuno se bisogna usare un condom in un film porno ti dice di sì perchè è come chiedere se un bambino deve imparare a leggere. Ovvio che si. Bisogna capire però che per ottenere quella scena di 10 minuti, usando un preservativo, ci vorranno 4 ore di girato con il risultato di un attore collassato”. Per concludere il suo esilarante (ma verosimile) racconto, Lance descrive anche due altri elementi che ci aiutano a capire quanto sia dura (di nuovo, senza doppi sensi) la vita di un porno attore: l’enorme difficoltà nel girare scene di sesso anale e quella di avere continuamente erezioni degne di nota.

Beh nemmeno degne di nota, ma degne di essere riprese per il piacere di chi, da casa, può continuare a illudersi che quello di Lance e dei suoi colleghi sia un mondo fantastico.

Aggiornato il 12/08/2014 alle 23:54 da Minerva

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