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Palazzo Pinceton!

cuore di donna

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Ho letto tutto il 3D con un misto di emozioni, alcune fortissime. E' uno dei 3D che ultimamente mi ha fatto più pensare.
Ho letto il tuo racconto, la lucidità nell'autogiudizio, la severità, forse troppa, la complessità e la voglia di non banalizzare ciò che banale non è. Mi ha colpito davvero molto, sia il merito -la tua storia- che come l'hai scritta dipanandola frase per frase, come hai risposto alle repliche. Le tinte non edulcorate (non te la racconti mica) ma difese al bisogno con parole e concetti precisi. Ho letto e sentito la forza di quel che vivi, la forza di quel che hai, la forza del male che senti.
Io lo so come è avere un amore invivibile ma incoercibile se non a fatica, con dolore. So come è avere quel pezzetto di vetrino in tasca, quel tempo che si ferma, che vita tutta non è, ma è vita eccome. So come è avere una persona che non c'è ma c'è.
Però, non so cosa è tradire e non so molto della colpa della "madre degenere". A me sembri tutto fuorché degenere, mi sembri una giovane mamma saggia, attenta, partecipe, che ama molto le sue bimbe e la famiglia e lo fa con partecipazione e intelligenza. Non ho risposte, non ho idea di cosa dovresti fare per stare meglio, per non far formare quella quella crepa che senti così dolorosamente. Però, intanto, la spietatezza con la quale ti giudichi, senz'altro lucidissima, forse dovresti depotenziarla. E riflettere sul fatto che di amori grandi così, 2 insieme, diversi ma nessuno del tutto sufficiente, non capitano a tutti. Io credo invece sia molto raro, un passaggio di una cometa. Io non so davvero che farei. Non so, intanto sai di non rubare nulla alle tue bimbe. Rinforza questa tua idea invece che sentirti madre degenere. Ha ragione chi ti ha consigliato (mi pare Anais) di stare attentissima di non fare un casino di proporzioni cosmiche. Il problema è ciò che fai, che sai di fare, a tuo marito. Ma sono molto, molto convinta che una donna felice renda più felice chi la circonda. Magari, spostare l'asse: invece di pensare a quello che non, ciò che togli, prova a vedere cosa dai. Ti accorgerai che è tantissimo. Se te ne andassi, non avrebbe nulla. So che può sembrare il mio discorso un'aggiustarsela per avere tutto, ma a me il tuo caso sembra davvero limite. Tu nel mezzo di due forze, mutila nell'uno e nell'altro caso. Io forse, non mi mutilerei. A certi livelli, l'interezza del sé è più importante di altre considerazioni. Salve le bimbe, pensa poi a te. (ora mi arriveranno pietre).
Finisco col dire che forse il consiglio di farsi dare un po' di sostegno psicologico, se non altro per smussare le punte che ti fanno perfino fisicamente male, forse è saggio. Non si va in terapia solo essendo patologici. Ci si va anche per mal di vivere, anche se ce lo si infligge o non si riesce a staccarsene. O se non ri riesce a goderne appieno. L'armonia di sè, la non frantumazione, è importante, molto. Sei una mamma, è ancor più importante. Ok, sei una donna che ama due persone. Intanto, smetti di sputarti in faccia ogni giorno per questo. E dittelo forte: c'è chi non ne ama nessuna (attenzione, questa mia "lassezza" di costumi è un'eccezione, eh. Credo che tu sia la prima -ok, la seconda se conto Tebe, ma è un'altra storia- alla quale consiglio, pur reticente, di continuare a tradire se questo la fa star meglio). Non so, mi hai talmente riportato al cuore una voragine mai sopita e mai davvero chiusa che altro ora non mi riesce di dirti. Un abbraccio forte.

( AnnaBlume)
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