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tremate. tremate...le mammane son tornate

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Il ritorno delle "mammane", tra obiezione e consultori chiusi cresce il fenomeno degli aborti clandestini
di Antonella Loi




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L'ultimo episodio risale a qualche giorno fa. Una ragazzina di 17 anni finisce in ospedale a Roma con una grave infezione contratta dopo aver abortito due gemelli, grazie a una dose massiccia di farmaci per l'ulcera. A fornirle l'abortivo di fortuna una coppia di rumeni dedita al traffico clandestino di pillole atte all'uso. Costo dell'operazione 50 euro, compresi i consigli da parte degli improvvisati ginecologi sulla somministrazione e il dosaggio. Una vicenda inquietante che riporta il nostro Paese indietro di trent'anni, a quando cioè non esisteva una legge sull'interruzione volontaria di gravidanza. E abortire era un reato punito con il carcere. Episodio questo che se da una parte chiama in causa le polemiche sui continui tentativi di depotenziare la 194 o sull'introduzione della pillola Ru486, dall'altra punta i riflettori su un fenomeno in crescita. Perché quello della 17enne non è un caso isolato.
Tornano le "mammane" - Sempre più donne - è la denuncia che arriva da più parti - ricorrono a quelle che un tempo venivano chiamate "mammane", le quali, nelle ombre della clandestinità, liberavano dalla maternità indesiderata. A costo di infezioni gravi, spesso mortali. A testimoniarlo i referti medici e i frequenti sequestri di farmaci abortivi di contrabbando. Ecco la domanda: com'è possibile che nonostante la 194 garantisca l'interruzione volontaria di gravidanza entro i 90 giorni e, per motivi legati alla salute della madre e del feto, anche oltre i tre mesi, il fenomeno sia in sensibile aumento?

Dall'obiezione ai consultori: la geografia italiana
L'80% dei ginecologi è obiettore - In un Paese come l'Italia dove nelle strutture pubbliche si raggiungono punte dell'80-85% di medici e infermieri obiettori di coscienza e si arriva all'assurdo dei farmacisti che rivendicano il medesimo diritto (non contemplato dalla legge) rifiutando di vendere la pillola del giorno dopo, già si ottiene un primo fotogramma. Se aggiungiamo l'insufficiente presidio del territorio e la mancanza di investimenti a favore dell'informazione e della prevenzione, la fotografia è completa. Ma è il fattore culturale e la "pressione della morale cattolica" a regalare maggiore nitidezza all'immagine.
Consultori depotenziati - "Questo essere donna pare sia un danno", è il commento amaro di Pina Adorno, presidente della Consulta dei consultori di Roma, le strutture che meglio si adattano all'applicazione della 194. "Subiamo attacchi frontali da anni - spiega - con il risultato che l'obiettivo di una struttura ogni 20mila abitanti, come previsto dalla legge è ben al di là dall'essere raggiunto". La realtà dei consultori - e i 48 della capitale non fanno eccezione - è quella di unità depotenziate a cui viene applicato già da tempo il blocco del turn over e il taglio delle risorse. Con ripercussioni sul numero degli operatori, spiega Adorno, a cui si aggiunge "Il problema delle sedi spesso inadeguate e insufficienti". Nonostante queste difficoltà "i numeri dicono che gli aborti tra le minorenni e le straniere, le categorie più sensibili, sono nel primo caso in diminuzione, nel secondo stabili", aggiunge. A a fronte di una diminuzione costante del numero generale di interventi anno dopo anno.
Adolescenti e straniere - Come si spiega quindi l'aumento degli aborti clandestini? "Noi troviamo spesso difficoltà a indirizzare le donne verso strutture che rispondano subito perché sempre più ginecologi, anestesisti, infermieri diventano obiettori di coscenza. Le liste di attesa si allungano e le donne a volte sono costrette a migrare verso altre città", spiega Adorno. Insomma: abortire in Italia assomiglia a una corsa a ostacoli. E in alcune Regioni diventa un vero e proprio diritto negato. "Se aggiungiamo che le politiche nazionali trascurano l'importante lavoro dei consultori, arrivando all'estremo che nelle campagne sulla salute e sulla maternità mai veniamo menzionati - dice - le informazioni non arrivano proprio alle fasce più deboli". Cioè le minorenni e le straniere che quindi si rivolgono alle pericolose "mammane" degli anni Duemila. "Le straniere senza permesso di soggiorno - spiega Adorno -, per esempio, non sanno che si possono rilasciare delle tessere sanitarie provvisorie che permettono di ottenere il trattamento gratuitamente e in tutta sicurezza senza il pericolo di essere denunciate agli uffici dell'immigrazione".
Dov'è la politica? - Porre mano all'attualità italiana e renderla più civile insomma si può. Quel che serve è un intervento politico mirato a contrastare un fenomeno in costante crescita. "Aborto e obiezione di coscienza sono il problema che bisogna affrontare insieme", dice Donatella Mattesini, senatrice del Pd e firmataria di un'interrogazione parlamentare presentata un mese e mezzo fa. "Bisogna trovare delle soluzioni per contrastare la diffusione dell'obiezione di coscienza tra il personale sanitario che spesso ha motivi diversi dall'etica e alla religione". Chi non pratica gli aborti, spiega, il più delle volte è mosso "dalla maggiore facilità nel fare carriera, motivi d'interesse insomma". Come dire che se la legge lo consente è più conveniente scegliere di non fare il "lavoro sporco".
Il silenzio di Lorenzin - Il risultato però è il dramma di un'adolescente che si affida a loschi contrabbandieri di medicine pericolose e non controllate. "Quello che chiediamo - dice la senatrice - è tornare all'applicazione della 194 trovando soluzioni che non confliggano con l'obiezione e garantiscano il servizio". E poi, essenziale, promuovere l'educazione alla sessualità per evitare "il diffondersi di gravidanze indesiderate così come delle malattie sessualmente trasmissibili". Ci sono aperture da parte del governo Letta e dell'attuale ministro della Salute, Beatrice Lorenzin? "Per ora non abbiamo ottenuto risposta - taglia corto la senatrice - ma aspettiamo di incontrala per fare un'analisi seria".
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Commenti

  1. L'avatar di Nausicaa
    Avevo 18 anni quando feci l'amore col mio ragazzo, e il preservativo si ruppe.
    Che difficoltà telefonare a un medico per chiedere come potessi fare...e quanti no e poi no da tutti. Trattata anche un pò da puttana, ovviamente.
    Alla fine andai da un ginecologo privato, grazie ai soldini procurati dal mio ragazzo. E finalmente ebbi la pillola del giorno dopo.
    Nella paura, nella vergogna.

    Non era come scriveva la guida alla maternità della Prenatal

    E da quello che so, le cose non sono migliorate.
    Non dappertutto fortunatamente. Nella mia città d'adozione il percorso è invece molto semplice, e le ragazze che hanno bisogno di aiuto trovano non solo quell'aiuto, ma anche consigli, visite, informazione.

    Ma la mia città, ahimè, è una perla rara.
  2. L'avatar di Minerva
    anch'io ebbi un'avventura in cerca della pillola del giorno dopo che nessuno mi ha mai dato, quella volta andò bene.
    ma ho poi dovuto scoprire cosa voglia dire abortire e piango ancora adesso
  3. L'avatar di Nausicaa
    Citazione Originariamente Scritto da Minerva
    anch'io ebbi un'avventura in cerca della pillola del giorno dopo che nessuno mi ha mai dato, quella volta andò bene.
    ma ho poi dovuto scoprire cosa voglia dire abortire e piango ancora adesso
    Mi dispiace. Mi dispiace davvero.

    Quando sono rimasta incinta la seconda volta, ho valutato. E piangevo ogni volta che ci pensavo. Poi se ne andò da solo, ma...
    Anche solo immaginare è terribile.

    Se mi permetti, ti abbraccio forte.
  4. L'avatar di Minerva
    è stato doloroso prenderne la vera consapevolezza il giorno che sono diventata madre.
    succede , è successo a tante donne,l'abbraccio va a tutte quante
  5. L'avatar di Nausicaa
    Citazione Originariamente Scritto da Minerva
    è stato doloroso prenderne la vera consapevolezza il giorno che sono diventata madre.
    succede , è successo a tante donne,l'abbraccio va a tutte quante

    A tutte.
    Di prima mano a te per una volta
  6. L'avatar di devastata
    Almeno il 50% sono FALSI OBIETTORI DI COSCIENZA, che non hanno, solo per fare carriera e/o i peggiori addirittura per poi fare aborti a pagamento.

    Appellarsi all'obiezione di coscienza per la 'pillola del giorno dopo' è davvero assurdo.