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Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: sentimenti e analisti o pseudo tali

  1. #1
    utente divino
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    sentimenti e analisti o pseudo tali

    Siamo circondati da eccessi.
    Eccessi di modelli di terapie - il cognitivista, il comportamentista, lo psicodinamico.....eccessi di letteratura sul tema, quintali di pubblicazioni sull'arte della comunicazione. Perfino eccessi di parole, anzi abusi.
    Il terapeuta è diventato un intervistatore a ripetizione , il paziente un inquisito e le varie sedute un interrogatorio a puntate. Il povero soggetto viene bombardato di precetti, principi, imposizioni e assediato da tentativi di persuasione comportamentale.
    Invece servirebbe quello che raramente si crede serva, la riflessione, qualcuno che ci faccia semplicemente riflettere. Un dispensatore di consigli a pagamento a volte risulta nulla più che uno sterile tentativo di recupero che si protrae nel tempo, per la gioia dello psicologo parcelliere..... ed il paziente diventa un ambulante del buon consiglio, uno psico-addicted a vita, incapace di valutare quello che davvero accade.
    Il migliore degli specialisti dovrebbe portarci a riflettere, pensare alla nostra condizione ed a cosa ha permesso certe percorrenze errate, e da lì prendere decisioni e distanze. Il terapeuta dovrebbe aiutare a camminare con le proprie gambe, mentre spesso offre delle stampelle buone in modo specifico, alla prima occasione si dovrà tornare da lui per un tipo di stampelle diverso!!!!
    Dentro di noi esistono sopite, trascurate, seppellite, le risorse per la "guarigione" ; una riserva a cui attingere se solo riuscissimo ad averne la consapevolezza, ed il mezzo per attingervi è appunto l'autoriflessione profonda de indagatoria, che oggi appare perduta e che quando il tempo era più importante degli impegni che lo annullano, si riusciva ad applicare con regolarità.
    Filosofeggiare su noi stessi infine, per capire cosa veramente vogliamo e cosa davvero ci serve..... in fondo il nostro vero disagio è la mancanza di una reale introspezione, o alla meglio, una diminuita capacità di esplorare la nostra psiche che potrebbe fornire soluzioni ed armi per difenderci contro la vita e perfino le esigenze rapinose altrui.
    E chissà. forse molti tradimenti non avrenbero ragione di essere se a monte ci si comportasse in questo modo.
    Bruja

  2. #2
    fa..
    Ospite
    Io ho sempre rigettato le teorie psicologiche, tutte e nessuna esclusa.

    Non puoi fare un modello o creare dei significati standard per tutti, ? lo dimostra una vita di fallimenti della psicanalisi, ? che poi si traduce più in una moda di pensiero che altro.

    Inoltre, esistono persone che anche senza una capacità particolare, .. che possono ingannare lo stesso psicologo con risposte menzoniere o di comodo.

    Credo che chi si presenta a sedute psicologiche o psichiatriche (di sua spontanea volontà), voglia solo parlare di se, ? e cerchi in qualche modo di capirsi tramite un interlocutore ...che sia disposto solo ad ascoltarlo e sperando come in tutte le cose ? di essere capiti.

    Ma appunto, come dici tu Bruja, ? la sola persona che è in condizioni di capirci e trovare soluzioni siamo sempre noi stessi.

    Il fatto poi di non essere capiti dal partner, ? è del tutto naturale, logico e direi scontato, è una bella ambizione ma di fatto non esiste questa possibilità.

    PS: accidenti Bruja ? che analisi profonda la tua.

  3. #3
    Utente Accolto Oldie
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    Thumbs up complimenti

    Voglio soltanto complimentarmi per questo messaggio. L'ultima frase poi...mi ha ispirato una bella riflessione!
    ciao.

  4. #4
    vlad
    Ospite
    io un pò di psicoanalisi l'ho studiata, e posso assicurarvi che tutto è tranne dispensare consigli.
    lo psicoterapeuta si limita ad effettuare domande a cui il paziente deve rispondere, anche mentendo se vuole.
    La guarigione è nella risposta, perchè per elaborarla, ci costringiamo ad un ragionamento logico che deriva da una riflessione sincera.
    L'analisi serve allo psicoanalista per capire quale strada percorrere, con opportune domande, per far arrivare il paziente, attraverso le risposte, alla soluzione del problema, che il paziente menta non ha importanza, quello che importa è che rifletta.
    I compito è quello di farlo riflettere "a forza", magari indirizzandolo nei luoghi dove la sua volontà non vuole andare, liberando un blocco.
    Lo psicoterapeuta non ti da nessuna soluzione, nessun consiglio.
    Se la montagna è il problema, lo psico ti fa solo un programma di allenamento, ma la montagna, la scali tu da solo.
    Idem nella terapia di coppia, serve solo a far parlare i coniugi liberamente, in modo pacato, cosa che evidentemente non avviene in ambito familiare.
    Alla fine tu parli con te stesso, ti capisci e puoi decidere.
    Questo forum svolge benissimo la stessa funzione. Ma andrebbe bene un buon amico che sta li ad ascoltarci, oppure un diario, come una volta.
    Lo psicologo serve se questi tre sistemi non funzionano.
    E succede quando a seguito di un trauma fisico/emozionale il cervello mette in moto un meccanismo di difesa che è la rimozione del dolore, attraverso ll perdita di memoria conscia, quella inconscia pultroppo rimane, ed è quella che ci porta problemi.
    Se noi non abbiamo ancora elaborato una risposta al dolore, non lo abbiamo capito, accettato, se questa rimozione avviene prima, si verifica un blocco, la persona a questo punto presenta i sintomi di un problema, ma non ne ricorda l'origine, qundi non è in grado di risolverlo. A volte questi sintomi si trasformano in effetti fisici che portano la persona ad ammalarsi, quindi ricondurlo ad un origine emozionale è ancora più difficile.
    Questo succede soprattutto con i problemi che si hanno nell'infanzia, perchè in quell'età non siamo ancora in grado di risolverli, molte volte non ne abbiamo le forze, con il tempo, li dimentichiamo, il problema rimane, sepolto, ma rimane.
    Facciamo il classico caso del bambino vittima violenza sesuale. Se questa avviene nell'età 4-6 anni e magari per una volta sola, può succedere che da adulto non ricordi assolutamente nulla di quello che è successo, ma si comporterà in una maniera tale da ripercorrere quello che è successo, oppure evitando accuratamente gli altri, ecc, ecc. Il brutto è che lui non riesce a capire perchè si comporta in quel modo, sa solo che se non fa così sta male.
    Solo in questi caso dovrebbe servire l'analisi psicologica.
    Per il resto dovremmo essere in grado di farcela da soli, e questo lo impariamo nella fase adolescenziale. Certo se anche li non facciamo determinate esperienze, magari perchè i genitori o l'ambiente non lo permettono, potremmo ritrovarci a farle a 40 anni, con gli effette amplificati dalla portata di quello che facciamo.
    Come se un bambino non impara ad andare in bicicletta, quindi non casca, non si fa male, non capisce i suoi limiti, gli regalano un motorino, e poi fa sul motorino quello che avrebbe dovuto fare con la bici, con il rischio di farsi male aumentato dalla mole e dalla velocità del mezzo.
    Io non ho mai perso una fidanzata per un tradimento, quando ero adolescente, per cui non ne conosco gli effetti emotivi, non conosco il pericolo, non ho un freno a farlo adesso. Ma adesso con matrimonio e figli gli effetti, anche per una scappatella, sarebbero disastrosi.

    Saluti

  5. #5
    utente divino
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    vlad

    Tardivamente ma spero in tempo rispondo all'ultimo post di vlad.
    Questa frase mi ha colpito al di là delle opinioni sulla psicoanalisi che posso condivere, tant'è che gli psicologi medesimi fra loro sono soliti psicoanalizzarsi per valutare le scelte terapeutiche in modo colleggiale ( esperienza vista in molti centri di psicoanalisi):

    "Io non ho mai perso una fidanzata per un tradimento, quando ero adolescente, per cui non ne conosco gli effetti emotivi, non conosco il pericolo, non ho un freno a farlo adesso. Ma adesso con matrimonio e figli gli effetti, anche per una scappatella, sarebbero disastrosi."

    Qui sta il punto, l'innamoramento con fardello di tradimento al seguito, se subito in età giovanile, è esattamente come le malattie esantematiche, passato l'esantema si ha una certa immunizzazione, ma farle da adulti.................sono dolori e spesso gli effetti collaterali sono inevitabili e pesanti!!!
    Resta vera una cosa, età a parte, che nel tradimento la scappatella per debolezza, ancorché sgradevolissima, può essere transata e perdonata, ma la relazione, il coinvolgimento e la complicità che esce dal matrimonio e viene intrecciata con una diversa persona lascia segni che, comunque, resteranno nella coppia ed interferiranno nel divenire della stessa.
    Ecco perchè credo che prima di fare il "salto della barricata" un filino di autoanalisi e di prudenza non sarebbe una scelta peregrina.
    Il piacere nel tradimento è immediato ed eccitante ma se si valutasse a quante problematiche, seccature, pèrdita di fiducia, mancata credibilità e ritorsioni si va incontro se il tradimento viene scoperto, credo davvero che sarebbe più saggia decisione magari parlare del proprio disagio con il/la coniuge. Almeno si salva la faccia ed il credito della propria persona ed il dialogo avuto resta quale chiarimento a segnalazione del disagio che, se non colto, può rendere, se non giustificabili almeno prevedibili, eventuali azioni non proprio ortodosse dell'altro/a.
    Bruja

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