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Sognando Chagall

lucian freud

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Lucian Freud è ricordato per essere senza dubbio uno dei pittori più particolari della seconda metà del Novecento. Il suo modo di dipingere tendeva reinterpretare e a distorcere la realtà, tanto da essere accostato a quello di Francis Bacon, suo amico e collaboratore.

Ma forse non tutti conoscono un aspetto dell'artista che invece, da quanto racconta chi lo ha conosciuto, come il giornalista Geordie Greig, che ha scritto un libro su di lui (Breakfast With Lucian: A Portrait Of The Artist) sembra essere stato molto importante. Freud sarebbe stato un inguaribile donnaiolo. Il suo studio era un viavai di amanti, come racconta uno dei soggetti dell'artista, Raymond Jones, che posò per lui.

Jones racconta che, mentre Lucian dipingeva, alla porta bussò una donna che entrò e senza dire niente si diresse verso il bagno. A quel punto il pittore disse: "Faccio una pausa, non starò via a lungo" e seguì la donna nel bagno. Poco dopo Jones udì dei colpi ritmici provenire dalla stanza. Dopodiché Freud si fece una doccia e tornò al lavoro completamente nudo dicendo solo "Ho fatto un bagno. Ora possiamo continuare".

Non solo, perché mentre Jones posava con un topo vivo vicino ai testicoli, probabilmente mezzo drogato per restare fermo per il tempo necessario a completare il dipinto, Lucian lo informò: "Se tu fossi stato una donna, sarei andato a letto con te".

Freud frequentava molte donne contemporaneamente, e spesso queste erano sposate. In più occasioni il pittore avrebbe rischiato la vita sia per fuggire dalle finestre delle sue amanti, sia per la rabbia delle stesse, che presto o tardi scoprivano di non essere affatto le uniche donne frequentate dall'artista.

Poi, Lucian finì per diventare violento lui stesso. Anne Dunn, la figlia di un industriale canadese che ebbe una relazione con lui per anni, dice di aver smesso di concedersi a lui perché durante il sesso aveva dei comportamenti aggressivi, tanto da averle stretto un seno fino a farle male.

Ma la stessa violenta passione, Freud la metteva nella pittura. Sophie de Stempel, diciannovenne studentessa di arte che fu la sua amante per dieci anni, dal 1980 in poi, racconta come una volta, mentre dipingeva, Lucian si pugnalò una coscia con un pennello, dicendo che era come per un fantino dare la carica al cavallo.


Lo scultore greco Vassilakis Takis, che lo conosceva bene, afferma che Freud ebbe circa 500 amanti. Insomma, era il nipote di Sigmund Freud e si vedeva: la sua vita e quindi la sua arte senza il sesso non avrebbero avuto senso. Peraltro, nemmeno a farlo apposta, aveva grossi problemi con i genitori: da quando il padre Ernst morì, lui si attaccò alla madre Lucie, che soffriva di depressione, in maniera ossessiva.

Ma la sua storia fu segnata profondamente anche da un'altra donna, Lorna Wishart, di cui Lucian si innamorò quando aveva 19 anni. Lorna aveva undici anni più di lui ed era sposata con lo scrittore Laurie Lee. Fu una relazione drammatica: una volta Laurie, sentendosi tradito, progettò di uccidere Lorna e poi di suicidarsi, ma alla fine non ne ebbe il coraggio. Un'altra volta, a Piccadilly, Freud e Lee fecero a pugni in mezzo alla strada. Dopo quella volta, Lorna decise di lasciare il marito e di andare a vivere con Lucian.

Peccato che l'allora sconosciuto e squattrinato pittore in breve tempo avesse già un'altra amante, l'attrice Laura Tennant. Lorna scoprì la relazione e lo lasciò. Freud fece di tutto per convincerla a restare (addirittura una volta si presentò da lei con una pistola minacciando di uccidersi), ma fu tutto inutile.

Forse, almeno per una volta, Lucian si era innamorato davvero.

Aggiornato il 17/09/2013 alle 17:14 da Minerva

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