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Sognando Chagall

selvaggia ,cuore di mamma

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Sette primavere


15.01.12
Cosa augurarti, piccolo mio.
Intanto che tu possa mantenere questa tua grazia, innata. Una grazia d’animo e di cuore che è cosa rara e ti impedisce anche solo di strappare un giocattolo o di dire certe cose stonate, che solo i bambini, con la loro purezza feroce, sanno dire. Ti auguro, piccolo mio, di mantenere quel piglio sicuro che hai quando chiedi che ti si parli come agli adulti. Ci sono cose che vanno pretese, per risparmiarsi le attese e il livore covato. E se le chiederai con quella faccia e il mento un po’ su da fidanzatino che aspetta il primo bacio, il mondo non saprà dirti di no. Mi piacerebbe che mantenessi quel pudore delicato, con cui chiedi di chiudere la porta o di non raccontare dei tuoi primi amori alle mie amiche. O con cui abbassi lo sguardo se c’è la scosciata di turno in tv. Mi piaci perfino quando tiri fuori l’animo bacchettone e mi dici “mamma copriti”, perchè la volgarità è una bestia orrenda e dovrai difenderti dalle sue zampate. Vorrei Leon, che riuscissi a conservare questa tua attitudine meravigliosa all’ascolto. All’attenzione per gli altri. L’empatia è il regalo più bello che la vita t’abbia fatto. Negli anni, sono cambiate tante maestre ma tutte hanno detto sempre, incredibilmente la stessa cosa. “Suo figlio è un piccolo assistente sociale, sa prendere tutti per il verso giusto”. Mi sono commossa quando la mamma di un bambino problematico mi ha fermata in un corridoio: “Io devo ringraziare suo figlio, perchè Leon ha aiutato mio figlio, lo ha fatto crescere e sentire amato”. E mi commuovo quando dici che quel bambino è cattivo fuori, ma solo per difendersi perchè ha troppi problemi dentro. O che quel bambino picchia ma non fa male a te, fa male a se stesso. O quando mi dici “Ti vedo giù” o “Va tutto bene?” o “Quel vestito è nuovo?” o “Mamma ma quanto scrivi? Non ti stanchi?”. O quando io ti dico “Stasera stai con la babysitter!”, ti lamenti, io rispondo ok, resto a casa e tu allora mi guardi e fai: “No va bene, non ti preoccupare, vai”. E io mi sento bambina di fronte alla tua comprensione adulta e generosa. Ti auguro, Leon, di continuare a ricevere regali e fortune sentendoti amato, non viziato. Non ti ho neppure dovuto educare alla conquista, all’attesa, perchè hai sempre chiesto senza arroganza e conservi lo stupore nel ricevere anche se hai più di quello che sarebbe morale possedere. C’è poi la faccenda della bellezza. Che è una gran fortuna, piccolo mio. Sei bello e dovrai ricordarti sempre che la tua faccia non è un merito, ma un regalo. Non accomodatrici, sulla bellezza, perchè se la si usa come trono è un regalo pieno di insidie. Usala come fosse un cavallo. Cavalcala, leggero e con fierezza, ma rispettala e siile grato, sempre, perchè olierà tanti ingranaggi. Conserva, piccolo mio, il tuo amore per gli slanci. Per le dichiarazioni d’amore improvvise, per gli abbracci, i ti amo, i quanto ti voglio bene, i sei bellissima, i vieni qui da me. Avvolgile, le persone che ami. Non ti risparmiare, mai, che tutto ciò che non si dice, prima o poi, cerca voce. E se non gliela dai al momento giusto, poi avrà quella dei rimorsi, della ruggine, dell’irrisolto. Non c’è scampo. Vivi, Leon. Buttati. Sii vittima di qualche passione e carnefice di qualche conformismo. Cerca di fare il lavoro che ti piace. Non quello che ti farà guadagnare di più, ma quello che non smetterai di fare anche quando starai facendo altro. E non perchè non riuscirai a smettere di lavorare ma perchè sarà la tua passione, e la ritroverai in tutto. Nelle cose, nelle persone,nei luoghi. Studia. E non per collezionare qualche A. Ma per difenderti, per non permettere a nessuno di raggirarti. Perchè è bello, sapere. Fare collegamenti. Avere letture diverse. Sii curioso, leggi, informati, continua a fare domande come le fai oggi, chiediti il perchè di tutto e ricordati che le riposte non si trovano, si cercano. Ti auguro, piccolo mio, di conservare qualcosa dei tuoi eroi preferiti. Di saltellare sui problemi con la buffa leggerezza di Super Mario, di avere l’ironia sgangherata di Jack Sparrow, perchè l’invincibilità non diventi spocchia. Ti servirà anche la scorza di Bowser, in certi giorni, ma non dimenticare di sfoderare il candore di Spongebob, di tanto in tanto. Ah già. Poi c’è questa tua passione per i cattivi. Questa tua teoria che sono più divertenti. Un po’ è vero, ma scoprirai, crescendo, che c’è più coraggio nella scelta di essere persone buone e i tuoi eroi, spero, avranno magari vestiti grigi ma idee cangianti. Coraggiose. Non ti auguro altro, Leon. Ti basterà questo, perchè arrivi anche il resto. E io, da mamma, ti faccio solo una raccomandazione. No, non è la maglia di lana. E’ quella, come dice Eliot, di non misurare la vita con cucchiaini da caffè.
E infine, piccolo mio, grazie. Perchè in molti, in questi anni, mi hanno chiesto se è difficile crescere un bambino da sola, ma nessuno ha mai chiesto a te se è difficile crescere con una mamma sola. Una mamma che a volte ti porta al cinema come un fidanzato, ti chiede comprensione come fossi un papà, ti costringe al tour dei negozi come un’amica. Una mamma poco ordinaria e molto fortunata. Perchè quando mi chiedono come ho fatto a farti venir su così, io lo so che ho pochi meriti. Lo so che sei speciale, di tuo.
Buon compleanno Leon. E sappi che queste tue sette primavere, sono state le mie sette estati.
Mamma.

Scritto da Selvaggia alle ore 01:27
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Commenti

  1. L'avatar di Minerva
    la lucarelli è sempre tanto ironica e tagliente quanto è dolce in questa dedica.
    e quanto la capisco nella gratitudine al figlio; penso spesso anch'io a quanto sono stata fortunata con la mia ragazza