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Discussione: La convivenza.

  1. #1
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    La convivenza.

    Recenti posts di diversi utenti e l'arrivo dell'utente paraponzi hanno stimolato la mia riflessione sul grande tema della convivenza.

    Come prima istanza, essendo che detesto i noumeni, mi pare di capire che questo concetto ha significati differenti per uomini e donne.

    Ho sempre sostenuto che per un matrimonio stabile è più importante riuscire ad andare d'accordo che non volersi bene, perchè amarsi appartiene al regno spirituale dei grandi sentimenti, il convivere ha molto a che fare con le cose pratiche, i comportamenti gli usi e i costumi.

    Uno de problemi primari della convivenza che questi due gadani innamorati si vogliono così bene che decidono di andare a convivere.

    Convivere, una cosa sconosciuta in certi tempi, in cui, la convivenza era la conseguenza dell'obiettivo raggiunto: il matrimonio che con il suo ampio manto santificava e legalizzava il sesso, la convivenza e l'istauranda nuova familglia.

    E i vecchi insegnavano ai fidanzati. Guardate che dopo sposati sarà più dura, perchè adesso, se litigate ognuno dorme a casa sua, un domani invece se non sapete aggiustarvi siete lì che vi piantate il muso.

    Osserviamo pure il fenomeno di molte giovani coppie che si sposano innamoratissime e sognanti e in pochi mesi bruciano tutto e si separano travolti dalla delusione della convivenza, più che dalle corna in sè.

    Abbiamo poi il nuovo amico Paraponzi, che non ha ancora capito che l'idillio di Sigfrido è finito ed eccolo lì che in piena egida di Focus che è in edicola, si chiede perchè sono attratto dalle avventure?

    Oggi convivenza e matrimonio non sono più così sic et simpiciter, abbiamo fenomeni di persone che si sposano, ma non convivono, a causa dei loro rispettivi lavori, per esempio gli scienziati...una coppia di geologi mi raccontava che loro si incrociano in giro per il mondo una volta al mese come degli amanti, e riescono a stare assieme solo durante le vacanze, altri non vedono l'ora che arrivino le ferie per poter respirare secondo l'egida del ferie separate per carità.

    Altri agognano le ferie per stare finalmente assieme.

    Abbiamo di tutto: Mogli esasperate e terrorizzate...mio marito è andato in pensione, mio marito è un anno che è a casa in cassa integrazione e non vivo più, quelle che si lamentano che lui non c'è mai...

    I problemi pratici indicati da lunapiena...quante volte si sono visti...anch'io mi ricordo...cavoli io vivevo a casa mia da solo ed ero abituato alla mia maniera, poi arriva mia moglie che prima cerca di impormi la sua maniera, poi dopo opportuni discussioni e litigi si è fatto alla nostra maniera.
    Voglio dire due persone che sono sempre vissute in famiglia, hanno assunto tutti i sistemi della loro famiglia di provenienza. E secondo l'egida di Seneca, li portano dentro anche nel matrimonio no?

    Ed ecco che si discute se bisogna dormire con la persiana alzata o al buio pesto, si discute se l'acqua minerale e megliore della gasata...e da lì avvengono le cose più impensate...

    Sento forte il tema dei problemi della convivenza proprio per la mia esperienza di vita...
    In collegio ti obbligavano a convivere con tutti.
    Erano sistematicamente ostruiti e stroncati i gruppetti di amici, i circoli, ecc..ecc..cioè spostavano periodicamente i posti nelle tavole, i posti del dormire in maniera che ti entrasse in testa che vivi in comunità, un posto dove andare d'eccordo significa, non amarsi, ma stare sempre attento a non pestare troppi piedi altrui, poi c'è stata l'università e anche lì chi vive negli appartamenti con altri studenti impara un sacco di cose...

    Cosa dicevano per noi uomini? Cos'era per noi uomini staccarsi dalla tetta materna? La naja in compagnia.
    Partire per il militare.
    Chi tornava era finalmente un omo e non più un bamboccio, perchè aveva imparato la vita dura della caserma.

    Ho buttato lì delle idee in fretta perchè non ho tempo di elaborarle e ho musica nella testa.

    SOno persuaso comunque che la convivenza mina i rapporti a lungo andare per cui i primi mesi va male perchè la coppia si deve aggiustare, poi va sempre peggio, per cui abbiamo uno dei due che si rassegna ai sistemi imposti dall'altro.
    Bene dice Minerva due che vanno a convivere siano maturi, ma come fare con 40enni adolescenti conviniti di essere maturi?

    Ho notato per quel che concerne la mia coppia, che mia moglie si identifica molto con l'ambiente in cui vive, la sua casa, e adora avere la casa tutta per sè. Io invece mi identifico molto con i miei territori, per cui mi salva molto avere spazi alternativi alla casa, dove rifugiarmi in caso di necessità di lavori molto impegnativi che implicano non venire disturbati...

    Ecc..ecc..ecc...

  2. #2
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    Lascia stare oggi la convivenza...
    se i primi anni passi sopra a cose caratterialmente lontane anni luce da te...
    per innamoramento , gioia , passione...
    dopo 24 ci vorrebbe solo una botta sul testone..

  3. #3
    ciao
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    Citazione Originariamente Scritto da contepinceton Visualizza Messaggio
    Ho sempre sostenuto che per un matrimonio stabile è più importante riuscire ad andare d'accordo che non volersi bene

    ammetterai che volersi bene aiuta ad andare d'accordo.

  4. #4
    Utente angelico L'avatar di Nocciola
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    Citazione Originariamente Scritto da contepinceton Visualizza Messaggio
    Recenti posts di diversi utenti e l'arrivo dell'utente paraponzi hanno stimolato la mia riflessione sul grande tema della convivenza.

    Come prima istanza, essendo che detesto i noumeni, mi pare di capire che questo concetto ha significati differenti per uomini e donne.

    Ho sempre sostenuto che per un matrimonio stabile è più importante riuscire ad andare d'accordo che non volersi bene, perchè amarsi appartiene al regno spirituale dei grandi sentimenti, il convivere ha molto a che fare con le cose pratiche, i comportamenti gli usi e i costumi.

    Uno de problemi primari della convivenza che questi due gadani innamorati si vogliono così bene che decidono di andare a convivere.

    Convivere, una cosa sconosciuta in certi tempi, in cui, la convivenza era la conseguenza dell'obiettivo raggiunto: il matrimonio che con il suo ampio manto santificava e legalizzava il sesso, la convivenza e l'istauranda nuova familglia.

    E i vecchi insegnavano ai fidanzati. Guardate che dopo sposati sarà più dura, perchè adesso, se litigate ognuno dorme a casa sua, un domani invece se non sapete aggiustarvi siete lì che vi piantate il muso.

    Osserviamo pure il fenomeno di molte giovani coppie che si sposano innamoratissime e sognanti e in pochi mesi bruciano tutto e si separano travolti dalla delusione della convivenza, più che dalle corna in sè.

    Abbiamo poi il nuovo amico Paraponzi, che non ha ancora capito che l'idillio di Sigfrido è finito ed eccolo lì che in piena egida di Focus che è in edicola, si chiede perchè sono attratto dalle avventure?

    Oggi convivenza e matrimonio non sono più così sic et simpiciter, abbiamo fenomeni di persone che si sposano, ma non convivono, a causa dei loro rispettivi lavori, per esempio gli scienziati...una coppia di geologi mi raccontava che loro si incrociano in giro per il mondo una volta al mese come degli amanti, e riescono a stare assieme solo durante le vacanze, altri non vedono l'ora che arrivino le ferie per poter respirare secondo l'egida del ferie separate per carità.

    Altri agognano le ferie per stare finalmente assieme.

    Abbiamo di tutto: Mogli esasperate e terrorizzate...mio marito è andato in pensione, mio marito è un anno che è a casa in cassa integrazione e non vivo più, quelle che si lamentano che lui non c'è mai...

    I problemi pratici indicati da lunapiena...quante volte si sono visti...anch'io mi ricordo...cavoli io vivevo a casa mia da solo ed ero abituato alla mia maniera, poi arriva mia moglie che prima cerca di impormi la sua maniera, poi dopo opportuni discussioni e litigi si è fatto alla nostra maniera.
    Voglio dire due persone che sono sempre vissute in famiglia, hanno assunto tutti i sistemi della loro famiglia di provenienza. E secondo l'egida di Seneca, li portano dentro anche nel matrimonio no?

    Ed ecco che si discute se bisogna dormire con la persiana alzata o al buio pesto, si discute se l'acqua minerale e megliore della gasata...e da lì avvengono le cose più impensate...

    Sento forte il tema dei problemi della convivenza proprio per la mia esperienza di vita...
    In collegio ti obbligavano a convivere con tutti.
    Erano sistematicamente ostruiti e stroncati i gruppetti di amici, i circoli, ecc..ecc..cioè spostavano periodicamente i posti nelle tavole, i posti del dormire in maniera che ti entrasse in testa che vivi in comunità, un posto dove andare d'eccordo significa, non amarsi, ma stare sempre attento a non pestare troppi piedi altrui, poi c'è stata l'università e anche lì chi vive negli appartamenti con altri studenti impara un sacco di cose...

    Cosa dicevano per noi uomini? Cos'era per noi uomini staccarsi dalla tetta materna? La naja in compagnia.
    Partire per il militare.
    Chi tornava era finalmente un omo e non più un bamboccio, perchè aveva imparato la vita dura della caserma.

    Ho buttato lì delle idee in fretta perchè non ho tempo di elaborarle e ho musica nella testa.

    SOno persuaso comunque che la convivenza mina i rapporti a lungo andare per cui i primi mesi va male perchè la coppia si deve aggiustare, poi va sempre peggio, per cui abbiamo uno dei due che si rassegna ai sistemi imposti dall'altro.
    Bene dice Minerva due che vanno a convivere siano maturi, ma come fare con 40enni adolescenti conviniti di essere maturi?

    Ho notato per quel che concerne la mia coppia, che mia moglie si identifica molto con l'ambiente in cui vive, la sua casa, e adora avere la casa tutta per sè. Io invece mi identifico molto con i miei territori, per cui mi salva molto avere spazi alternativi alla casa, dove rifugiarmi in caso di necessità di lavori molto impegnativi che implicano non venire disturbati...

    Ecc..ecc..ecc...
    Se c'é una cosa che ricordo di quand ero fidanzata é che non vedevo l'ora di avere una casa nostra, di vivere la quotidianitá con il mio futuro marito. I primi due mesi sono stati di assestamento per conciliare le mie abitudini con le sue. Poi tutto é andato bene. Ho sempre amato il vivere insieme dormire nello stesso letto, svegliarsi insieme. Ancora adesso credo che quando ami una persona vuoi dividere la tua vita con lei. Il totnate a casa dopo una giornata di lavoro e sapere che lui é lì. Non ho mai sentito l'esigenza di spazi miei all'interno della casa. Anzi i primi anni non andavo a dormire fino a quando lui non andava e vicerversa. Il bello era avere un posto tutti nostro dove parlare stare in silenzio ma stare insieme.
    Ora molto si é perso ed é il mio rammarico. Quando io sto in una stanza a leggere e lui in sala a vedere la tv e magari neanchd ci parliamo ripenso ai primi anni con nostalgia.
    Non so cosa accadrà del mio matrimonio e snche se in futuro avró un altro partner probabilmente non ci conviveró e quindi sará per me un rapporto completo.
    Forse sono andata o.t rispetto al tuo tread..

  5. #5
    Utente angelico L'avatar di Nocciola
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    Citazione Originariamente Scritto da lunapiena Visualizza Messaggio
    Lascia stare oggi la convivenza...
    se i primi anni passi sopra a cose caratterialmente lontane anni luce da te...
    per innamoramento , gioia , passione...
    dopo 24 ci vorrebbe solo una botta sul testone..
    Non credo sia un passar sopra ma un scendere a compromessi. É anche vero che non mi incazzo se mio marito preme il dentifricio in hn modo diverso dal mio o lascia in giro i calzini. L'importante é che il dentifricio ci sia e i calzini non li venga a cercare da me quando non li trova

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da lunapiena Visualizza Messaggio
    Lascia stare oggi la convivenza...
    se i primi anni passi sopra a cose caratterialmente lontane anni luce da te...
    per innamoramento , gioia , passione...
    dopo 24 ci vorrebbe solo una botta sul testone..
    Ma dai che a 25 ci sono le nozze d'argento no?
    Pensa al povero Lothar che è "dovuto" andare in crociera ahahahahhahaahah...

    Poi scolta qua...
    Ho sempre sentito mio padre dire a mia madre...per te ci sono solo due risposte: una è si, e l'altra va bene...
    Ovvio no?

    Poi diceva così e poi una volta che era fuori dal raggio d'azione della macchina faceva come voleva no?
    Eddaiiiiiiiiii...siamo uomini eh?

    Ma posso garantirti che con certe donne la convivenza con me durerebbe circa quindici minuti eh?

    Scommetto che tu sei di quelle tipe tutte esigenti...
    Poveri mariti...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da ciao Visualizza Messaggio
    ammetterai che volersi bene aiuta ad andare d'accordo.
    Si...
    Ma pensa quando i caratteri non s'incontrano.
    Ti faccio un esempio pratico.
    Premesso che ci amiamo alla follia.

    Ti vedo in difficoltà con le borse della spesa.
    Mi dico, spetta che l'aiuti no?

    E lei non prende questo come una cortesia perchè le voglio bene, un'attenzione, una premura...
    Ma come un...
    Ma pensi che io sia così cretina da non essere capace a sbrigarmela da sola?

    Allora io ti rispondo. OK.
    Non pensavo questo...ma pensavo che facevi fatica no?

    Stai pensando che sono una debole?
    Noo...ma cosa dici su....è che in genere...insomma...ecco...le donne hanno meno forza fisica no...dai era una cortesia...

    Eh no carino non sfuggi a sto giro, dobbiamo analizzare la nostra situazione...

    Io faccio silenzio no? Ma dentro di me mi dico...ma vattene a fare in culo brutta strega.

    La volta dopo...
    Pincyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy...vero che hai voglia di accompagnarmi a fare spese?
    Ah si cara, guarda vorrei tanto, ma questioni oggettive improrogabili mi impediscono di accompagnarti, guarda mi dispiace tanto, ma so che sei una donna in gambissima che sa cavarsela benissimo DA SOLA.
    Ma dentro di me penso..." Con il cazzo che verrò ancora una volta a fare shopping con te!"...

    Poi dopo tanti anni dico alla moglie...
    Senti vuoi la risposta educata o quella sincera?
    Ti parlo in maritese o in innamoratese?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da farfalla Visualizza Messaggio
    Se c'é una cosa che ricordo di quand ero fidanzata é che non vedevo l'ora di avere una casa nostra, di vivere la quotidianitá con il mio futuro marito. I primi due mesi sono stati di assestamento per conciliare le mie abitudini con le sue. Poi tutto é andato bene. Ho sempre amato il vivere insieme dormire nello stesso letto, svegliarsi insieme. Ancora adesso credo che quando ami una persona vuoi dividere la tua vita con lei. Il totnate a casa dopo una giornata di lavoro e sapere che lui é lì. Non ho mai sentito l'esigenza di spazi miei all'interno della casa. Anzi i primi anni non andavo a dormire fino a quando lui non andava e vicerversa. Il bello era avere un posto tutti nostro dove parlare stare in silenzio ma stare insieme.
    Ora molto si é perso ed é il mio rammarico. Quando io sto in una stanza a leggere e lui in sala a vedere la tv e magari neanchd ci parliamo ripenso ai primi anni con nostalgia.
    Non so cosa accadrà del mio matrimonio e snche se in futuro avró un altro partner probabilmente non ci conviveró e quindi sará per me un rapporto completo.
    Forse sono andata o.t rispetto al tuo tread..
    Non so...
    Non ho mai vissuto queste cose...
    Ma sinceramente io mi sarei sentito molto condizionato no?
    Poi dipende da tanti fattori...
    Ben presto ad esempio per colpa dei miei viaggi lei scoprì quanto era comodo avere il lettone tutto per sè...
    A me ora piace quando lei vede la tv e mi chiama perchè ha visto qualcosa che fa ridere...e io sono nel mio studio al pc...e la chiamo a leggere qualcosa del forum...ci facciamo molte risate...ultimamente...

    Poi parlarsi ma che cosa c'è da dirsi?
    Guardiamo gli anziani, che so, vedo i miei suoceri, stanno là non si parlano, e stanno assieme eh?

    Oppure che so...mia moglie è sempre stata una tipa di poche parole.
    Sono invidiatissimo...sentissi che storie al bar dove vado adesso...
    Non avevo mai capito che tutti quegli uomini che stanno al bar alla sera è perchè hanno radio maria in casa eh?

    Mi piacciono enormemente i silenzi in coppia.
    Pitosto che le discussioni eh?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da farfalla Visualizza Messaggio
    Non credo sia un passar sopra ma un scendere a compromessi. É anche vero che non mi incazzo se mio marito preme il dentifricio in hn modo diverso dal mio o lascia in giro i calzini. L'importante é che il dentifricio ci sia e i calzini non li venga a cercare da me quando non li trova
    Non dirmi che anche tu sposti la roba di tuo marito eh?
    Non dirmelo...
    Ma sai cosa capita a me?
    Cerco disperato un paio di scarpe...e non le trovo...
    Alla fine lei torna a casa e le dico...ma cazzo dove sono le mie scarpe?
    AH scusa non te l'ho detto, mi sembravano brutte e vecchie e le ho buttate via...

    Ste mogli ti "nascondono" tutto...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da contepinceton Visualizza Messaggio
    Recenti posts di diversi utenti e l'arrivo dell'utente paraponzi hanno stimolato la mia riflessione sul grande tema della convivenza.

    Come prima istanza, essendo che detesto i noumeni, mi pare di capire che questo concetto ha significati differenti per uomini e donne.

    Ho sempre sostenuto che per un matrimonio stabile è più importante riuscire ad andare d'accordo che non volersi bene, perchè amarsi appartiene al regno spirituale dei grandi sentimenti, il convivere ha molto a che fare con le cose pratiche, i comportamenti gli usi e i costumi.

    Uno de problemi primari della convivenza che questi due gadani innamorati si vogliono così bene che decidono di andare a convivere.

    Convivere, una cosa sconosciuta in certi tempi, in cui, la convivenza era la conseguenza dell'obiettivo raggiunto: il matrimonio che con il suo ampio manto santificava e legalizzava il sesso, la convivenza e l'istauranda nuova familglia.

    E i vecchi insegnavano ai fidanzati. Guardate che dopo sposati sarà più dura, perchè adesso, se litigate ognuno dorme a casa sua, un domani invece se non sapete aggiustarvi siete lì che vi piantate il muso.

    Osserviamo pure il fenomeno di molte giovani coppie che si sposano innamoratissime e sognanti e in pochi mesi bruciano tutto e si separano travolti dalla delusione della convivenza, più che dalle corna in sè.

    Abbiamo poi il nuovo amico Paraponzi, che non ha ancora capito che l'idillio di Sigfrido è finito ed eccolo lì che in piena egida di Focus che è in edicola, si chiede perchè sono attratto dalle avventure?

    Oggi convivenza e matrimonio non sono più così sic et simpiciter, abbiamo fenomeni di persone che si sposano, ma non convivono, a causa dei loro rispettivi lavori, per esempio gli scienziati...una coppia di geologi mi raccontava che loro si incrociano in giro per il mondo una volta al mese come degli amanti, e riescono a stare assieme solo durante le vacanze, altri non vedono l'ora che arrivino le ferie per poter respirare secondo l'egida del ferie separate per carità.

    Altri agognano le ferie per stare finalmente assieme.

    Abbiamo di tutto: Mogli esasperate e terrorizzate...mio marito è andato in pensione, mio marito è un anno che è a casa in cassa integrazione e non vivo più, quelle che si lamentano che lui non c'è mai...

    I problemi pratici indicati da lunapiena...quante volte si sono visti...anch'io mi ricordo...cavoli io vivevo a casa mia da solo ed ero abituato alla mia maniera, poi arriva mia moglie che prima cerca di impormi la sua maniera, poi dopo opportuni discussioni e litigi si è fatto alla nostra maniera.
    Voglio dire due persone che sono sempre vissute in famiglia, hanno assunto tutti i sistemi della loro famiglia di provenienza. E secondo l'egida di Seneca, li portano dentro anche nel matrimonio no?

    Ed ecco che si discute se bisogna dormire con la persiana alzata o al buio pesto, si discute se l'acqua minerale e megliore della gasata...e da lì avvengono le cose più impensate...

    Sento forte il tema dei problemi della convivenza proprio per la mia esperienza di vita...
    In collegio ti obbligavano a convivere con tutti.
    Erano sistematicamente ostruiti e stroncati i gruppetti di amici, i circoli, ecc..ecc..cioè spostavano periodicamente i posti nelle tavole, i posti del dormire in maniera che ti entrasse in testa che vivi in comunità, un posto dove andare d'eccordo significa, non amarsi, ma stare sempre attento a non pestare troppi piedi altrui, poi c'è stata l'università e anche lì chi vive negli appartamenti con altri studenti impara un sacco di cose...

    Cosa dicevano per noi uomini? Cos'era per noi uomini staccarsi dalla tetta materna? La naja in compagnia.
    Partire per il militare.
    Chi tornava era finalmente un omo e non più un bamboccio, perchè aveva imparato la vita dura della caserma.

    Ho buttato lì delle idee in fretta perchè non ho tempo di elaborarle e ho musica nella testa.

    SOno persuaso comunque che la convivenza mina i rapporti a lungo andare per cui i primi mesi va male perchè la coppia si deve aggiustare, poi va sempre peggio, per cui abbiamo uno dei due che si rassegna ai sistemi imposti dall'altro.
    Bene dice Minerva due che vanno a convivere siano maturi, ma come fare con 40enni adolescenti conviniti di essere maturi?

    Ho notato per quel che concerne la mia coppia, che mia moglie si identifica molto con l'ambiente in cui vive, la sua casa, e adora avere la casa tutta per sè. Io invece mi identifico molto con i miei territori, per cui mi salva molto avere spazi alternativi alla casa, dove rifugiarmi in caso di necessità di lavori molto impegnativi che implicano non venire disturbati...

    Ecc..ecc..ecc...

    Mah, sai Conte, io sono andato a vivere da solo (non in condivisione) quando avevo 19 anni, onestamente non sono abituato ad avere gente intorno, riuscirei a vivere solo con una persona di cui sono innamorato. Altrimenti: non mi serve una che cucini, lavi, stiri (beh, questo magari sì), faccia la spesa, la lavatrice, stenda le lenzuola e spolveri. Tutte 'ste cose le faccio benissimo da me.

    Ho convissuto per quasi tre anni e dopo il primo periodo di 'assestamento' (qui ci sono le tue cose, qui le mie, a questo ci penso io, a quest'altro invece tu) non è stato il disastro che immaginavo... Ma il volersi bene era alla base di tutto, altrimenti col cavolo che quella povera disgraziata sarebbe rimasta con me, perché io sono il primo a riconoscere che non è semplicissimo vivermi accanto. Eppure lei che mi amava (e solo per quello, fidati) aveva un grande rispetto per i miei spazi ed i miei irrinunciabili momenti di solitudine. Nel senso che ci ha messo poco a capire che quando mi isolavo con la musica, o semplicemente stavo fissando il vuoto, era perché avevo bisogno di starmene per i fatti miei, soltanto con i miei pensieri, e che quello NON era il momento adatto per parlare. Così come io non le rompevo le palle mentre se ne stava 2 ore in bagno a farsi la ceretta e tutte quelle robe lì... Oppure il mio sbattere la bottiglia di plastica vuota sul divano durante le incazzature per le partite di calcio. Queste sono cose che impari ad 'accettare' strada facendo. Senza l'amore e la comprensione, come si fa?

    Io ad esempio ho una regola: nessuno può toccare le mie cose. La mia ex non ha mai messo le mani sulla mia scrivania, per dirne una. Tralasciando il fatto che me ne sarei accorto immediatamente, io credo che sia necessario rispettarsi vicendevolmente per riuscire a trovare il giusto modo di relazionarsi con il 'mondo' dell'altro/a.
    Prima di lei avevo vissuto per tre mesi con un'altra persona... i mesi peggiori della mia vita: lei doveva toccare tutto, spostare tutto, sapere tutto. Cacciata via. Letteralmente cacciata di casa. Ma è anche vero che di lei non me ne importava molto eh... Quindi sì: i sentimenti sono alla base di una convivenza, perché la persona perfetta non esiste, ci sarà sempre qualcosa di lei che ti darà sui nervi, che so... Il modo in cui ripone le ciabatte, in cui preme il tubetto del dentifricio o apre la confezione di biscotti.

    Per questo io ho sempre ritenuto un rapporto senza convivenza un rapporto 'a metà', incompleto per definizione. Per conoscere veramente una persona devi viverci insieme. Certo, le tempistiche e le modalità sono soggettive... Ma non si può prescindere dalla condivisione 'continuata'.
    La relazione da fidanzatini adolescenti, francamente, la trovo ridicola, a partire da una certa età. Questa è la mia opinione...
    E, ripeto, lo dice uno che non ha mai amato avere gente intorno... Anzi, l'esatto opposto. Io ad esempio ho il limite del dormire: già di mio soffro d'insonnia, non riuscirei mai ad addormentarmi accanto a una persona per la quale non provo nulla. La convivenza, per quanto mi riguarda, rappresenta anche un banco di prova fondamentale per i sentimenti reciproci.
    Facile dirmi "sono pazza di te" quando non mi conosci ancora nel mio habitat...
    Ultima modifica di geko; 14/08/2012 alle 23:05

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