• La Cassazione riconosce i danni da tradimento

    Storica decisione della Corte di Cassazione che, in seguito al ricorso presentato da una donna tradita dal marito, ha sentenziato il versamento in favore del coniuge tradito, oltre che dei tradizionali danni da addebito, anche quelli strettamente legati all’atto del tradimento, perché “il desiderio di libertà e felicità cercato all’esterno comporta la disgregazione della famiglia”.


    La donna vittima di marito fedifrago, di Macerata, aveva presentato ricorso alla Prima sezione civile, in seguito alla sentenza contraria emessa dalla Corte d’Appello di Ancona dopo la sua richiesta di risarcimento per “danni da tradimento”. Il Tribunale marchigiano aveva assegnato l’addebito del fallimento del matrimonio al marito della sig.ra tradita, con affidamento a quest’ultima delle figlie minorenni, rigettando però l’aggiunta di ulteriori danni, chiesti proprio dalla donna.

    La motivazione dei giudici partiva dal presupposto che la condotta dell’uomo “non sarebbe antigiuridica” e che la richiesta del danno “contrasterebbe con il diritto del coniuge di perseguire le proprie scelte personali, soprattutto in conseguenza della legge che ha eliminato il carattere illecito dell’adulterio”. In seguito a questa decisione piuttosto perentoria, la moglie tradita non si è arresa e, con grande tenacia si è rivolta alla Corte di Cassazione.

    Quest’ultima ha sconfessato la sentenza della Corte d’Appello di Ancona, affermando che, sostenere che la fornicazione è già risarcita con l’addebito “non tiene conto dell’evoluzione giurisprudenziale di questi anni”. Secondo la Cassazione, seguendo la nuova giurisprudenza in materia di tradimenti “il nuovo orientamento punisce un comportamento che, incidendo sui beni essenziali della vita, produce un danno ingiusto con conseguente risarcimento”.

    Ora spetterà alla Corte d’Appello di Ancona stabilire quale sarà l’entità del risarcimento per la moglie tradita. Una sentenza, questa della Prima sezione della Corte di Cassazione, destinata a “fare giurisprudenza” e ad aprire un gran numero di processi con richiesta di risarcimento per i danni alla fedeltà coniugale.


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