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Sognando Chagall

il termometro dell'arte

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Anna Guaita per "Il Messaggero"

Nel mondo dell'arte gli artisti lamentano spesso il predominio delle grandi case d'asta o delle megagallerie. I piccoli, i medi, hanno in genere poco spazio e poca possibilità di conoscersi, confrontarsi e soprattutto attirare investitori. Per questo però ci sono le fiere, e nel panorama fieristico, New York ha da tempo brillato con la sua oramai storica fiera "Armory Show" che quest'anno compie cent'anni, e che fu cruciale nel secolo scorso per aprire la mente dei collezionisti americani all'arte moderna.

Ma dall'anno scorso, New York ha accolto una nuova venuta: la filiazione della decennale fiera londinese Frieze. I due creatori dell'appuntamento inglese, Amanda Sharp e Matthew Slotover hanno debuttato nel 2012 e stanno rilanciando quest'anno con un'edizione che ha creato eccitazione fra investitori e pubblico. Con l'aiuto di Cecilia Alemani, la curatrice italiana che a New York è oramai un nome solidamente affermato, Frieze è stato inaugurato giovedì e durerà fino a domani. Oltre mille artisti di quasi 40 Paesi e 186 gallerie espongono sotto un tendone ad hoc che si snoda lungo la costa occidentale dell'isola di Randall, nel cuore dell'East River.


LA CONTRAZIONE
È ancora presto per valutare il successo economico della Fiera. L'anno scorso 45 mila visitatori investirono milioni di dollari (un Martin Kippenberger andò per un milione e mezzo di dollari). Quest'anno il mercato dell'arte contemporanea soffre un po' dal fatto che i cinesi sono meno pronti a spendere. Si calcola che ci sia stata una contrazione al livello mondiale di circa il 7 per cento. In compenso però gli americani, che stanno finalmente uscendo dalla crisi, ricominciano a comprare, e Frieze spera di rivelarsi il termometro di questa ripresa. Gli organizzatori hanno confermato che il "movimento" è stato vivacissimo sin dalle prime ore.

La fiera è organizzata in sezioni: ci sono gli stand monotematici, con un solo artista - come il brasiliano Alexander Da Cunha, o il sudafricano Zander Blom o la statunitense Dianna Molzan - o stand per due o stand in cui una galleria porta un gruppo di propri artisti. Ci sono sezioni per gallerie più "giovani", che esistono da meno di sei anni, e quella per le gallerie più stagionate. La rappresentanza di gallerie italiane è limitata, ma illustre, dalla Massimo de Carlo alla Kaufmann Repetto, Massimo Minini, Lorcan O'Neill, T293, Franco Noero, Alfonso Artiaco e Raffaella Cortese.

C'è un'area dedicata ai Progetti Speciali, per la quale Cecilia Alemani ha chiesto agli artisti «di intervenire installando opere stimolanti che trattino le abitudini di tutti i giorni e i comportamenti collettivi».

Un esempio di questi progetti è firmato dall'artista californiana Liz Glynn, che ha ricreato uno speakeasy, uno dei bar clandestini comuni negli Usa all'epoca del proibizionismo. Un altro è stato ideato dalla polacca Maria Loboda, la cui "Stanza da Fumo in un Palazzo privato a Bruxelles nel 1905", è un tentativo di fondere interno ed esterno, colori e profumi.

Considerato che compratori e pubblico devono fare un viaggio un po' faticoso per arrivare sin nell'isola (difficile da raggiungere perché collegata da un solo ponte) fortunatamente Frieze ha anche largheggiato - e con eleganza- sul fronte ristorazione. Randall's Island è un'isola in piena rinascita e recupero, dopo che nei secoli passati era stata deposito di indesiderabili di ogni tipo, dai malati di mente agli alcolizzati, ai delinquenti.

Oggi ci si tengono appuntamenti d'arte, ma anche concerti e gare sportive. Sui suoi prati bagnati dalle acque del fiume si tiene la parte esterna della fiera, il "Parco delle Sculture", questo curato da Tom Eccles. Qui domina la scultura di Paul McCarthy, un gigantesco cane rosso gonfiabile, alto 25 metri. Provocatorio è dir poco. Anche per i non addetti ai lavori, è ben chiaro che si tratta di una trasparente parodia delle opere del re del pop, Jeff Koons, e dei suoi cani, "gonfiabili", in acciaio, per i quali i collezionsti sono pronti a sborsare milioni di dollari.



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