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Risultati da 1 a 10 di 28

Discussione: confessare..

  1. #1
    utente arcangelo
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    Question confessare..

    Ho rilevato un generale giudizio negativo nei confronti di chi confessa un tradimento. Giudizio ancor più negativo che sul tradimento stesso.
    Mentre tra quel che rimprovero con più forza a mio marito vi è proprio non avermene parlato.
    Ho comprensione per la debolezza umana e capisco la possibilità che si possa incorrere nel tradimento..
    Meglio sarebbe non commetterlo e se coinvolti in un gioco ..parlarne prima con il partner e affrontare insieme le ragioni che hanno portato a considerare un'altra persona..ma se si sceglie di vivere l'avventura ..il flirt...o come si decide di chiamare il tradimento ..almeno dopo si dovrebbe avere il coraggio di parlarne.
    Vero è che mio marito mi aveva chiesto più volte se avevo pensato di tradirlo e alla mia risposta negativa aveva aggiunto che mi avrebbe capita e perdonata (che buono!! ) e io avevo risposto che invece io avrei reagito come Lorena Bobbit ...ma era per me solo scherzare..in realtà sarei stata disponibile a cercare di capire..
    Non comprendo perché invece di fronte a una confessione tutti reagiscono considerandola una viltà..mentre mi sembra molto più vile continuare a mentire e nascondere.
    Ovvio tutto vale se uno è pentito e vuole chiudere il rapporto extra e crede di dover dare una "ristrutturata" al rapporto storico...se invece vuol continauare a vivere la storia parallela ..è un'altra storia.
    Beh la domanda è: perché consigliare sempre di non confessare e perché considerare il confessore sempre un vile che si scarica la coscienza e non una persona che ha ritrovato la sua trasparenza?

  2. #2
    utente divino
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    P/R

    Non è così semplice; la confessione può essere frutto di un percorso interiore vissuto e sofferto che tende a restituire alla coppia la sincerità inizialmente mancata.
    Sotto questo aspetto sia io che te vediamo una positività costruttiva nella confessione; ma la realtà è parecchio diversa.......... in percentuale chi confessa lo fa per mille motivi: scaricare la coscienza, evitare di essere scoperto ed avere una attenuante, volersi liberare dell'amante in modo che non possa rompere con eventuali ricatti........... insomma parecchie ragioni fra le quali la trasparenza è piuttosto in minoranza.
    Siccome queste sono le motivazioni preponderanti, trovo sgradevole che per sgravarsi di un peso, qualunque esso sia, ci si ricordi di avere un/a complice nel proprio coniuge con cui confidarsi.
    Giustamente dici che meglio sarebbe non tradire e parlare, ma dal momento che si sceglie la clandestinità, sarebbe anche abbastanza meschino mettere al corrente il/la partner della trasgressione in nome di una sincerità che fino al gioprno prima si sentiva molto all'acqua di rose, se non si è ben sicuri che la sincerità porti davvero benefici.
    Dici che ti sembra più vile mentire e nascondere, può essere vero ma, è generoso secondo te, in nome di una lealtà tardiva, mettere l'inferno nella testa del partner?
    Prima si tradisce per trovare la propria individualità e forse per compensarsi, poi si confessa per dimostrare che nonostante tutto si è trasparenti e si fa ammenda..............

    Perfetto, ma c'è una sola cosa che stona; bisognerebbe essere in grado di valutare se chi saprà questa verità sarà in grado di apprezzare la parte salvifica di questa confessione.
    La domanda non è se sia giusto confessare o meno, ma se è il caso di confessare a chi potrebbe non essere in grado di recepire tanta trasparenza ed entrasse in crisi personale.
    Il tuo è un felice caso di confessione motivata ed elaborata da entrambi che ha pèortato ad una nuova vita di coppia, non commettere l'errore che sia una realtà diffusa......
    Anche in questo caso non esiste il bianco ed il nero, ma molte sfumature di grigio che vanno interpretate per capire come sia meglio comportarsi. La verità è sempre la migliore delle possibilità, ma deve essere iniziale, se va a chiarire un inganno bisogna valutare il danno che si fa nel portarlo alla luce. A volte è un rischio calcolato, altre un sasso in uno stagno che non smette mai di fare cerchi!
    Ciao e buona domenica
    Bruja

  3. #3
    Non registrato
    Ospite

    ci provo

    Citazione Originariamente Scritto da Persa/Ritrovata
    Ho rilevato un generale giudizio negativo nei confronti di chi confessa un tradimento. Giudizio ancor più negativo che sul tradimento stesso.
    Mentre tra quel che rimprovero con più forza a mio marito vi è proprio non avermene parlato.
    Ho comprensione per la debolezza umana e capisco la possibilità che si possa incorrere nel tradimento..
    Meglio sarebbe non commetterlo e se coinvolti in un gioco ..parlarne prima con il partner e affrontare insieme le ragioni che hanno portato a considerare un'altra persona..ma se si sceglie di vivere l'avventura ..il flirt...o come si decide di chiamare il tradimento ..almeno dopo si dovrebbe avere il coraggio di parlarne.
    Vero è che mio marito mi aveva chiesto più volte se avevo pensato di tradirlo e alla mia risposta negativa aveva aggiunto che mi avrebbe capita e perdonata (che buono!! ) e io avevo risposto che invece io avrei reagito come Lorena Bobbit ...ma era per me solo scherzare..in realtà sarei stata disponibile a cercare di capire..
    Non comprendo perché invece di fronte a una confessione tutti reagiscono considerandola una viltà..mentre mi sembra molto più vile continuare a mentire e nascondere.
    Ovvio tutto vale se uno è pentito e vuole chiudere il rapporto extra e crede di dover dare una "ristrutturata" al rapporto storico...se invece vuol continauare a vivere la storia parallela ..è un'altra storia.
    Beh la domanda è: perché consigliare sempre di non confessare e perché considerare il confessore sempre un vile che si scarica la coscienza e non una persona che ha ritrovato la sua trasparenza?


    Confessando metti a parte l'altro di una scelta che si è basata sull'affermazione di una volontà "autonoma" dall'altro. Mettendo a parte l'altro , come giustamente sottolinea Persa, rendi trasparente la posizione di chi ha scelto un qualcosa di diverso dal tradito.

    insomma il tradito è al corrente di quanto sia accaduto nel rapporto e paradossalmente, cosi, rispettandolo, gli dai la possibilità di scegliere come l'ha avuta il traditore.

    e cosi l'inganno si potrebbe riassorbire, eliminare.

    Che ne dici Persa?

    In parole povere, ti ho tradito, te lo confesso , per darti la possibilità di scegliere in autonomia come ho fatto io.

  4. #4
    utente divino
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    Persa...mi ero persa la firma , so' questa di sopra.

  5. #5
    utente divino
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    miciolidia

    Citazione Originariamente Scritto da Non registrato
    Confessando metti a parte l'altro di una scelta che si è basata sull'affermazione di una volontà "autonoma" dall'altro. Mettendo a parte l'altro , come giustamente sottolinea Persa, rendi trasparente la posizione di chi ha scelto un qualcosa di diverso dal tradito.
    insomma il tradito è al corrente di quanto sia accaduto nel rapporto e paradossalmente, cosi, rispettandolo, gli dai la possibilità di scegliere come l'ha avuta il traditore.

    e cosi l'inganno si potrebbe riassorbire, eliminare.
    Che ne dici Persa?
    In parole povere, ti ho tradito, te lo confesso , per darti la possibilità di scegliere in autonomia come ho fatto io.


    Tutto accettabile, ma resta il fatto che "va considerata la persona a cui dire questa verità" che può essere devastante. La verità deve essere un qualcosa che lava e rende tutto visibile e trasparente, ma non può essere uno tsunami.........
    Oltre alla sincerità si deve considerare la qualità di vita e la capacità di assorbimento di un simile peso psicologico da parte dell'altro. E' importantissima questa distinzione. Non siamo tutti uguali e va tenuto conto della tenuta e della sensibilità individuale di ognuno.
    E considerate che io sono contro il tradimento e la menzogna, ma non aver saputo parlare prima non significa che si è avallati nel parlare dopo, anche perchè non sono molti quelli che lo fanno con i presupposti che voi mettete in campo.
    Bruja

  6. #6
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    Condivido quel che ha scritto Bruja.
    A volte confessare è un lusso che non possiamo permetterci.
    Lea

  7. #7
    utente arcangelo
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    Wink un po' sì

    Citazione Originariamente Scritto da Non registrato
    Confessando metti a parte l'altro di una scelta che si è basata sull'affermazione di una volontà "autonoma" dall'altro. Mettendo a parte l'altro , come giustamente sottolinea Persa, rendi trasparente la posizione di chi ha scelto un qualcosa di diverso dal tradito.

    insomma il tradito è al corrente di quanto sia accaduto nel rapporto e paradossalmente, cosi, rispettandolo, gli dai la possibilità di scegliere come l'ha avuta il traditore.

    e cosi l'inganno si potrebbe riassorbire, eliminare.

    Che ne dici Persa?

    In parole povere, ti ho tradito, te lo confesso , per darti la possibilità di scegliere in autonomia come ho fatto io.
    Sì un po' è questo...ma anche altro..
    In un rapporto trasparente è impossibile nascondere un'esperienza che ha una rilevanza... un'emozione ...insomma non nego che si possa provare un'emozione ..ma mi sembra inconcepibile nasconderla..
    Altra cosa è confessare per anticipare la scoperta ..come ha fatto l'amante di mio marito terrorizzata che io potessi informare suo marito ..e il fatto che il mio non l'abbia rassicurata che mai l'avrei fatto.. dimostrando di conoscermi tanto poco ..è stato un segno ulteriore che non riconoscendo più se stesso ..non poteva riconoscere me

  8. #8
    utente divino
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    Citazione Originariamente Scritto da Bruja





    La domanda non è se sia giusto confessare o meno, ma se è il caso di confessare a chi potrebbe non essere in grado di recepire tanta trasparenza ed entrasse in crisi personale.


    Daccordo in tutto Bruja....e quindi ancora una volta si ritorna al punto fondamentale.


    La ferita dipende non tanto dal colpo subito ma dalla capacità dell'individuo di accusarlo.


    Cosi il tradito dunque dovrebbe ragionare :" tu hai affermato te stesso, tradendo il nostro patto di lealtà, ma attraverso la tua confessione mi restituisci quella sincerità che mi avevi sottratto."

    credo di poter accogliere assolutamente una posizione di questo tipo.

    Quindi..di conseguenza...se si entrasse in profonda crisi personale, questo significherebbe solo - per modo di dire solo-che l'identita personale è malamente strutturata sul riconoscimento costante nel tempo dell'altro. Sbaglio?

  9. #9
    Utente ascendente L'avatar di Mari Lea
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    P/R

    Ti capita di pensare come staresti oggi se non avessi mai controllato il cell. di tuo marito e non sapessi niente del suo tradimento?
    Lea

  10. #10
    utente divino
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    Citazione Originariamente Scritto da Persa/Ritrovata
    Sì un po' è questo...ma anche altro..
    In un rapporto trasparente è impossibile nascondere un'esperienza che ha una rilevanza... un'emozione ...insomma non nego che si possa provare un'emozione ..ma mi sembra inconcepibile nasconderla..
    Altra cosa è confessare per anticipare la scoperta ..come ha fatto l'amante di mio marito terrorizzata che io potessi informare suo marito ..e il fatto che il mio non l'abbia rassicurata che mai l'avrei fatto.. dimostrando di conoscermi tanto poco ..è stato un segno ulteriore che non riconoscendo più se stesso ..non poteva riconoscere me

    Persa, tu hai scritto che quando ti chiedeva come avresti reagito gli rispondevi in maniera assai determinata negli accenti...forse, dico forse, pensando a quel piglio determinato che dimostravi ...non si è sentito in grado di garantire una reazione "misurata" e conforme quindi allo stile della P/R che conosce.

    Considera lo spavento e la paura sua( di tuo marito)..nel pensare ad una situazione simile" dove si scopre tutto" e proietta questo spavento in tutti i pensieri che ha formulato in quel momento....e quindi anche alla non rassicurazione che ha saputo dare.


    Persa, tu non devi partire dal non riconoscimento tuo secondo me...semmai tu lo stia facendo-

    Nel momento in cui è andato con quella( certo sei anni..cz..sono sei e non sei giorni o sei ore...) lui si è dissaffrancato da te per riconoscere un qualcosa in lui stesso che nemmeno lui sapeva cosa fosse....prova ne è che ora è in profonda crisi...ti torna detti in termini cosi semplicistici?

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