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Sognando Chagall

il male ero io

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Pietro Maso torna in libertà e in un libro scritto con Raffaella Regoli confessa: Il male ero io
Il libro, in uscita il 16 aprile, racconta il percorso di pentimento dopo l'assassinio dei propri genitori - L'anteprima di Tgcom24
foto Ufficio stampa
Il 17 aprile del 1991 Pietro Maso uccide i suoi genitori a Montecchia di Crosara, un paese in provincia di Verona, con l’aiuto di altri tre ragazzi. Per quel delitto viene condannato a trent’anni, che con l’indulto e gli sconti di pena per buona condotta sono diventati ventidue.
Il 15 aprile 2013 sarà un uomo definitivamente libero. In questo libro, scritto con la giornalista Mediaset Raffaella Regoli, per la prima volta Pietro Maso parla di sé: del sogno della “bella vita”, della notte del massacro, degli anni trascorsi in carcere, della sua conversione religiosa, del lungo e travagliato percorso intimo, fatto di pentimento, di preghiera, di perdono. Una testimonianza potentissima, lucida e scioccante, che mette il lettore faccia a faccia con il Male, con la sua logica folle e agghiacciante. Ma che indica anche una via possibile di redenzione e riscatto.
Un estratto - “Sono in piedi accanto ai loro corpi. Morti. Sono in piedi ma non ho percezione di me. Una linfa gelata mi è entrata dentro, nelle vene, nelle ossa, nel cervello. Vado in bagno. Devo lavarmi. Apro a manetta l’acqua calda, tengo la testa bassa. Fisso le macchie sul dorso delle mani. È sangue. È il sangue di mio padre. È il sangue di mia madre. Ci è schizzato sopra, sulle dita. Ma io lo vedo allargarsi sulla pelle, dappertutto. Schiaccio sul dosatore del sapone. Schiaccio, ne voglio tanto. Devo lavarmi bene. Lavo e lavo e lavo ancora. Non so quanto dura: attimi, minuti, mesi, anni. Alzo gli occhi, punto lo specchio. Mi vedo. Mi vedo. È la mia faccia. E non è la mia faccia. Sono io. E non sono io. Giorgio mi spunta alle spalle. A bruciapelo gli chiedo: ‘Guardami, guardami bene: sono diverso?’. Giorgio non capisce: ‘Che...? In che senso diverso? Sei tu. Chi cazzo vuoi essere?’. ‘Mi vedo cambiato... Non so... Sembro più vecchio.’ Il male aveva accelerato improvvisamente la mia vita.”Nome: C_2_articolo_1086075_imagepp.jpg
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Commenti

  1. L'avatar di contepinceton
    Conosco lui di persona, perchè veniva al bar del mio paese.
    Conosco di persona il prof Andreoli.

    Concorco con Andreoli: Zucche vuote.

    Piero Maso è come certe persone del forum.

    Se sono convinte della loro verità una cosa diventa vera.

    Erano seriamente convinti che se ammazzi i genitori il giorno dopo vai in banca e ti danno i soldi.

    Ma di prendere un libro in mano non se ne parla.

    E ci trovavamo al bar con un altro personaggio eccelso che conosco: Carlo Celadon.

    Ecco Maso era invidioso che so dei soldi di Celadon.

    Celadon non ha mai ostentato la sua ricchezza, anzi era un ragazzo semplicissimo, schivo di poche parole che veniva lì al bar con la morosa.

    Due vite segnate poi da eventi tragici.

    Chissà come mai Celadon fu liberato dopo che Gava si dimise, chissà come mai.

    Ma vedi l'errore tutto veneto di famiglia Maso è stato questo.
    Noi genitori abbiamo patito e siamo contadini.
    Le figlie sono serve.
    Lui è il maschio e non deve sporcarse le man e fare la bella vita.

    E in fondo quei genitori sono morti, perchè si sono solo chiesti, ma lì è sta licenzià dal lavoro, come mai ha tuti sti schei par le man?

    Bon intralciavano e quindi via.

    Ma da quel che ho reperito.
    Insomma vivere in carcere è davvero dura.

    Anche perchè esiste un codice tra criminali, e certi crimini sono abietti anche dai criminali.

    At salut.

    Forse tutti noi dovremmo vivere una settimana nella vita in un carcere.

    Per capire
    e diverremmo più misericordiosi e meno giustizialisti.