Nei secoli XI e XII, sempre per la classe aristocratica:Le regine e le dame, accusate da una fazione avversa di intrattenere relazioni colpevoli con gli uomini che ricevono nella loro ‘camera’ per le necessità dell’intrigo, si discolpano spesso con l’Ordalia: la prova unilaterale del ferro rovente tenuto in mano o quella bilaterale, del duello in cui ci si fa rappresentare: la prima rivela una certa solitudine dinanzi all’accusa, la seconda presuppone l’intervento di un campione, familiare, parente….o amante. Isotta, Ginevra e tutta una galleria di eroine epico-romanzesche, che non appaiono davvero tutte innocenti, riescono così a sfuggire al verdetto della corte feudale del loro signore e padrone.
Negli statuti urbani del XII secolo in Italia e del XIII in Francia, si trovano articoli sulla punizione dell’adulterio che prevedono dure pene sia per gli uomini che per le donne. Così, ad esempio, le Consuetudini di Tolosa del 1293, che raccomandano e illustrano in un disegno la castrazione di un marito adultero.
Negli statuti urbani del XII secolo in Italia e del XIII in Francia, si trovano articoli sulla punizione dell’adulterio che prevedono dure pene sia per gli uomini che per le donne. Così, ad esempio, le Consuetudini di Tolosa del 1293, che raccomandano e illustrano in un disegno la castrazione di un marito adultero.

