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Risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: "il nuovo me" "parti di me che non conoscevo"

  1. #1
    Utente Nirvanico L'avatar di passante
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    "il nuovo me" "parti di me che non conoscevo"

    ok. questi sono temi ricorrenti qui dentro. "sono cambiato, lui no. ho scoperto nuove parti di me. sono una persona diversa... in questa relazione metto in gioco parti di me che con lui, invece non conoscevo" ecc. (scusate scrivo tutto al maschile perchè mi viene più facile). e sono cose che sento anche di persona da qualche amico/a.
    però io mi chiedo (e non ho la risposta).
    ma non è che sta proprio qui il punto "duro" del gioco? non sarà proprio su questo che si gioca la veridicità della promessa matrimoniale? cerco di spiegarmi. ogni scelta implica delle rinunce. se scelgo matteo non rinuncio solo a altre persone, ma rinuncio a cento possibili vite diverse e, soprattutto, mi pare, rinuncio ad essere una, dieci, cento persone diverse.
    rinuncio a altri modi di realizzarmi ed essere felice.
    ma non saranno proprio queste rinunce che danno valore alla scelta? non nel senso che bisogna privarsi per soffrire, non voglio dire questo, ma per essere felici nel modo più profondo. nel senso che anche quando cambio (perchè è inevitabile negli anni) o scopro altri lati di me, altri bisogni, altre aspirazioni, scelgo di costruire comunque la mia felicità e la mia realizzazione lì dentro, dentro alla mia coppia, anche se sarebbe più immediato, se non più facile, rivolgermi fuori. e accetto per questo la mediazione, la rinuncia a qualcosa di me e l'accoglimento di qualcosa dell'altro.
    un po' come in montagna, alla fine. tu faresti determinate vette, ma devi trovarne che vadano bene ad entrambi e questo finisce per portarti in luoghi che non pensavi, ma che sanno darti comunque una felicità dentro.
    non so se mi sono capito.
    Ultima modifica di passante; 03/11/2012 alle 19:27
    Men do not naurally not love. They learn not to... I think you're a bluffer.

  2. #2
    Utente Figo L'avatar di erab
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    Citazione Originariamente Scritto da passante Visualizza Messaggio
    ok. questi sono temi ricorrenti qui dentro. "sono cambiato, lui no. ho scoperto nuove parti di me. sono una persona diversa... in questa relazione metto in gioco parti di me che con lui, invece non conoscevo" ecc. (scusate scrivo tutto al maschile perchè mi viene più facile). e sono cose che sento anche di persona da qualche amico/a.
    però io mi chiedo (e non ho la risposta).
    ma non è che sta proprio qui il punto "duro" del gioco? non sarà proprio su questo che si gioca la veridicità della promessa matrimoniale? cerco di spiegarmi. ogni scelta implica delle rinunce. se scelgo matteo non rinuncio solo a altre persone, ma rinuncio a cento possibili vite diverse e, soprattutto, mi pare, rinuncio ad essere una, dieci, cento persone diverse.
    rinuncio a altri modi di realizzarmi ed essere felice.

    ma non saranno proprio queste rinunce che danno valore alla scelta? non nel senso che bisogna privarsi per soffrire, non voglio dire questo, ma per essere felici nel modo più profondo. nel senso che anche quando cambio (perchè è inevitabile negli anni) o scopro altri lati di me, altri bisogni, altre aspirazioni, scelgo di costruire comunque la mia felicità e la mia realizzazione lì dentro, dentro alla mia coppia, anche se sarebbe più immediato, se non più facile, rivolgermi fuori. e accetto per questo la mediazione, la rinuncia a qualcosa di me e l'accoglimento di qualcosa dell'altro.
    un po' come in montagna, alla fine. tu faresti determinate vette, ma devi trovarne che vadano bene ad entrambi e questo finisce per portarti in luoghi che non pensavi, ma che sanno darti comunque una felicità dentro.
    non so se mi sono capito.
    Sul grassetto non concordo, quando si sceglie una persona non si rinuncia a essere persone diverse o a ricercare
    la realizzazione in altri modi, si rinuncia a farlo "per conto proprio", si sceglie di farlo dando a quella persona
    la possibilità di esserne coinvolta.
    La mia "vita" nel forum resta nel forum, la mia VITA fuori resta fuori
    Non sono qui a cercare la rissa
    Non ho bisogno di mettere qualcuno nella lista degli ignorati per ignorarlo
    Se voglio vedere il wrestling vado a vedermi Triple H
    Sostengo e sempre sosterrò il Darwinismo e la selezione naturale
    Nel dubbio,fai un favore al mondo, non riprodurti
    "L’amore romantico, la droga più pesante che c’è, sotto i cui effetti prendiamo pessime decisioni" (Betty Dodson)

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da passante Visualizza Messaggio
    ok. questi sono temi ricorrenti qui dentro. "sono cambiato, lui no. ho scoperto nuove parti di me. sono una persona diversa... in questa relazione metto in gioco parti di me che con lui, invece non conoscevo" ecc. (scusate scrivo tutto al maschile perchè mi viene più facile). e sono cose che sento anche di persona da qualche amico/a.
    però io mi chiedo (e non ho la risposta).
    ma non è che sta proprio qui il punto "duro" del gioco? non sarà proprio su questo che si gioca la veridicità della promessa matrimoniale? cerco di spiegarmi. ogni scelta implica delle rinunce. se scelgo matteo non rinuncio solo a altre persone, ma rinuncio a cento possibili vite diverse e, soprattutto, mi pare, rinuncio ad essere una, dieci, cento persone diverse.
    rinuncio a altri modi di realizzarmi ed essere felice.
    ma non saranno proprio queste rinunce che danno valore alla scelta? non nel senso che bisogna privarsi per soffrire, non voglio dire questo, ma per essere felici nel modo più profondo. nel senso che anche quando cambio (perchè è inevitabile negli anni) o scopro altri lati di me, altri bisogni, altre aspirazioni, scelgo di costruire comunque la mia felicità e la mia realizzazione lì dentro, dentro alla mia coppia, anche se sarebbe più immediato, se non più facile, rivolgermi fuori. e accetto per questo la mediazione, la rinuncia a qualcosa di me e l'accoglimento di qualcosa dell'altro.
    un po' come in montagna, alla fine. tu faresti determinate vette, ma devi trovarne che vadano bene ad entrambi e questo finisce per portarti in luoghi che non pensavi, ma che sanno darti comunque una felicità dentro.
    non so se mi sono capito.
    Certo che ti danno comunque la felicità ... ma arriva un tempo che nei compromessi ci si sta stretti...
    e ti ritrovi ad andare a visitare "le vette " che avresti voluto fare...
    senza nulla togliere alla felicità che ti donano luoghi in comune...

  4. #4
    JON
    Ospite
    Citazione Originariamente Scritto da passante Visualizza Messaggio
    ok. questi sono temi ricorrenti qui dentro. "sono cambiato, lui no. ho scoperto nuove parti di me. sono una persona diversa... in questa relazione metto in gioco parti di me che con lui, invece non conoscevo" ecc. (scusate scrivo tutto al maschile perchè mi viene più facile). e sono cose che sento anche di persona da qualche amico/a.
    però io mi chiedo (e non ho la risposta).
    ma non è che sta proprio qui il punto "duro" del gioco? non sarà proprio su questo che si gioca la veridicità della promessa matrimoniale? cerco di spiegarmi. ogni scelta implica delle rinunce. se scelgo matteo non rinuncio solo a altre persone, ma rinuncio a cento possibili vite diverse e, soprattutto, mi pare, rinuncio ad essere una, dieci, cento persone diverse.
    rinuncio a altri modi di realizzarmi ed essere felice.
    ma non saranno proprio queste rinunce che danno valore alla scelta? non nel senso che bisogna privarsi per soffrire, non voglio dire questo, ma per essere felici nel modo più profondo. nel senso che anche quando cambio (perchè è inevitabile negli anni) o scopro altri lati di me, altri bisogni, altre aspirazioni, scelgo di costruire comunque la mia felicità e la mia realizzazione lì dentro, dentro alla mia coppia, anche se sarebbe più immediato, se non più facile, rivolgermi fuori. e accetto per questo la mediazione, la rinuncia a qualcosa di me e l'accoglimento di qualcosa dell'altro.
    un po' come in montagna, alla fine. tu faresti determinate vette, ma devi trovarne che vadano bene ad entrambi e questo finisce per portarti in luoghi che non pensavi, ma che sanno darti comunque una felicità dentro.
    non so se mi sono capito.
    E' vero che si fanno delle rinunce, altrettanto vero è che in questi casi bisognerebbe essere consapevoli di quello che si lascia e di quello che si sceglie.

    Ma non possono essere le rinunce quelle che danno valore alla scelta, perchè si sceglie quello che si ritiene più giusto e che, di conseguenza, ha più valore. Molto spesso, forse sempre, bisogna accantonare noi stessi. Forse pensare principalmente a se stessi non è mai la scelta migliore, benchè spesso possa riaffiorare come motivo di riflessione.

  5. #5
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    ok. questi sono temi ricorrenti qui dentro. "sono cambiato, lui no. ho scoperto nuove parti di me. sono una persona diversa... in questa relazione metto in gioco parti di me che con lui, invece non conoscevo" ecc. (scusate scrivo tutto al maschile perchè mi viene più facile). e sono cose che sento anche di persona da qualche amico/a.
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  6. #6
    Heroiken Sturmtruppen L'avatar di Quibbelqurz
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    La vita e la ricerca della felicità è paragonabile a una parete verticale da percorrere a mani e piedi, dove chiunque altro ci sta attorno. Non è mai possibile stare nello stesso posto nello stesso momento e sentirsi quindi veramente uniti. La felicità dunque non va cercata nel momento dell'improbabile unione, ma nell'accettazione della distanza. Quando poi l'altro ricambia con la stessa felicità, si può dire aver raggiunto lo scopo di vita, e sentirsi paradossalmente uniti nella distanza.
    ________________________________________
    Quibbelqurz era il clone dispettoso di Admin

    Il portafogli con cui si paga la spesa affettiva non è pieno della stima che si ha per sé, ma di quella che si ha per gli altri. (Rabarbaro)

  7. #7
    Escluso
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    ok. questi sono temi ricorrenti qui dentro. "sono cambiato, lui no. ho scoperto nuove parti di me. sono una persona diversa... in questa relazione metto in gioco parti di me che con lui, invece non conoscevo" ecc. (scusate scrivo tutto al maschile perchè mi viene più facile). e sono cose che sento anche di persona da qualche amico/a.
    però io mi chiedo (e non ho la risposta).
    ma non è che sta proprio qui il punto "duro" del gioco? non sarà proprio su questo che si gioca la veridicità della promessa matrimoniale? cerco di spiegarmi. ogni scelta implica delle rinunce. se scelgo matteo non rinuncio solo a altre persone, ma rinuncio a cento possibili vite diverse e, soprattutto, mi pare, rinuncio ad essere una, dieci, cento persone diverse.
    rinuncio a altri modi di realizzarmi ed essere felice.
    ma non saranno proprio queste rinunce che danno valore alla scelta? non nel senso che bisogna privarsi per soffrire, non voglio dire questo, ma per essere felici nel modo più profondo. nel senso che anche quando cambio (perchè è inevitabile negli anni) o scopro altri lati di me, altri bisogni, altre aspirazioni, scelgo di costruire comunque la mia felicità e la mia realizzazione lì dentro, dentro alla mia coppia, anche se sarebbe più immediato, se non più facile, rivolgermi fuori. e accetto per questo la mediazione, la rinuncia a qualcosa di me e l'accoglimento di qualcosa dell'altro.
    un po' come in montagna, alla fine. tu faresti determinate vette, ma devi trovarne che vadano bene ad entrambi e questo finisce per portarti in luoghi che non pensavi, ma che sanno darti comunque una felicità dentro.
    non so se mi sono capito.
    certo che sì, anche quello. Oltre al fatto che questa scelta ci appaga. Ma, laddove per un periodo che potrebbe essere lungo o breve, la scelta fatta non ci appaga più, quelle rinunce possono sembrare pesanti o immotivate. Oppure ci raccontiamo che lo sono. Anche la capacità di essere sinceri fino in fondo con noi stessi ha un peso in certe scelte, secondo me.

  8. #8
    Escluso
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    ok. questi sono temi ricorrenti qui dentro. "sono cambiato, lui no. ho scoperto nuove parti di me. sono una persona diversa... in questa relazione metto in gioco parti di me che con lui, invece non conoscevo" ecc. (scusate scrivo tutto al maschile perchè mi viene più facile). e sono cose che sento anche di persona da qualche amico/a.
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    ma non è che sta proprio qui il punto "duro" del gioco? non sarà proprio su questo che si gioca la veridicità della promessa matrimoniale? cerco di spiegarmi. ogni scelta implica delle rinunce. se scelgo matteo non rinuncio solo a altre persone, ma rinuncio a cento possibili vite diverse e, soprattutto, mi pare, rinuncio ad essere una, dieci, cento persone diverse.
    rinuncio a altri modi di realizzarmi ed essere felice.
    ma non saranno proprio queste rinunce che danno valore alla scelta? non nel senso che bisogna privarsi per soffrire, non voglio dire questo, ma per essere felici nel modo più profondo. nel senso che anche quando cambio (perchè è inevitabile negli anni) o scopro altri lati di me, altri bisogni, altre aspirazioni, scelgo di costruire comunque la mia felicità e la mia realizzazione lì dentro, dentro alla mia coppia, anche se sarebbe più immediato, se non più facile, rivolgermi fuori. e accetto per questo la mediazione, la rinuncia a qualcosa di me e l'accoglimento di qualcosa dell'altro.
    un po' come in montagna, alla fine. tu faresti determinate vette, ma devi trovarne che vadano bene ad entrambi e questo finisce per portarti in luoghi che non pensavi, ma che sanno darti comunque una felicità dentro.
    non so se mi sono capito.

    Bellissimo quello che hai scritto. Queste sono riflessioni da fare con la persona che si ama.
    Sono domande che a parere mio hanno delle risposte che conosciamo, ma discuterne con chi amiamo può dare spunto di una crescita, "diciamo", similare.

  9. #9
    Utente ascendente L'avatar di OcchiVerdi
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    ok. questi sono temi ricorrenti qui dentro. "sono cambiato, lui no. ho scoperto nuove parti di me. sono una persona diversa... in questa relazione metto in gioco parti di me che con lui, invece non conoscevo" ecc. (scusate scrivo tutto al maschile perchè mi viene più facile). e sono cose che sento anche di persona da qualche amico/a.
    però io mi chiedo (e non ho la risposta).
    ma non è che sta proprio qui il punto "duro" del gioco? non sarà proprio su questo che si gioca la veridicità della promessa matrimoniale? cerco di spiegarmi. ogni scelta implica delle rinunce. se scelgo matteo non rinuncio solo a altre persone, ma rinuncio a cento possibili vite diverse e, soprattutto, mi pare, rinuncio ad essere una, dieci, cento persone diverse.
    rinuncio a altri modi di realizzarmi ed essere felice.
    ma non saranno proprio queste rinunce che danno valore alla scelta? non nel senso che bisogna privarsi per soffrire, non voglio dire questo, ma per essere felici nel modo più profondo. nel senso che anche quando cambio (perchè è inevitabile negli anni) o scopro altri lati di me, altri bisogni, altre aspirazioni, scelgo di costruire comunque la mia felicità e la mia realizzazione lì dentro, dentro alla mia coppia, anche se sarebbe più immediato, se non più facile, rivolgermi fuori. e accetto per questo la mediazione, la rinuncia a qualcosa di me e l'accoglimento di qualcosa dell'altro.
    un po' come in montagna, alla fine. tu faresti determinate vette, ma devi trovarne che vadano bene ad entrambi e questo finisce per portarti in luoghi che non pensavi, ma che sanno darti comunque una felicità dentro.
    non so se mi sono capito.

    l'importante è non pentirsi della scelta fatta. Perchè quando il pentimento arriva e la rassegnazione diventa infelicità ci si divincola dall'impegno preso. Arriva il momento della fuga e se i legami creati non posso essere rimossi, figli, problemi economici, paure, si vivono parentesi di felicità. Per se stessi.
    Gli altri in quel momento non hanno importanza. Poi .... il poi è soggettivo.

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