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Sdraiamoci su un tappeto di assoluti

Mio padre

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Mio padre, per esempio,
che una volta era giovane
e con gli occhi blu,
ritorna
nelle notti più buie
in veranda e bussa
selvaggiamente alla porta,
e se io rispondo
devo essere preparata
al suo volto di cera,
al suo labbro inferiore
gonfio di amarezza.
E così, per lungo tempo,
non ho risposto,
ma ho dormito a tratti,
tra le ore del suo bussare.
Ma alla fine venne la notte
in cui sgusciai fuori dalle lenzuola
e con passo incerto scesi nell’ingresso.
La porta si aprì
ed io seppi d’essere salva
e che potevo sopportarlo,
patetico e vuoto,
con persino il minore dei suoi sogni
congelato dentro sè,
senza più meschinità.
E lo accolsi e lo interrogai
dentro casa,
e accesi la lampada,
e lo guardai nei suoi occhi assenti,
nei quali vidi finalmente ciò che un bambino deve amare,
vidi ciò che l’amore avrebbe potuto fare
ci fossimo amati in tempo.
*

Mary Oliver
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Commenti

  1. L'avatar di Hellseven
    Non consocevo questa poesia e neppure questa poetessa.
    Mi sono perso molto ma ho tempo per rimediare.
    Grazie mille, di vero cuore
  2. L'avatar di Leda
    Citazione Originariamente Scritto da Hellseven
    Non consocevo questa poesia e neppure questa poetessa.
    Mi sono perso molto ma ho tempo per rimediare.
    Grazie mille, di vero cuore
    E' un piacere, dico davvero.
    Spero sempre che ognuno trovi la poesia adatta a sè, che apra le porte giuste, spesso quelle che si muovono scivolando con fatica su cardini nobili, arrugginiti dal tempo.