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Sognando Chagall

culto della bellezza II parte

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"La Bellezza è lo splendore del Vero" secondo Platone e anche secondo me. Completando il ragionamento con l'aforisma hegeliano "la verità è l'intero", ecco apparirci un quadro piuttosto delineato. Non c'è verità senza interezza, così come non può esserci bellezza senza verità. Siamo al cospetto di un'aporia, che in "filosofese" sta a significare un discorso senza via d'uscita. Tale scappatoia pare proprio non esserci per gli estimatori della bellezza, professanti il suo culto, o essi amano allo stesso modo anche la verità, oppure il loro amore è nullo. L'importanza di sentirsi "uni con l'Uno" per dirla con Plotino - il più insigne dei neoplatonici - è basilare proprio in virtù di conseguire una fusione con la bellezza/verità che ci attira nella sua rete. I cercatori del bello/vero, fra i quali mi allineo volentieri, non possono però prescindere da una loro etica ferrea, riassumibile con l'adagio kantiano: "Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro me". Per rispettare quest'etica fuori dal comune è necessario, tuttavia, divenire i più severi giudici di se stessi. D'altronde però, com'è facile intuire, non si può rispettare qualcosa in cui non si crede ciecamente. Eccoci, dunque, giunti alla professione del nostro credo. Con il noi intendo precisamente: noi cercatori del bello/vero. Noi crediamo che le brutture di questo mondo possono essere sconfitte dai bagliori del bello, i cui raggi ci conducono al di fuori della caverna platonica nella quale sono rinchiuse le nostre vite. Inerpicandoci per l'irto sentiero, noi possiamo giungere finalmente alla contemplazione del sommo bene: del Sole, il quale ci libererà dal regno dell'Ombra nel quale siamo ingabbiati. Le Vie che portano all'Uno sono infinite, come infiniti sono i nomi che gli sono stati dati nel corso degli evi. C'è chi l'ha chiamato "Signore", chi "Sole", chi "Uno". Ma non importa con quale denominazione lo si voglia chiamare, sempre allo stesso concetto trascendentale ci si riferisce. Una vita priva della dimensione trascendentale è una vita bestiale, nel senso che solo le bestie possono condurla. Noi uomini abbiamo bisogno di nutrire tanto il nostro corpo quanto la nostra anima. E nutrimento di quest'ultima è la trascendentalità
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