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Discussione: Equivoci

  1. #1
    utente divino
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    Equivoci

    Non si può costruire la propria felicità sull'infelicità altrui.

    Questa frase citata anche da lilith_666 recentemente mi ha fatto riflettere parecchio e portato ad alcune considerazioni su chi entra in un rapporto come terzo/a incomodo/a.

    Spesso è proprio il ravvisare infelicità in chi è dentro a quel rapporto (non avendo ovviamente il contraltare della versione dell'altro/a componente della coppia) ad indurci a credere che il nostro rapportarci con quella persona possa essere "salvifico", possa portare felicità e non dolore laddove si riscontra (o si vuole credere o ci viene fatto credere) che felicità non vi sia.

    Credo che finchè si è in un certo sentire è ben difficile credere altrimenti, porsi anche solo la domanda o la problematica di cosa provoca la nostra presenza in quel rapporto.
    Da lì progetti su come potrebbero star meglio con noi anche i figli dell'altro/a, valutazioni sulla "vita nuova" che si darebbe al nostro amante/amato/a, non disgiunti spesso da un certo spirito da crocerossina/infermieredell'anima (il maschile di crocerossina...è ostico!!).

    Solo quando si esce da quello stato si vede anche il male che si può arrecare, ma ormai il danno è fatto.

  2. #2
    Non registrato
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    Mi pare che ti sei gia risposto da te....personalmente penso sia già difficile essere pienamente felici essendo il terzo "incomodo" ed anche se entrambi foste comunque spensierati cosa che dubito in campo tradimento.
    Bisognerebbe essere davvero pieni di gioia e spensieratezza consapevoli dei limiti di un rapporto non unico

  3. #3
    utente arcangelo
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    Cool insomma..

    Citazione Originariamente Scritto da trottolino Visualizza Messaggio
    Non si può costruire la propria felicità sull'infelicità altrui.

    Questa frase citata anche da lilith_666 recentemente mi ha fatto riflettere parecchio e portato ad alcune considerazioni su chi entra in un rapporto come terzo/a incomodo/a.

    Spesso è proprio il ravvisare infelicità in chi è dentro a quel rapporto (non avendo ovviamente il contraltare della versione dell'altro/a componente della coppia) ad indurci a credere che il nostro rapportarci con quella persona possa essere "salvifico", possa portare felicità e non dolore laddove si riscontra (o si vuole credere o ci viene fatto credere) che felicità non vi sia.

    Credo che finchè si è in un certo sentire è ben difficile credere altrimenti, porsi anche solo la domanda o la problematica di cosa provoca la nostra presenza in quel rapporto.
    Da lì progetti su come potrebbero star meglio con noi anche i figli dell'altro/a, valutazioni sulla "vita nuova" che si darebbe al nostro amante/amato/a, non disgiunti spesso da un certo spirito da crocerossina/infermieredell'anima (il maschile di crocerossina...è ostico!!).

    Solo quando si esce da quello stato si vede anche il male che si può arrecare, ma ormai il danno è fatto.
    NON SI PUò COSTRUIRE LA PROPRIA FELICITà SULL'INFELICITà ALTRUI..
    Veramente quando me l'ha detto mio marito ..stavo per vomitare!
    Che cazz ..vuol dire?!
    Mentre me lo diceva ..faceva la parte di quello che rinunciava alla sua felicità con "quella" per sensi di colpa per me ...ma va' va' va'... ! Ovvero che non sarebbe riuscito a essere felice con quella pensando di aver provocato del dolore a me!
    Perché la sua felicità era condizionata dai sensi di colpa per me ..dopo quello che aveva fatto?
    Ma peppiacere!!!
    La sua felicità!!! E la mia?? La mia doveva essere stata salvaguardata dalla sua menzogna? Dal mio accettarlo intero e interpretare come stanchezza ...l'esaurimento da surmenage...?
    E la sua felicità con una donna "migliore" perché capace (come lui) di vivere nella menzogna e denigrare la persona che aveva scelto per condividere la vita e con cui aveva evuto 2 figli?
    E la mia infelicità sarebbe derivata dal perderlo e non dall'essere tradita?
    OGNI VOLTA CHE SI PRENDE UNA DECISIONE SI RINUNCIA ALLE ALTRE POSSIBILITà E LO SI FA PER SE STESSI ..senza considerare se le possibilità a cui si rinuncia possano creare dolore...
    Per quanto riguarda un tradimento è il momento in cui si inizia un rapporto è quello in cui si devono considerare le altre decisioni già prese in precedenza e per cui si sono fatte liberamente delle promesse..
    Conosco poche persone che credono alle promesse "legali" ..ma alla promessa di lealtà tutti e questa non è una promessa grossa (mi riferisco anche alla discussione in cui si era citato Ligabue..) è il minimo per poter iniziare un rapporto..e mantenerlo..E per lealtà si dovrebbe non iniziare altri rapporti o parlarne subito...porsi problemi dopo che ce lo si è coltivato con cura è ridicolo!
    Non è il momento in cui si è scoperti o quando si decide l'abbandono che bisogna domandarsi dell'infelicità che si provoca ..bisognava pensarci molto molto prima!

  4. #4
    samu
    Ospite
    Non vedo equivoci, vedo solo superficialità e creduloneria.

  5. #5
    Utente Leggendario
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    più che equivoco

    Sono d'accordo con trottolino quando afferma che molti triangoli si basano sul concetto di portare gioia la dove manca, ma più che equivoco lo chiamerei autoassoluzione.

    In modo superficiale è poi anche vero che ciò avvenga perchè chi sta all'apice del triangolo (il traditore che ha moglio o marito) per placare quello che all'inizio è un senso di colpa, successivamente per evitare che possano nascere sospetti, o per non avere rotture di scatole che interferiscano con i programmi, porta novità nel nucleo famigliare sottoforma di regali, disponibilità al dialogo o maggior tolleranza.

    Il tutto va a cadere nel momento in cui gli altri due angoli si rendono conto di essere in un triangolo e non su una semiretta...........

  6. #6
    utente divino
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    lanci

    Citazione Originariamente Scritto da lancillotto Visualizza Messaggio
    Sono d'accordo con trottolino quando afferma che molti triangoli si basano sul concetto di portare gioia la dove manca, ma più che equivoco lo chiamerei autoassoluzione.
    In modo superficiale è poi anche vero che ciò avvenga perchè chi sta all'apice del triangolo (il traditore che ha moglio o marito) per placare quello che all'inizio è un senso di colpa, successivamente per evitare che possano nascere sospetti, o per non avere rotture di scatole che interferiscano con i programmi, porta novità nel nucleo famigliare sottoforma di regali, disponibilità al dialogo o maggior tolleranza.
    Il tutto va a cadere nel momento in cui gli altri due angoli si rendono conto di essere in un triangolo e non su una semiretta...........
    Concordo, c'è appunto è la parte che dovrebbe portare "benessere" al rapporto coniugale e che è parte stessa dell'autoassoluzione. Si è più disponibili e gentili per stare tranquilli quindi il benessere recato è metà dovuto al personale interesse di avere calma piatta nel rapporto extra.
    Credo comunque che la frase sull'infelicità altrui abbia anche un'altra lettura, non è solo l'infilarsi in un rapporto più o meno in crisi, ma soprattutto nel non riuscire quasi mai ad averne altro che la clandestinità che, se scoperta porta pasticci a tutti e mai felicità.......... di più direi che infelicità dipende dalla spesso ben chiara di compensazioni che servono a ben poche progettualità. La coppia primaria resta stabile e quindi non si raggiunge quasi mai il fine, magari anche romanticamente dichiarato ma inattuabile, di formare una coppia nuova.
    E' brutto dirlo ma è come mettere una toppa in un tessuto, sta male non è estetica magari, ma funziona alla bisogna, ma la toppa da sola ha bisogno di un tessuto per avere un senso, a meno che ci si faccia bastare "la campionatura" per poi costruire la necessaria trama o ordito, ma il tessuto precedente ed eventuali "eredi" resta incancellato.
    Bruja


    p.s. x trottolino
    Il maschile di crocerossina potrebbe essere portantino???

  7. #7
    utente divino
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    condivido trottolino

    Non si può costruire la propria felicità sull'infelicità altrui.




    Spesso è proprio il ravvisare infelicità in chi è dentro a quel rapporto (non avendo ovviamente il contraltare della versione dell'altro/a componente della coppia) ad indurci a credere che il nostro rapportarci con quella persona possa essere "salvifico", possa portare felicità e non dolore laddove si riscontra (o si vuole credere o ci viene fatto credere) che felicità non vi sia.

    Credo che finchè si è in un certo sentire è ben difficile credere altrimenti, porsi anche solo la domanda o la problematica di cosa provoca la nostra presenza in quel rapporto.

    A personale modo di credere in relazione sana, condivido la lettura di Trottolo.

    Si puo' costruire una relazione serena e quindi sana, solo sulla serenità acquisita dell'individuo e non sulle macerie di una relazione pregressa .

    Da lì progetti su come potrebbero star meglio con noi anche i figli dell'altro/a, valutazioni sulla "vita nuova" che si darebbe al nostro amante/amato/a, non disgiunti spesso da un certo spirito da crocerossina/infermieredell'anima (il maschile di crocerossina...è ostico!!).
    Ostico e panacea illusoria.




    Solo quando si esce da quello stato si vede anche il male che si può arrecare, ma ormai il danno è fatto

    Vero

    ma si è imparato di piu', almeno si spera.

  8. #8
    utente divino
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    p/R

    Citazione Originariamente Scritto da Persa/Ritrovata Visualizza Messaggio
    NON SI PUò COSTRUIRE LA PROPRIA FELICITà SULL'INFELICITà ALTRUI..
    Veramente quando me l'ha detto mio marito ..stavo per vomitare!
    Che cazz ..vuol dire?!
    Mentre me lo diceva ..faceva la parte di quello che rinunciava alla sua felicità con "quella" per sensi di colpa per me ...ma va' va' va'... ! Ovvero che non sarebbe riuscito a essere felice con quella pensando di aver provocato del dolore a me!
    Perché la sua felicità era condizionata dai sensi di colpa per me ..dopo quello che aveva fatto?
    Ma peppiacere!!!
    La sua felicità!!! E la mia?? La mia doveva essere stata salvaguardata dalla sua menzogna? Dal mio accettarlo intero e interpretare come stanchezza ...l'esaurimento da surmenage...?
    E la sua felicità con una donna "migliore" perché capace (come lui) di vivere nella menzogna e denigrare la persona che aveva scelto per condividere la vita e con cui aveva evuto 2 figli?
    E la mia infelicità sarebbe derivata dal perderlo e non dall'essere tradita?
    OGNI VOLTA CHE SI PRENDE UNA DECISIONE SI RINUNCIA ALLE ALTRE POSSIBILITà E LO SI FA PER SE STESSI ..senza considerare se le possibilità a cui si rinuncia possano creare dolore...
    Per quanto riguarda un tradimento è il momento in cui si inizia un rapporto è quello in cui si devono considerare le altre decisioni già prese in precedenza e per cui si sono fatte liberamente delle promesse..
    Conosco poche persone che credono alle promesse "legali" ..ma alla promessa di lealtà tutti e questa non è una promessa grossa (mi riferisco anche alla discussione in cui si era citato Ligabue..) è il minimo per poter iniziare un rapporto..e mantenerlo..E per lealtà si dovrebbe non iniziare altri rapporti o parlarne subito...porsi problemi dopo che ce lo si è coltivato con cura è ridicolo!
    Non è il momento in cui si è scoperti o quando si decide l'abbandono che bisogna domandarsi dell'infelicità che si provoca ..bisognava pensarci molto molto prima!


    Stai dicendo che lui non avrebbe scelto lei solo per i sensi di colpa che nutriva nei tuoi confronti?

    Se è cosi , è vero, si vuole autoassolvere e basta.

    Coi sensi di colpa ci devi convivere, non li puoi eliminare,e li devi prima comprendere, superare e quindi crescere... sempre che. ..si voglia crescere.

  9. #9
    Utente Figo Oldie
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    Ciao a tutti,
    dalla frase di Lilith mi viene in mente una cosa....
    Concordo anche io che la felicità non può essere costruita sull'infelicità altrui e che quindi la mia storia ha avuto la migliore fine....Per intenderci, se lui fossevenuto da me in queste condizioni sarebbe stato malissimo e io non avrei avuto quella felicità con lui che tanto desideravo....se proprio deve essere lui (scusate, non mi cazziate, ma ancora ci spero), deve succedere quando e SE il rapporto con la moglie non andrà più bene e la lascerà per motivi loro, ovvero all'interno del loro matrimonio.
    Però mi chiedo....la moglie sta giustamente costruendo la sua felicità sul matrimonio in cui ha creduto, è quindi giustissimo e si sta impegnando come è corretto fare. Lui però ora sta costruendo la sua felicità sulla mia infelicità.....in questo caso non vale il proverbio?

  10. #10
    utente divino
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    Ari

    Citazione Originariamente Scritto da Ari Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti,
    dalla frase di Lilith mi viene in mente una cosa....
    Concordo anche io che la felicità non può essere costruita sull'infelicità altrui e che quindi la mia storia ha avuto la migliore fine....Per intenderci, se lui fossevenuto da me in queste condizioni sarebbe stato malissimo e io non avrei avuto quella felicità con lui che tanto desideravo....se proprio deve essere lui (scusate, non mi cazziate, ma ancora ci spero), deve succedere quando e SE il rapporto con la moglie non andrà più bene e la lascerà per motivi loro, ovvero all'interno del loro matrimonio.
    Però mi chiedo....la moglie sta giustamente costruendo la sua felicità sul matrimonio in cui ha creduto, è quindi giustissimo e si sta impegnando come è corretto fare. Lui però ora sta costruendo la sua felicità sulla mia infelicità.....in questo caso non vale il proverbio?
    La tua domanda è ben articolata ma devi sempre tenere conto delle persone con cui hai a che fare! Ti pare che quei due abbiano un rapporto basato sulla reciproca fiducia e trasparenza?
    Lei crede quello che visibilmente ritiene giusto in base alle motivazioni che lui le suggerisce e lui crede di essere in buonafede pensando di fare quello che è giustamente ragionevole.............insomma sono due farisei in buonafede!!
    Ma tu sei proprio certa di volere che lui venga con te in seguito a ripensamenti? Nella migliore delle ipotesi sarebbe un fariseo ravveduto...... una specie di portatore sano di ignoranza emotiva adattata alle esigenze contingenti.
    Meriti di meglio, ma sei tu la prima che deve arrivare a convincersene.
    Bruja

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