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Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: mariti e mogli

  1. #1
    utente arcangelo
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    Cool mariti e mogli

    Un'antica formula matrimoniale dice ..nella buona e nella cattiva sorte, in ricchezza e in povertà, in salute e in malattia...

    Il tradimento non può essere equiparato a "cattiva sorte" o a una "malattia" ?

    Questa riflessione è di per sè contraddittoria in quanto sempre in quella formula si parla di fedeltà ..di cui si parla anche nella formula attuale

    La riflessione è nata dal pensiero che ero arrivata in una fase della storia matrimoniale in cui mi sentivo di poter contare su mio marito e che lui potesse contare su di me ..indipendentemente dalle apparenze esteriori. Non intendo dire che ci si potesse appiattire e lasciarsi andare (segno di mancanza di rispetto), ma che ci fosse un legame importante al di là della superficie e che avrebbero potuto sopraggiungere disgrazie ..ad esempio una malattia..un tumore che avrebbe imbruttito deformato viso e corpo e reso anche noioso, lamentoso in modo insopportabile l'altro..ma comunque saremmo stati l'uno accanto all'altra.
    Proprio questa riflessione mi aveva fatto sentire atrocemente tradita perché tradita non solo sul piano sessuale e affettivo e tradita nella lealtà, ma tradita nell'affidamento di cura..su cui capivo di non poter più contare.
    Tanto che, in momenti di rabbia ironica che mi vengono spontanei, scherzavo con gli amici dicendo che avrei regalato a mio marito un bel vassoio di funghi (che gli piacciono, ma non digerisce e gli danno reazioni vicine all'intossicazione)e che poi avrebbe dovuto chiamare "quella" alle tre di notte a cercare una farmacia di turno per procurargli la medicina necessaria (cosa fatta molte volte durante la nostra storia comune). Cioè auguravo all'altra di mettersi in gioco nella "malattia"..
    Quando è successo il mio disastro una mia amica saggia mi ha detto: "..per carità..meglio questo di un cancro!" e subito ho pensato ..eh già ..se mi fosse successo o se mi dovesse succedere io pensavo di contare su di lui...
    Ma ora mi domando perché se io mi ritenevo in grado di farmi carico di una sua malattia (..che può essere anche una grave di tipo psicologico) ..perché non mi sento di sopportare un tradimento (che pure è stato ben grave ..ma che ho "diagnosticato" come causato da una sua debolezza psicologica) ?
    Perché non potrei considerarlo alla stregua di una malattia? Cosa mi impedisce di dimostrargli l'amore incondizionato che pensavo ci fosse tra noi?

    Questa riflessione mi porta anche a una considerazione generale di apprezzamento nei confronti di mogli (o di mariti) che perdonano il coniuge traditore e ricompongono la coppia e l'armonia familiare. Apprezzamento che mi sembra non sia frequentemente condiviso come se la moglie che si tiene il marito traditore fosse una donna di serie B ..mentre l'amante che l'ha condiviso consapevolmente per anni fosse in una condizione migliore qualora dovesse avere tutto per sè quel campione di lealtà...


    P.S. non ne ho intenzione

  2. #2
    samu
    Ospite
    Condivido la tua prospettiva e come te ho profonda ammirazione per chi riesce, anche in mezzo alle peggiori bufere, a mantenere integri l'amore e la tutela della propria unione.
    E' nelle diffcoltà che si vede di che sostanza siamo fatti e che tenuta hanno i nostri sentimenti.
    Perdonare è tutt'altro che un atto di debolezza. E' meravigliosa forza.
    Debole è chi indietreggia impaurito e offeso, chi confonde l'insicurezza, l'orgoglio ferito con la dignità.
    Chi riesce invece a tendere la mano, ad avere fiducia quando non ce ne sarebbe apparente ragione, è padrone di sè e guida per l'altro.

  3. #3
    utente divino
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    Citazione Originariamente Scritto da Persa/Ritrovata Visualizza Messaggio

    Ma ora mi domando perché se io mi ritenevo in grado di farmi carico di una sua malattia (..che può essere anche una grave di tipo psicologico) ..perché non mi sento di sopportare un tradimento (che pure è stato ben grave ..ma che ho "diagnosticato" come causato da una sua debolezza psicologica) ?
    Perché non potrei considerarlo alla stregua di una malattia? Cosa mi impedisce di dimostrargli l'amore incondizionato che pensavo ci fosse tra noi?
    Se fosse stato colpito da una malattia la dimostrazione dell'amore che provi per lui ne sarebbe riuscita vincitrice. Lui il debole, e tu la forte che gli allunghi la tua mano per aiutarlo.

    Nel tradimento che hai subito lui ha negato la tua persona di fatto, ti ha dimostrato di amare un qualcosa di diverso da te.

    Negata quindi, e oltretutto in maniera reiterata nel tempo, tu da sola non puoi ricostruire quella immagine che lui ha ucciso ai tuoi occhi, ecco perchè credo che sia cosi difficile ricostruir-si accanto a lui.

    Nel caso della malattia "l'altro" non nega nulla, anzi, è il suo bisogno che ti riconferma nel ruolo e nell'amore che sai/puoi dimostrare.

  4. #4
    utente divino
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    samu

    Citazione Originariamente Scritto da samu Visualizza Messaggio
    Condivido la tua prospettiva e come te ho profonda ammirazione per chi riesce, anche in mezzo alle peggiori bufere, a mantenere integri l'amore e la tutela della propria unione.
    E' nelle diffcoltà che si vede di che sostanza siamo fatti e che tenuta hanno i nostri sentimenti.
    Perdonare è tutt'altro che un atto di debolezza. E' meravigliosa forza.
    Debole è chi indietreggia impaurito e offeso, chi confonde l'insicurezza, l'orgoglio ferito con la dignità.
    Chi riesce invece a tendere la mano, ad avere fiducia quando non ce ne sarebbe apparente ragione, è padrone di sè e guida per l'altro.


    io credo che anche attraverso un tradimento si possa misurare l'amore e non l'innamoramento verso l'altro.

    Ci innammoriamo, mettiamo l'altro sul trono, ci proiettiamo quelle qualità che riteniamo che non ci appartengono..e poi ..quando non le vediamo piu' per mille motivi attribuiamo a loro la responsabilità di averle perse.E li facciamo cadere dal trono.

    A questo punto si misura davvero il Nostro Amore. ( che pero' attenzione, non deve essere in realtà paura di stare da soli. ..che è altra roba )

    Io credo che il tradimento in se' stesso sia solo ( ma non in senso riduttivo) l'espressione estrema,quella al vertice, la piu' plateale insomma di una malattia che governa il rapporto.

    E' come se fosse il sintomo meno subdolo per capirci.

    Se attraverso il tradimento il traditore e il tradito riescono a prendere contatto con gli autentici motivi e responsabilità che albergano in ognuno di essi..allora si puo' fare un passo avanti e superare l'inciampo del corso della relazione.

    Ma se non si riesce a prendere contatto con la parte piu' intima di noi stessi, se non si va a scavare dentro..nel profondo di ognuno di noi...per capire il perchè e il percome si è tradito il patto di fedeltà giurato a noi stessi con la formuletta nota...
    a nulla sarò sarà servito il rapporto e il relativo tradimento e pronti saremo a reiterarlo ancora con la prossima vittima.

    Possibile "Vittima" che; se sarà matura nel leggere certe dinamiche di relazione si difederà
    scappando o quantomeno facendo attenzione a non partire in quinta, se sarà a sua volta miope quanto l'ex traditore/ traditrice sarà cooprotagonista di una relazione destinata a fallire nel tempo.

  5. #5
    Utente Leggendario
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    Citazione Originariamente Scritto da samu Visualizza Messaggio
    Condivido la tua prospettiva e come te ho profonda ammirazione per chi riesce, anche in mezzo alle peggiori bufere, a mantenere integri l'amore e la tutela della propria unione.
    E' nelle diffcoltà che si vede di che sostanza siamo fatti e che tenuta hanno i nostri sentimenti.
    Perdonare è tutt'altro che un atto di debolezza. E' meravigliosa forza.
    Debole è chi indietreggia impaurito e offeso, chi confonde l'insicurezza, l'orgoglio ferito con la dignità.
    Chi riesce invece a tendere la mano, ad avere fiducia quando non ce ne sarebbe apparente ragione, è padrone di sè e guida per l'altro.
    Non sono molto d'accordo su questa definizione, per quanto ho potuto osservare solitamente le coppie più "felici" sono proprio quelle che vivono in difficoltà. Stranamente succede che nel momento in cui hai tanti problemi da affrontare, se il problema non è il/la compagno/a, il rapporto famigliare si rinsalda perchè è l'unico luogo sicuro.

    I matrimoni si sfasciano solitamente quando i veri problemi sono superati e c'è il tempo di rilassarsi e guardarsi intorno, fino a che sei in trincea, ti preoccupi di non rimanere gravemente ferito.......


    lancillotto

  6. #6
    utente divino
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    piccola riflessione

    E' vero che perdonare è un meraviglioso atto di forza interiore, ma molto dipende dalla persona che deve essere perdonata.
    Dobbiamo essere onesti con noi stessi, se chi ha tradito si rivela corretto, pentito o almeno ha chiare intenzioni di ricostruire e meritarsi una chance, è tutto più che possibile; se ci troviamo invece di fronte ad atteggiamenti cialtroneschi, ripetuti e da presa in giro il perdono diventa una merce preziosa e sappiamo bene che non si danno le perle......... etc etc
    Bruja

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