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Discussione: La vita dei separati

  1. #1
    sfdcef L'avatar di Nausicaa
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    La vita dei separati

    Prendo spunto da un post del Conte su un'altra discussione per dare voce a pensieri sparsi.

    Come si vive da separati?
    Ci aspetta un futuro vuoto e di rimpianti e paure?
    Una vita ricca e gioiosa ma senza un amore finalmente soddisfacente e pieno?
    O c'è la possibilità di un vero, nuovo inizio?

    Il Conte dice che dal suo osservatorio vede donne e uomini sfioriti, e quando invece rinascono dopo la fine di un matrimonio di sofferenza, non osano, o non vogliono proprio, ricominciare una nuova convivenza.

    Ha anche detto più volte, che in un nuovo rapporto ci si porta dietro quelli che siamo, e che quindi ci sono già i semi degli stessi problemi che ci hanno portato al fallimento.

    Non sono in disaccordo.

    Ma...

    Ritrovarsi con la persona sbagliata (sbagliata per noi, mica necessariamente un pezzo di cacca), per i più svariati motivi, succede. Caspita se succede.
    In quel caso, il seme del fallimento, sta nella nostra immaturità. E si può crescere. Imparare dagli errori.
    Qualche volta non ci riusciamo.

    Il matrimonio... io ci credo alla sua importanza. O meglio, forse, so bene quanto è difficile rompere quello che è il grande progetto della nostra vita. Capisco e lodo il sacrificio. Fino al punto in cui si sopravvive, non oltre.

    E dopo?

    Dove si abita e cosa si fa e quali sono le nostre condizioni secondo me influiscono su quello che può succedere dopo....

    La visione un pò sconsolata (questo il senso che mi da) del Conte viene forse dalle possibilità che si hanno e non si hanno in un paese rispetto a una città?
    Me lo stavo domandando... secondo me la risposta è sì.

    Ma ora sono stufa di scrivere. Se avete voglia, scrivete voi.

    Buona serata.

    Sì, l'ho detto che in questi giorni sono strana.
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    Attualmente succoso frullato di cultura e femminilità

  2. #2
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    Prendo spunto da un post del Conte su un'altra discussione per dare voce a pensieri sparsi.

    Come si vive da separati?
    Ci aspetta un futuro vuoto e di rimpianti e paure?
    Una vita ricca e gioiosa ma senza un amore finalmente soddisfacente e pieno?
    O c'è la possibilità di un vero, nuovo inizio?

    Il Conte dice che dal suo osservatorio vede donne e uomini sfioriti, e quando invece rinascono dopo la fine di un matrimonio di sofferenza, non osano, o non vogliono proprio, ricominciare una nuova convivenza.

    Ha anche detto più volte, che in un nuovo rapporto ci si porta dietro quelli che siamo, e che quindi ci sono già i semi degli stessi problemi che ci hanno portato al fallimento.

    Non sono in disaccordo.

    Ma...

    Ritrovarsi con la persona sbagliata (sbagliata per noi, mica necessariamente un pezzo di cacca), per i più svariati motivi, succede. Caspita se succede.
    In quel caso, il seme del fallimento, sta nella nostra immaturità. E si può crescere. Imparare dagli errori.
    Qualche volta non ci riusciamo.

    Il matrimonio... io ci credo alla sua importanza. O meglio, forse, so bene quanto è difficile rompere quello che è il grande progetto della nostra vita. Capisco e lodo il sacrificio. Fino al punto in cui si sopravvive, non oltre.

    E dopo?

    Dove si abita e cosa si fa e quali sono le nostre condizioni secondo me influiscono su quello che può succedere dopo....

    La visione un pò sconsolata (questo il senso che mi da) del Conte viene forse dalle possibilità che si hanno e non si hanno in un paese rispetto a una città?
    Me lo stavo domandando... secondo me la risposta è sì.

    Ma ora sono stufa di scrivere. Se avete voglia, scrivete voi.

    Buona serata.

    Sì, l'ho detto che in questi giorni sono strana.
    Potresti chiarire quello che è scritto nel grassetto?
    "C'è un tempo per ogni cosa e ogni cosa ha il suo tempo"
    E la scimmia si dice: "Ma che ciavada ste liane. Meglio camminare per terra..." (Conte)
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  3. #3
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    Prendo spunto da un post del Conte su un'altra discussione per dare voce a pensieri sparsi.

    Come si vive da separati?
    Ci aspetta un futuro vuoto e di rimpianti e paure?
    Una vita ricca e gioiosa ma senza un amore finalmente soddisfacente e pieno?
    O c'è la possibilità di un vero, nuovo inizio?

    Il Conte dice che dal suo osservatorio vede donne e uomini sfioriti, e quando invece rinascono dopo la fine di un matrimonio di sofferenza, non osano, o non vogliono proprio, ricominciare una nuova convivenza.

    Ha anche detto più volte, che in un nuovo rapporto ci si porta dietro quelli che siamo, e che quindi ci sono già i semi degli stessi problemi che ci hanno portato al fallimento.

    Non sono in disaccordo.

    Ma...

    Ritrovarsi con la persona sbagliata (sbagliata per noi, mica necessariamente un pezzo di cacca), per i più svariati motivi, succede. Caspita se succede.
    In quel caso, il seme del fallimento, sta nella nostra immaturità. E si può crescere. Imparare dagli errori.
    Qualche volta non ci riusciamo.

    Il matrimonio... io ci credo alla sua importanza. O meglio, forse, so bene quanto è difficile rompere quello che è il grande progetto della nostra vita. Capisco e lodo il sacrificio. Fino al punto in cui si sopravvive, non oltre.

    E dopo?

    Dove si abita e cosa si fa e quali sono le nostre condizioni secondo me influiscono su quello che può succedere dopo....

    La visione un pò sconsolata (questo il senso che mi da) del Conte viene forse dalle possibilità che si hanno e non si hanno in un paese rispetto a una città?
    Me lo stavo domandando... secondo me la risposta è sì.

    Ma ora sono stufa di scrivere. Se avete voglia, scrivete voi.

    Buona serata.

    Sì, l'ho detto che in questi giorni sono strana.
    Mi spiego meglio...
    Guarda che io ho sempre visto gli uomini separati ridursi al nulla che cammina eh?

    Le donne no.
    Anzi.

    Nonostante le mille e più difficoltà per i figli.
    Mi pare che poi trovino un'altra dimensione del vivere.

    Non le trovo così ansiose di trovarsi un nuovo compagno da menarsi in casa eh?

    Tutto lì...

    Tu immagina di vivere senza condizionamenti di nessun genere...
    TOTALMENTE padrona della tua esistenza...
    Senza dover rendere conto a chi di dovere...

    Cambia eh?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Nausicaa Visualizza Messaggio
    Prendo spunto da un post del Conte su un'altra discussione per dare voce a pensieri sparsi.

    Come si vive da separati?
    Ci aspetta un futuro vuoto e di rimpianti e paure?
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    O c'è la possibilità di un vero, nuovo inizio?

    Il Conte dice che dal suo osservatorio vede donne e uomini sfioriti, e quando invece rinascono dopo la fine di un matrimonio di sofferenza, non osano, o non vogliono proprio, ricominciare una nuova convivenza.

    Ha anche detto più volte, che in un nuovo rapporto ci si porta dietro quelli che siamo, e che quindi ci sono già i semi degli stessi problemi che ci hanno portato al fallimento.

    Non sono in disaccordo.

    Ma...

    Ritrovarsi con la persona sbagliata (sbagliata per noi, mica necessariamente un pezzo di cacca), per i più svariati motivi, succede. Caspita se succede.
    In quel caso, il seme del fallimento, sta nella nostra immaturità. E si può crescere. Imparare dagli errori.
    Qualche volta non ci riusciamo.

    Il matrimonio... io ci credo alla sua importanza. O meglio, forse, so bene quanto è difficile rompere quello che è il grande progetto della nostra vita. Capisco e lodo il sacrificio. Fino al punto in cui si sopravvive, non oltre.

    E dopo?

    Dove si abita e cosa si fa e quali sono le nostre condizioni secondo me influiscono su quello che può succedere dopo....

    La visione un pò sconsolata (questo il senso che mi da) del Conte viene forse dalle possibilità che si hanno e non si hanno in un paese rispetto a una città?
    Me lo stavo domandando... secondo me la risposta è sì.

    Ma ora sono stufa di scrivere. Se avete voglia, scrivete voi.

    Buona serata.

    Sì, l'ho detto che in questi giorni sono strana.
    Ti rispondo sulla base di quello che osservo (e che vivo direttamente).


    La maggior parte delle persone separate non ritorna sui propri passi.
    E’ un’evidenza che fa riflettere.


    Io credo che ogni crisi porti a un’evoluzione, e che la naturale tendenza di tutti sia verso il miglioramento.
    Non è sempre detto che il nuovo stato sia “migliore” del precedente; sicuramente non peggiore, altrimenti si tornerebbe indietro.


    All’inizio, più spesso, lo stato di persona separta è semplicemente “diverso”. Una sorta di nuova vita ma ancora non definita, come una nebulosa priva di corpi aggregati.


    Poi arriva il tempo di ricominciare.


    A questo punto credo ci siano 2 possibilità.
    Si può imparare dagli errori, impegnarsi, maturare, crescere. Oppure no.


    La qualità della vita successiva alla separazione credo risieda nella consapevolezza, nella conoscenza di sé, della propria natura, dei propri meccanismi anche relazionali.


    Conosco persone separate che non hanno mai saputo/voluto analizzare la loro storia, o che non si sono mai messe in discussione, o che si sono sempre giustificate e lamentate rivolgendo sempre le colpe all’altro.
    In questi casi è molto facile poi ricadere i vecchi meccanismi.


    C’è chi invece riesce a usare la sofferenza patita come un tesoro da cui trarre una lezione benefica per la vita. Se i meccanismi che non “funzionano” vengono individuati, è possibile cambiare: dapprima solo dentro, lentamente, poi a mano a mano anche nel mondo e nelle relazioni.


    Forse è vero quello che ha scritto Conte, cioè che (mediamente) gli uomini reggono peggio la solitudine, sono più inquieti, più smaniosi.
    Ho osservato che gli uomini trovano più velocemente nuove compagne (o forse si adattano più facilmente). Non so però se questa possa essere per loro una utile strategia a lungo termine…


    Del mio caso particolare magari scriverò un’altra volta ..

    "C'è un tempo per ogni cosa e ogni cosa ha il suo tempo"
    E la scimmia si dice: "Ma che ciavada ste liane. Meglio camminare per terra..." (Conte)
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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da contepinceton Visualizza Messaggio
    Mi spiego meglio...
    Guarda che io ho sempre visto gli uomini separati ridursi al nulla che cammina eh?

    Le donne no.
    Anzi.

    Nonostante le mille e più difficoltà per i figli.
    Mi pare che poi trovino un'altra dimensione del vivere.

    Non le trovo così ansiose di trovarsi un nuovo compagno da menarsi in casa eh?

    Tutto lì...

    Tu immagina di vivere senza condizionamenti di nessun genere...
    TOTALMENTE padrona della tua esistenza...
    Senza dover rendere conto a chi di dovere...

    Cambia eh?
    Cambia sì, è una sorta di benefico respiro di libertà. E lo stesso respiro viene concesso a donne e a uomini.
    MA
    bisogna essere fatti per questo, bisogna avere uno spirito indipendente, un'anima che sa gustare quello che solo la solitudine può dare.
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  6. #6
    sfdcef L'avatar di Nausicaa
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    Citazione Originariamente Scritto da Duchessa Visualizza Messaggio
    Potresti chiarire quello che è scritto nel grassetto?
    Ci provo.... ma non garantisco...

    Mi sono chiesta come mai il Conte ha un catalogo di divorziati di un certo tipo, mentre io conosco, anche se di seconda mano, coppie che hanno trovato una nuova vita, con una nuova persona?

    Mi sono chiesta se la differenza è nell'ambiente. Lui vive in un paese, io queste nuove coppie le so in giro per il mondo.

    Mi separo in un paese. Chi caspita conosco di diverso da prima? Non è sempre la stessa gente? Quante possibilità ho di incontrare una persona che sia in grado di farmi cambiare prospettiva e vita, in modo da avere una possibilità anche di non ripetere sempre gli stessi schemi ed errori?
    E quanta forza ci vuole, in un paese, per sopportare magari i commenti delle pettegole che incontro dal panettiere? Le ingerenze di tutte le vicine?
    I confronti che i miei figli fanno con gli altri figli, se vivessero una situazione con un nuovo compagno? magari con l'ex marito due strade più in là?

    Se invece vivo in una città, mi muovo, cambio magari anche Paese... il cambiamento è così radicale che forse c'è più posto per esperienze nuove. Forse è più facile scommettere ancora su un nuovo avvenire.

    non lo so, me lo sto chiedendo.
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  7. #7
    sfdcef L'avatar di Nausicaa
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    Citazione Originariamente Scritto da contepinceton Visualizza Messaggio
    Mi spiego meglio...
    Guarda che io ho sempre visto gli uomini separati ridursi al nulla che cammina eh?

    Le donne no.
    Anzi.

    Nonostante le mille e più difficoltà per i figli.
    Mi pare che poi trovino un'altra dimensione del vivere.

    Non le trovo così ansiose di trovarsi un nuovo compagno da menarsi in casa eh?

    Tutto lì...

    Tu immagina di vivere senza condizionamenti di nessun genere...
    TOTALMENTE padrona della tua esistenza...
    Senza dover rendere conto a chi di dovere...


    Cambia eh?

    Amo molto la serenità che mi dà il non vivere più con mio marito. Sono separata, e sto già pensando a quando sarò divorziata. Ammetto.

    Se immagino una situazione stabile, in cui io sia padrona della mia vita, senza più le paure di ora... ci sarà posto per l'amore. Perchè sono così. Perchè la mia vita diventa più ricca se posso condividerla con un uomo che amo e stimo.
    Se non potrò, pazienza.
    Ma se potrò, non mi tirerò indietro.
    Sono nata e cresciuta con tante di quelle paure Conte, che ho dovuto imparare a non farmene condizionare

    Si può amare anche ognuno a casa propria. Ma scorre nelle mie vene il desiderio del piacere caldo e discreto delle colazioni insieme, del bucato steso, e del dormire assieme.
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  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Nausicaa Visualizza Messaggio
    Amo molto la serenità che mi dà il non vivere più con mio marito. Sono separata, e sto già pensando a quando sarò divorziata. Ammetto.

    Se immagino una situazione stabile, in cui io sia padrona della mia vita, senza più le paure di ora... ci sarà posto per l'amore. Perchè sono così. Perchè la mia vita diventa più ricca se posso condividerla con un uomo che amo e stimo.
    Se non potrò, pazienza.
    Ma se potrò, non mi tirerò indietro.
    Sono nata e cresciuta con tante di quelle paure Conte, che ho dovuto imparare a non farmene condizionare

    Si può amare anche ognuno a casa propria. Ma scorre nelle mie vene il desiderio del piacere caldo e discreto delle colazioni insieme, del bucato steso, e del dormire assieme.
    Forse tu brami quello che non hai mai avuto.
    Ma occhio
    Non è detto che esista così come lo sogni tu.
    Ti faccio un esempio pratico.
    Dormire assieme abbracciati? Ok.
    Ma pensa di farlo come eccezione e non regola: diventa speciale.
    Io ehm...
    SOno resistito molto poco sul letto matrimoniale...
    Poi ho scoperto l'immenso piacere caldo e discreto di dormire svogliato sul divano...lasciando accesa la tv o con un libro che mi cade in faccia...

    La vera e bella sfida che stai vivendo è fare le linguacce a quelle paure...

    non sto dicendo che non ci sia più spazio per l'amore...anzi...
    Ma magari c'è l'apertura verso altro amore...
    Proprio secondo le dinamiche che descrive Duchessa...

  9. #9
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    Ci provo.... ma non garantisco...

    Mi sono chiesta come mai il Conte ha un catalogo di divorziati di un certo tipo, mentre io conosco, anche se di seconda mano, coppie che hanno trovato una nuova vita, con una nuova persona?

    Mi sono chiesta se la differenza è nell'ambiente. Lui vive in un paese, io queste nuove coppie le so in giro per il mondo.

    Mi separo in un paese. Chi caspita conosco di diverso da prima? Non è sempre la stessa gente? Quante possibilità ho di incontrare una persona che sia in grado di farmi cambiare prospettiva e vita, in modo da avere una possibilità anche di non ripetere sempre gli stessi schemi ed errori?
    E quanta forza ci vuole, in un paese, per sopportare magari i commenti delle pettegole che incontro dal panettiere? Le ingerenze di tutte le vicine?
    I confronti che i miei figli fanno con gli altri figli, se vivessero una situazione con un nuovo compagno? magari con l'ex marito due strade più in là?

    Se invece vivo in una città, mi muovo, cambio magari anche Paese... il cambiamento è così radicale che forse c'è più posto per esperienze nuove. Forse è più facile scommettere ancora su un nuovo avvenire.

    non lo so, me lo sto chiedendo.
    Ho capito...
    in parte la risposta è nel post precedente..
    Poi, credo che le possibilità di rifarsi una vita dipendano da diversi fattori. La mentalità soprattutto. L'intelligenza. La forza d'animo, il tempo a disposizione e le possibilità economiche che permettano di uscire dal proprio "guscio" domestico. La presenza o meno di figli. L'età (della persona separata e dei figli)
    Tra paese e città invece io non vedo differenza, perchè è la "nostra" mentalità quella che conta e non quella dei pettegoli di paese. Io vivo in un paese in una situazione che non descrivo qui, ma che è altamente "commentabile", eppure non posso dire che sorrido, perchè rido proprio, al pensiero dei loro pensieri!
    "C'è un tempo per ogni cosa e ogni cosa ha il suo tempo"
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  10. #10
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    Provo ad immaginare la mia vita da separata

    Sicuro non farei più l'errore di convivere con altro uomo...
    sicuro vedrei l'amore come si fa senza ma con più scelte settimanali...
    di modo che se una sera per un motivo o per l'altro gli girano ...
    bon ciao... Ci vediamo poi quando non ti girano più...
    Intanto io mi intrattengo con "Caio"...

    Libera completamente da vincoli ...
    Non che adesso ne ho molti ...

    che illusione...
    Amo mio marito ma a volte sarebbe meglio ognuno a casa sua ...
    e per fortuna che ho un luogo tutto mio dove rifugiarmi...

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